Il post di questa sera è diviso in due parti. La prima è un racconto del fine settimana passato ad Amsterdam ed Utrecht fattovi da Orlando, la seconda parte riguarda invece il post prettamente musicale.Bottino magro a Utrecht, quest'anno: anche se abbiamo portato a casa diverse cose, sono mancate le chicche e le superchicche, come le definisce il Vampiro, e soprattutto sono mancati i cheap deals, quegli affari favolosi che ti capitano ogni tanto e che ti permettono di portare a casa per pochi euro dei pezzi che in Italia vengono valutati venti, trenta volte di più.
Rispetto all'anno scorso la confusione era maggiore e gli stessi espositori non avevano le idee chiare: troppa merce presentata alla rinfusa. I pochi che la esponevano ordinatamente si facevano profumatamente pagare il lavoro certosino di catalogazione, per ordine alfabetico, per genere o per cronologia. La maggior parte degli album a prezzi stracciati era buttata in scatoloni allineati per terra sotto i banchi: per scovare un pezzo interessante bisognava sfogliarne mille senza valore e, senza contare il tempo perso, il mal di schiena era assicurato.
Anche questa volta il viaggio è stato condito da alcune disavventure, a cominciare dalla cancellazione per nebbia del mio volo di andata (ragion per cui ho perso un intero pomeriggio salendo sull'aereo successivo che partiva sei ore dopo) e il ritardo di due ore, sempre per nebbia, del volo di ritorno.
Ritardo che comunque mi permette di scrivere queste note direttamente in aeroporto.
Dovete sapere che sui treni olandesi, ma magari anche altrove in nord Europa, esistono dei vagoni contrassegnati da una S. S sta per stilte (silenzio), e in queste carrozze non solo non è permesso l'uso dei telefoni cellulari, ma neanche la chiacchierata ad alta voce. Ovvio che noi italiani, tra una considerazione sul governo Monti e una sulla cucina olandese, appena abbiamo cominciato a discutere un po' più animatamente, siamo stati oggetto dell'interesse di una gentile signora che desiderava gustarsi in santa pace la lettura del giornale e siamo stati sonoramente rimproverati per aver trasgredito il codice del silenzio. L'atmosfera ha cominciato ad appesantirsi quando la signora ha anche capito il significato di alcune parolacce italiane indirizzatele dal Vampiro ma, per fortuna, il momento per noi di avvicinarsi all'uscita ha pacificato gli animi.
Non contenti di ciò, nelle strade semideserte di una Amsterdam festiva, questa mattina abbiamo avuto la sventura di imbatterci in un'anziana signora, piccola, curva e apparentemente innocua che, avvicinatasi al Vampiro, ha cominciato ad apostrofarlo in olandese con una vociaccia stridula e penetrante, reclamando non so quale torto subito e minacciando di chiamare la polizia. Il Vampiro ha pensato bene di girarsi di scatto e gridarle in faccia un "buh!" che ben si accompagnava all'atmosfera astrusa del momento. Al che, la signora dopo il sussulto di sorpresa iniziale, ha proseguito urlando ancora più forte. Al mio consiglio di camminare più veloci per seminare la vecchietta(chiaramente demente) anch'ella ha cominciato ad accelerare il passo e a rincorrerci per alcune centinaia di metri, fin quando abbiamo deciso di attraversare la strada rischiando di finire sotto un tram.
Ma in questo modo abbiamo messo fine all'inseguimento. il Vampiro ha cominciato a inveire contro la mancanza di agenti di pubblica sicurezza in giro per la città, ma la foto seguente lo smentisce:
come vedete la polizia olandese c'è, gira elegantemente a cavallo e si ferma dove è necessario... ma come si farà per chiamare gli agenti a cavallo?
Con questa domanda, a cui non so darvi risposta, vi lascio e vi dò appuntamento alla settimana prossima.
Per quanto mi riguarda, di cose belle
(anche da un punto di vista squisatamente grafico) ne ho trovate parecchie.
L'unico rimpianto è che è sempre troppo breve (sabato 10-17/domenica 10-17) per far sì che si possa vedere tutta.
Neanche questa volta - ed era la quinta - ci sono riuscito.
Come avevo scritto giovedì scorso eccomi già ad occuparmi di una parte del duo Wess/Dori.Iniziamo con lei, anche perchè è questo l'unico long playing che sia mai uscito per la Durium nel periodo in cui si presentavano come duo.
Niente a che vedere con la produzione di Wess che era veramente abbondante.
Vuoi perchè era più facile per lui trovare canzoni che gli si addicevano, vuoi perchè eravamo nel periodo "pre-disco" (e subito dopo, disco) e quindi veniva spontaneo presentarlo anche sotto quel profilo.
Non per niente, una sua diramazione musicale era costituita dalla Wess Machine, una sorta di Love Unlimited all'italiana.
Dori Ghezzi incide quindi il suo primo long playing da solista proprio quando l'esperimento in coppia aveva dato già ottimi ed abbondanti frutti.
Tanto, mal che vada - avranno pensato - c'è sempre la "formula due" che tiene bene le curve. E difatti, nonostante la pletora di cover di canzoni di successo e la buona tenuta di strada del progetto a trentatrè, il disco non si vendette affatto. Come mai? Resta un mistero.
Ormai era lanciata e s'era scrollata addosso i rimasugli del CASATCHOCK che l'aveva sì lanciata dopo due anni di tentativi andati a vuoto ma l'aveva altresì penalizzata giacchè per la gente era "quella del Casatchock". Ma nonostante questo, a quanto pare, la sua carriera come cantante non era apprezzata quanto quella "a due".
Dalla padella alla brace: un'altra penalizzazione suo malgrado.
Il disco è scorrevole, piacevole, ha buoni arrangiamenti ....ma non è bastato. Come si diceva prima, c'erano delle canzoni interessanti: dalla versione di BEN di Michael Jackson a CHE FALLIMENTO ovvero DARK LADY di Cher. C'è anche l'hit mondiale del momento: quel LE MORIBOND di Jacques Brel che nel frattempo era diventato SEASONS IN THE SUN cantata da Terry Jacks. Un altro successo mondiale (non italiano, però) è JESSIE di Janis Ian che qui rimane invariato nel titolo.
Insomma, materiale buono ce n'era. Non è andata bene? C'è sempre una prova d'appello nella vita: basta saper aspettare e non farsi trovare impreparati.
Grazie a Kurtigghiu per la sua speciale confezione, sempre molto apprezzata.
DORI GHEZZI - DORI GHEZZI (1974)
01 Io Sto Bene Con Te (Yesterday Once More) (Carpenter-Bettis-Riccardi-Albertelli)
02 Stagioni Fuori Tempo (Le Moribond) (Capelli-Brel)
03 Ora è Tardi (G.Tirelli)
04 Billy Non Far L'eroe (Murray-Callander-Albertelli)
05 Jessie (Jan-Albertelli)
06 Mai (Christophe-Malgioglio-Janne)
07 Che Fallimento (Dark Lady) (Durrill-Malgioglio-Lubiack)
08 Però Nel Buio (G.Tirelli)
09 Adesso Vai (Riccardi-Albertelli)
10 Proviamo A Innamorarci (Polnareff-Malgioglio-Pace)
11 Non Ci Contavo Più (Scharf-Black-Riccardi-Albertelli)
10 commenti:
Che piacere ritrovare tra i solchi di questo disco "Adesso vai" ancora inedita nella versione di Mia Martini (splendida).Ciao Michele
Quanto ho riso per quella vecchietta inferocita e un po' demente che inseguiva urlando il Vampiro. Avrei voluto essere presente alla scena e mi sarei gustato ancor di più quel "Buh!"
gridato come a spaventare un bambino petulante.
Per quanto riguarda il disco di Dori Ghezzi, l'LP è molto carino e le canzoni molto ben assortite.
Il mancato successo è forse dovuto alla poca personalità della Ghezzi che, a mio avviso, è molto meglio col suo aspetto di bella bionda che come cantante.
Carina la scorribanda a Utrecht, chissà cosa avrà capito la vecchietta olandese di Amsterdam!!...
mi è venuto da pensare al libro per ragazzi "Pattini d'argento" che narra le marachelle di un gruppo di ragazzetti olandesi che volavano via su pattini per il ghiaccio dopo aver fatto qualche danno...
Dori Ghezzi ben si inquadra con il racconto di Orlando, potrebbe, per via del colore dei capelli e del taglio degli occhi, essere un'olandesina che negli anni '70 cerca in Italia un'affermazione discografica anche da solista che secondo me arriverà nel 1980 con l'album "Mammadodori". In questo LP omonimo del 1974 c'è effettivamente tanta carne al fuoco che però si è in parte un po' bruciacchiata... Il pezzo che preferisco per le corde di Dori è "Che fallimento" cover italiana di "Dark Lady" di Cher, gli altri pezzi sono tutti piacevoli anche se l'interpretazione di "Le moribond" di Jacques Brel in italiano "Stagioni fuori tempo" manca di spessore o di ironia a secondo del tono gli si voglia avvicinare. Dori Ghezzi ha poi lasciato il canto per un problemino alle corde vocali e oggi quando molto raramente ci riprova ammette di aver perso l'elasticità vocale che comunque manca a tanti cantanti che continuano a cantare!
io non capisco l'interesse per dori ghezzi come donna. ha un viso rincalgnato come i chihuahua, è piccola per non dire nana e ha il culo grosso. solo perchè è bionda? certe volte mi pare che gli italiani sono rimasti al tempo quando gli emigranti siciliani andavano in svezia e qualsiasi femmina bionda era meravigliosa, solo perchè le loro erano more.
Certo che vi siete fatti notare in suolo olandese...!
Effettivamente la carriera da solista di Dori Ghezzi non è mai decollata. Non so perché.. in fondo se al pubblico piacevano la Fratello, la Caselli e le altre, non vedo perché non la Dori...?!
A me è sempre piaciuto il suo timbro vocale, pur non avendo chissà che voce, e poi era anche una bella ragazza...!!
Grazie per il post e la bellissima grafica!
LucaF
La scena del Vampiro "molestato" dalla vecchietta deve essere stata impagabile! ma anche quella del treno,con la signora Olandese che intuisce il significato delle parolaccie non doveva essere da meno.
Posso chiedere quale è stato l'acquisto più interessante ( o il meno deludente)alla fiera di quest'anno?
piergiorgio..... chissà cosa avrà capito la vecchietta olandese di Amsterdam!!... almeno lei ha capito qualcosa, ma che vuol dire questa frase...???
orlando..... "quest'anno magro bottino ad Amsterdam" il vampiro non si è lamentato per nulla, ciò mi induce a pensare che sia arrivato sempre un secondo prima di te e si è acchiappato le cose migliori (con successivo tuo piccolo scorno...)
Che bel disco! La mia preferita è 'Adesso Vai', malinconica e struggente. Ho letto che sia Loredana Bertè sia Mia
Martini avrebbero voluto inciderla dopo averla provinata.
Mi dispiace Margot, ti sei proprio sbagliata. Il Vampiro ed io cerchiamo cose diverse e, in genere, quello che interessa a me non interessa a lui e viceversa. Quindi, più d'accordo di così...
La mia preferita di questo album è "Che tristezza"...
...è parecchio tempo che non vado ad una mostra del disco...bisogna che faccia ricapitare l'occasione...
Puffo Vanitoso
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