martedì 24 novembre 2009

Nicola Di Bari - I Singoli A's & B's (1963-1965) Vol.1


Un giorno di ritardo dovuto al fatto che ero troppo stanco per mettermi al computer. Per questo motivo non ho mantenuto l'impegno di "riaprire" lunedì, cioè ieri, come avevo annunciato prima di partire. La mostra di Utrecht è stata bellissima. Dischi incredibili a prezzi che variavano dall'uno ai tre euro.
Tanto che, quando si trattava di dover spendere cifre intorno ai sei-sette euro (niente, confrontate alla cifre italiane) mi sembrava uno sproposito.
Per la sua esagerata estensione, non ho fatto in tempo neanche questa volta a vederla tutta. Mi rifarò il prossimo aprile, se Dio vorrà.
Volevo scrivere due pensieri su alcuni fatti che mi hanno colpito leggendo i quotidiani ieri in aereo, ma lo farò domani. Vi lascio ad Orlando e al post sulla prima parte dei singoli di Nicola Di Bari. Si comincia, naturalmente, col periodo Jolly.


Tre mesi fa avevo promesso al Vampiro di accompagnarlo a Utrecht, ma un problema di lavoro mi ha fatto saltare la gita. Le solite sòle di Orlando, ha chiosato lui e, per punizione, mi ha affidato questo compitino da svolgere in sua assenza. Compitino che cercherò di svolgere nel migliore dei modi, anche se tra il 1964 e il 1968 nessuno, ripeto nessuno sembra essersi accorto di Nicola Di Bari. Le riviste dell'epoca, tutte attente all'ultimo flirt di Gianni Morandi o di Bobby Solo, non hanno dedicato una sola parola a questo oscuro personaggio (oscuro in tutti i sensi, visto anche il colore degli occhiali dalla pesante montatura che portava), per cui mi trovo praticamente senza alcun supporto bibliografico a intrattenervi cercando di non raccontare per l'ennesima volta la storia ritrita e risaputa del giovane che, partito dalla provincia di Foggia, arriva alla Stazione Centrale di Milano con in tasca solo una moneta da cinque lire e tanta voglia di affrancarsi dalla miseria patita assieme agli altri nove fratelli.

Però non c'è niente da fare, le cose sono andate veramente così e Michele Scommegna, tra mille lavori di fortuna (manovale, giardiniere, magazziniere eccetera) arriva in una Cologno Monzese ancora senza Tangenziale Est e senza studi Mediaset e partecipa a una gara per dilettanti vincendo il primo premio. Con queste referenze si presenta a Ezio Leoni, che fino a pochi mesi prima aveva avuto per le mani Adriano Celentano, e firma un contratto di tre anni con la Saar. Intanto viene utilizzato in fabbrica, come addetto alle presse di vinile a stampare dischi, poi come fattorino, poi in ufficio, mentre Leoni si impegna a trovargli un nome più "radiofonico". Nel 1963 arriva il primo 45 giri, Perché te ne vai/Piano... pianino, con entrambe le canzoni firmate da Pallavicini e Leoni. Il disco passa inosservato, ma il sound è decisamente al passo con i tempi: basso elettrico suonato con il plettro, coro femminile e voce arrochita da 20 "super senza filtro" al giorno. Si delinea così già da subito quella che sarà la personalità artistica del primo Nicola Di Bari: voce da rocker, nessuna concessione alla melodia, fotogenia zero, carattere introverso ma deciso e generoso.

Il successo arriva con il secondo disco, una cover di Solomon Burke. Burke in quegli anni produceva soul e in Italia, anche se il soul non si sapeva cosa fosse, era seguitissimo dagli addetti ai lavori. In quel 1964 infatti ben due successi di Solomon Burke, entrambi scritti da Bert Russell, vengono adattati in italiano ed entrano in classifica da noi: il primo è Come ti vorrei (Cry To Me), di una emergente Iva Zanicchi, il secondo è appunto Amore ritorna a casa (Baby Come On Home) di Nicola Di Bari. Leoni per promuovere il disco escogita una trovata: lo distribuisce a tutte le filiali Standa affinché lo diffondano, più o meno ininterrottamente, negli altoparlanti dei grandi magazzini di tutta Italia. La cosa sembra abbia funzionato per le vendite, ma non so per i timpani delle commesse. Amore ritorna a casa viene anche presentata al Cantagiro, dove emergono comunque altri personaggi quali Dino, la Cricca, Michele e Giancarlo Guardabassi, tutti guarda caso appartenenti a una stessa scuderia.

Dopo un altro paio di 45 giri autunnali, tra i cui brani c'è anche Ti tendo le braccia, cover di Burt Bacharach di cui avevamo parlato qualche mese fa, arriva per Nicola la grande chance a Sanremo 1965, dove viene abbinato a Gene Pitney. Pitney è già conosciuto in Italia e si dà per scontato che il suo carisma di interprete americano, adorato dal pubblico femminile, possa oscurare la performance del giovane pugliese. Sorprendentemente accade il contrario: Amici miei diventa il pezzo forte di Nicola Di Bari, mentre Pitney resterà solo un gregario, almeno in questo caso.

Nicola comincia così a farsi conoscere e ad essere "mandato in giro" per le varie manifestazioni canore di cui negli anni sessanta è piena l'Italia (e non solo). Dopo il Cantagiro 1964 e il Sanremo 1965, il suo curriculum si arrichisce di partecipazioni: dal Festival di Pesaro alla Caravella d'oro di Bari, per arrivare a una prestigiosa Coppa Europea della canzone che si tiene in Belgio e lo vede terzo classificato.

Anche nel 1965 ci sarà il Cantagiro, con la canzone Piangerò, e l'anno si conclude con un ultimo singolo, contenente Non sai come ti amo (altro discreto successo) e Un amore vero.

Il 1966 si aprirà ancora una volta con una partecipazione al Festival di Sanremo, ma questo lo vedremo nel secondo volume.

Un saluto a tutti

Orlando
I SINGOLI A's & B's (1963-1965)Vol.1
01 Perchè Te Ne Vai (Pallavicini-Leoni) (1963)
02 Piano...Pianino (Pallavicini-Leoni) (1963)
03 Amore Ritorna A Casa (Baby Cone On Home) (Di Bari-Russell)(1964)
04 Senza Motivo (Pallavicini-Leoni) (1964)
05 Non Farmi Piangere Più (Brasola-Len Mercer) (1964)
06 Ti Tendo Le Braccia (Cassia-Bacharach) (1964)
07 Tu Non Potrai Capire (Panxeri-Cochran) (1964)
08 Una Cosa Di Nessuna Importanza (Beretta-Leoni-Ghigo) (1964)
09 Amici Miei (Pallavicini-Colonnello) (Sanremo 1965)
10 Amo Te, Solo Te (Brasola-Leoni)(1965)
11 Piangerò (Pallavicini-Leoni) (Cantagiro 1965)
12 Il Rimpianto (Ingrosso-Pallavicini-Colonnello)(1965)
13 Non Sai Come Ti Amo (D'angelo-Ferrari) (1965)
14 Un Amore Vero (Pallavicini-Leoni) (1965)

16 commenti:

tortlo ha detto...

"Amici miei" è un gran bel prodotto e, in effetti, la versione di Nicola di Bari è incisiva e poderosa. Ma le esibizioni di certi stranieri, in quei festival lontani e bellissimi, erano molto affascinanti.
Gene Pitney fu uno di quelli che seppero più avvantaggiarsi dell'opportunità sanremese e, viceversa, fu uno di quelli che più contribuirono al lustro della manifestazione.
In effetti, Nicola di Bari me lo ricordo solo dalla "Prima cosa bella" in poi. All'epoca non mi entusiasmava. Ma oggi non si può non riconoscergli una grande bravura anche tecnica. L'anno scorso è riapparso in una di quelle trasmissioni rievocative di Carlo Conti. Irriconoscibile. Non c'è niente da fare, l'estetica conta più del resto. Morandi è Morandi e va bene, ma se fosse stato brutto come Nicola di Bari sarebbe ancora in tv?

Anonimo ha detto...

Bentornato!

Non ti preoccupare in fondo qualche volta un po' di attesa ci vuole...! Si apprezzano di più le cose...
E poi ne è valsa la pena con un post così!

Ottimo lavoro come sempre e complimenti ad Orlando!

Grazie,
LucaFerrato

margot ha detto...

Vi ringrazio. Attendevo da molto questo post. Nicola Di Bari è a mio avviso una delle più belle voci italiane del "ventennio" 60-70. Forse qui era ancora un po' acerbo ma visto lo sviluppo successivo questo momento della sua carriera è altrettanto importante.

Anonimo ha detto...

bellissima idea questa dei singoli jolly di nicola di bari. possibile che non l'abbiano mai pensata i discografici che hanno l'archivio dell'etichetta?
Bravo Orlando e Kurtigghiu (e il vampiro che una ne pensa e cento ne fa)

Andrea

Anonimo ha detto...

Ottima recensione, come sempre.
Come sempre interessante rimane Nicola di Bari.

Saluti. Ector

Luca ha detto...

In effetti si ha l'impressione che, inizialmente, la Jolly volesse farne una versione meno molleggiata del molleggiato. Poi ha corretto il tiro facendogli trovare una dimensione più consona al suo stile e al suo personaggio, e i primi successi.

Vassovale ha detto...

Leggendo il post di Orlando, riflettevo che ciò che accadde nel '65 a Sanremo è novamente avvenuto nel '66 con la Caselli. A quanto pare, il povero Gene Pitney ha portato perlopiù fortuna ai suoi partner festivalieri.

Massimiliano from Bologna ha detto...

Sono molto contento di questo post. Moltissimo.
Gustosa la presentazione e ricca di aneddoti affascinanti.
Come sempre, di primissimo livello la selezione.
Nicola Di Bari è purtroppo un interprete ingiustamente dimenticato in Italia. Ha fatto tante canzoni bellissime, ma - complice il naso, complice il viso (non propriamente da fotomodello), complice la voce da "Super senza" - noi italiani lo abbiamo lasciato all'inizio degli anni 70. E anche nelle tristi trasmissioni revival, è assai raro vederlo tra gli invitati, con la sua voce piena di catrame e i suoi occhiali scuri giganteschi e i suoi capelli dal colore misterioso.
Continuo ad ammirarlo per la sua riservatezza e trovo giusto celebrarlo come grande e indiscusso professionista del nostro panorama musicale italiano.
Un interprete SUPER, in tutti i sensi.

Ciao.

Massimiliano

FABRIZIO ha detto...

Bentornati!
Un po' di buona invidia per la gita del Vampiro e un grazie per la nuova pagina sulla storia della musica di Orlando.
Ciao
Fa

Sava Savanović ha detto...

L'ultima volta che ho visto Nicola Di Bari era completamente calvo, altrochè capelli dal colore imprecisato. Perchè dopo i primissimi anni settanta non riesca a tornare al successo come capitò a un Fausto Leali o a un Al Bano negli 80s, poi?

Comunque con i primi soldi si comprò una macchina per fare la maglia perchè, disse: "non si può non pensare al fututo"

Caustico ha detto...

Grazie Vampiro...mi ricordo quanto fosse conosciuto e apprezzato in Spagna ancora qualche anno fa, quando ripetevano a memoria i versi delle sue canzoni. E' stato uno di quegli interpreti che hanno avuto (nonostante i Sanremo vinti) un successo più continuativo all'estero che in Italia. Mi pare che in Sudamerica abbia venduto uno sproposito...

Carmelo Pugliatti ha detto...

Questo Nicola Di Bari primi anni 60 è una vera sorpresa.
Grazie.
Ho conosciuto personalmente Nicola,e mi è sembrato una gran brav' uomo.
In quell'occasione ci fece ascoltare la sua nuova canzone,"Mare",che purtroppo credo non sia neanche uscita.
Concordo con Sava Savanović.
Perchè Albano si e lui no?

Painterbear ha detto...

Io Nicola di Bari l'ho apprezzato di più da quando sono qui in Spagna. Non credevo che qui era così conosciuto. E la cosa che più mi ha meravigliato che al "rastro" (un mercatino domenicale con molti vinili) non c'è banco che non ha suoi dischi. Una scoperta che ho fatto qui in Spagna è di un disco che interpreta canzoni di Luigi Tenco (una mia grande passione musicale).

Antonio Valencia

Vito Vita ha detto...

Apprezzo particolarmente il Nicola Di Bari del periodo RCA, ma anche questo precedente mi piace....ed anche io non mi spiego come non venga "riscoperto"....anche perchè, al contrario di Leali o Albano, Nicola Di Bari ha anche, a mio parere, un talento maggiore come compositore (la musica di "La prima cosa bella" è sua, ma non solo questa....). Forse ha tralasciato lui stesso un po' il mercato italiano per dedicarsi a quello latinoamericano: qualche anno fa ho avuto uno scambio di mail con lui, ed era pieno di impegni (televisione, serate, ecc...) tra Argentina, Brasile, ed altre nazioni.... Saluti, Vito

ginoco ha detto...

Anch'io appprezzo di più il Di Bari fine anni 60 inizi anni 70.
Sono particolarmente legato a due sue canzoni:
"Eternamente" che considero una delle migliori versioni del tema dell'Arlecchinata di Chaplin e
"il Cuore è uno zingaro" che antepongo alla versione di Nada che è stata sempre una delle mie cantanti preferite.
Inspiegabilmente in Italia è scomparso e anche alcuni suoi dischi principalmente i primi sono difficili da reperire nei mercatini.
Grazie a Orlando per il suo commento che ha arricchito la mia conoscenza di questo cantante che è uno dei miei preferiti.

L ha detto...

I like his melodic arrangements and romantic songs. His voice doesn't contain the passion and rocking drive of some other artists you've featured, but that's OK. His tunes are all fun to listen to. Good post, Vampiro.