domenica 28 giugno 2009

Bruno Martino - Le Mie Canzoni Vol.1


E si ricomincia (per davvero) con il consueto ed atteso post domenicale di Orlando dedicato questa volta a Bruno Martino. Il primo di....ancora non si sa.
Dovrebbero essere perlomeno tre. Citando l'autore della grafica che è Kurtigghiu,
lascio subito il campo libero per l'intervento di Orlando.


Per l'ascoltatore medio, Bruno Martino è quello di Estate e di Cos'hai trovato in lui, è la quintessenza dell'intrattenitore da night club. Lavorando nell'ombra e nel fumo dei locali notturni mentre le coppie si stringono e si lasciano, Bruno ha avuto meno presenze in classifica e venduto infinitamente meno rispetto ad altri artisti della sua generazione. È stato però uno dei personaggi che ha contribuito ad esportare in Europa e nel mondo lo stile italiano, l'eleganza, la versatilità e la competenza musicale.

Nato a Roma nel 1925 da una tranquilla famiglia borghese, era destinato a un lavoro "di concetto", magari in un ministero. Suo padre però era un clarinettista dilettante, e prima di morire lo invitò a coltivare la sua passione per la musica. Così, rimasto orfano a soli 15 anni, lo troviamo in calzoncini corti a suonare nelle formazioni musicali studentesche da cui verranno fuori poi i vari Armando Trovajoli, Carlo Loffredo, Piero Piccioni, Franco Pisano. In quelle riunioni musicali non era difficile incontrare una signora piccola, con i capelli grigi, che accompagnava e andava a riprendere Bruno ancora ragazzino e che talvolta si accomodava fuori dalla sala per evitare di farsi vedere da suo figlio e magari farlo emozionare.

Dopo la guerra, proprio Armando Trovajoli lo introduce nella 013, la famosa orchestra diretta da Piero Piccioni che tanta importanza ebbe nel diffondere il jazz in Italia e, nell'autunno del 1947, Bruno riceve da un esponente della nobiltà romana l'incarico di formare un gruppo per il locale notturno che andrà ad aprire di lì a poco, La Boite. La Boite divenne il ritrovo dell'aristocrazia e la reputazione artistica di Bruno Martino comincia a crescere sempre di più. Da Capri a Viareggio, da Taormina a Cortina d'Ampezzo, il suo gruppo viene conteso fra i vari locali della penisola e il nome comincia a circolare anche all'estero. Arriva così un ingaggio per il Nord Europa e Bruno con il suo complesso finisce per fermarsi, mettendo radici soprattutto a Copenhagen, dove diversi club in crisi riescono ad evitare la chiusura proprio grazie all'interesse creato nella clientela dai nuovi musicisti italiani. Il famoso ristorante Nimb ad esempio, dove si mangia un magnifico filetto di salmone, quella costruzione orientaleggiante che si trova all'interno del parco Tivoli, stava per chiudere quando nel 1952 arriva Bruno Martino. In poche settimane si ritrova gremito di gente che vuole ascoltare e ballare: non si può dar loro torto, se pensiamo che Bruno è stato uno dei primi in Europa ad introdurre il calypso, il cha-cha e altri balli caraibici. Qualche mese prima di partire, era addirittura andato a Parigi per ascoltare il famoso bandleader cubano Armando Orefice e per farsi spiegare da lui tutte le sfumature ritmiche e tutti i segreti di questo tipo di musica.

Un ruolo importante ha ovviamente la formazione con cui Bruno ha suonato: Bruno Brighetti, polistrumentista (trombone, vibrafono, pianoforte, fisarmonica, voce) e co-autore di molti pezzi; Luciano Ventura, bassista; Carlo Pes, chitarrista; Ole Jørgensen, ovviamente danese purosangue, batterista.

Dopo un paio d'anni di presenza fissa in Scandinavia, in uno dei periodi di rientro in patria il treno dei ragazzi fa una sosta a Bolzano per la solita prassi delle formalità doganali. Brighetti scende a prendere dei panini e dal jukebox del bar della stazione sente provenire il suono di un loro disco. Ormai ce l'avevano fatta, erano famosi anche in Italia!

Questa sera si comincia con una prima selezione di brani che è anche una ri-proposta: otto di essi componevano il microsolco Hasta la vista, già postato dal Vampiro un anno fa.
Ne abbiamo aggiunti altri sei che risalgono più o meno allo stesso periodo (1958-60), per poter dare a questo primo volume del cofanetto un ampio spazio da cui tutti potremo cogliere la capacità del gruppo di essere a proprio agio in qualsiasi stile, dal napoletano al caraibico, dallo swing allo slow-rock, dal melodico allo scanzonato.

Un saluto da

Orlando
LE MIE CANZONI VOLUME 1
01 Hasta La Vista, Senora (Matanzas-Fiorentini)(1959)
02 Chillo Ca Sposa a Te (Poes-Nisa)(1959)
03 Chianu, Chiano (Morelli-Cesareo)(1959)
04 Resta Cu'mme (Modugno-Verde)(1959)
05 Perry Como Sorride e Fà (Pisano-Garinei-Giovannini)(1959)
06 Nel Duemila (Martino-Brighetti)(1959)
07 Kiss Me Kiss Me (Roman Vatro-Danell) (1959)
08 Pummarola Boat (Savona-Giacobetti)(1959)
09 Bella(Bella That's You)(Fabor-Rolell-Danpa)(1959)
10 Io Mammeta E Tu (Modugno-Pazzaglia) (1958)
11 L'annegato del Pò (Martino-Brighetti) (1959)
12 Signorina Show (Berlin-Danpa) (1959)
13 A Come Amore (Martino-Brighetti) (1960)
14 Quando Ascolto Nat King Cole (Massara-Pallavicini) (1959)

15 commenti:

tortlo ha detto...

A me Bruno Martino è sempre piaciuto molto (anche se effettivamente conosco solo "Estate" e "E la chiamano estate"). Grazie a Orlando stasera ho capito perché.

Anonimo ha detto...

Orlando forever!

Painterbear ha detto...

si riparte alla grande :-)

antonio valencia

Paolo ha detto...

Bruno Martino - Hasta la vista, Señora

di Matanzas - Fiorentini

Hasta la vista, Señora
è stato bello così
Abbiam sognato il paradiso,
ma dirti addio non voglio ancor
Hasta la vista, Señora,
ci rivedremo, lo so
Solo così per dirci
"t'amo ancor"
Hasta la vista, Señora

Hasta la vista

Hasta la vista

Hasta la vista, Señora
è stato bello così.
Abbiam sognato il paradiso,
ma dirti addio non voglio ancor
Hasta la vista, Señora
ci rivedremo, lo so
Solo così per dirci
"t'amo ancor"
Hasta la vista, Señora
Señora
Domani
Hasta la vista

http://www.youtube.com/watch?v=r-zlVPKIATo

ATTILIO ha detto...

Devo confessare che ho sempre seguito poco Bruno Martino anche se come cantante non mi dispiace.
Non ricordavo neanche infatti che fosse morto alcuni anni fa.
La canzone che conosco di lui è "Estate", ma credo che un po' tutti l'abbiano in mente.
Ottimi il commento di Orlando e la grafica di Kurtigghiu.
P.S. Mi auguro che, prima delle ferie estive e dei programmi del Vampiro, un altro post dei singoli di Rosanna Fratello riesca ancora ad entrarci.

>FrankDee< ha detto...

Devo dire che su questo blog ho apprezzato meglio Bruno Martino: me ne parlavano già anni fa, ma lo snobbavo...
Grazie Orlando e grazie al grafico, naturalmente!

Carmelo Pugliatti ha detto...

Ho sempre adorato Bruno Martino,quel mondo e quell'epoca meravigliosa.
E' vero,pur avendo regalato al pubblico alcuni capolavori assoluti,non è mai stato in cima alle classifiche.
Mi ha fatto tenerezza leggere che al momento della sua morte Bruno viveva dignitosamente soltanto grazie ai diritti di "Estate","E la chiamano Estate" e "Cosa hai trovato in lui".
Mi piace tantissimo rivederlo nei rari spezzoni televisivi fine anni 50 che la RAI manda in onda ogni tanto.
Oltre ad essere bravo,era simpatico,garbato,autoironico.
Un ricordo personale:
Una delle primissime audiocassette acquistate era appunto una raccolta di Bruno Martino (ero un ragazzino dai gusti un pò retrò).
Grazie per questo post,e complimenti ad Orlando.

nico ha detto...

Bentornato Vampiro, spero che abbia risolto tutti i problemi col PC!

Ovviamente un grazie ad Orlando e Kurtigghiu per il bellissimo post, complimenti!!

b13ne ha detto...

E' vero: fra le canzoni di Bruno Martino è banale ricordare sempre 'E la chiamano estate' e 'Estate', ma -a parte che siamo nel campo degli interpreti più che degli autori- si tratta di canzoni talmente belle!
'Estate' è incluso (a prova che è veramente uno standard) in uno degli ultimi dischi della poco conosciuta Rita Coolidge, ex cantante country adesso interprete timidamente jazz di sempreverdi.
Poi la cantò benissimo Mina in una puntata di Gran Varietà - un'interpretazione breve ma molto più intensa di quella che incluse in uno dei suoi LP anni '80 o '90. Allora quella puntata di Gran varietà la registrai su un nastro a bobina, ormai irrecuperabile.

Caustico ha detto...

Grazie Orlando e grazie al Vampiro che riprende egregiamente!!!
Ricordo Bruno Martino che ironizzava sui suoi pezzi con Mina e Johnny Dorelli in Gran Varietà. Davvero divertente. Un grande.

Anonimo ha detto...

Doverosi ringraziamenti alla Premiata Ditta che ha prodotto questa ennesima chicchetta. Quando ero piccolo Bruno Martino lo reggevo poco, forse perché lo associavo a quell'atmosfera da "night" sicuramente poco adatta ad un adolescente. Con gli anni ho imparato ad apprezzarlo. Questo post contribuisce pertanto a rivalutare in modo ineccepibile il buon lavoro di questo personaggio.
Grazie
Domenico (M.)

pier giorgio ha detto...

Bruno Martino è rimasto nella memoria come un caposcuola della cosiddetta musica per "night".
Le sue composizioni celebri e meno vengono tuttoggi interpretate, storpiate e riarrangiate dai più che vogliono cimentarsi con un repertorio cosiddetto classico.
La sua vena intimista e poco scontata l'ha reso un po' ostico alla massa ma lo rende per sempre un "grande" nel suo genere e non solo.

ginoco ha detto...

Ho scoperto Bruno Martino verso la fine degli anni 60 ascoltando i suoi successi nelle compilation dedicate ai primi anni 60 e ho apprezzato le sue canzoni.
Oggi mi piace ricordarlo per la magica atmosfera che ricorda: il night, le luci soffuse.

Massimiliano ha detto...

Complimenti vivissimi, le canzoni sono dei ritorni piacevoli. La grafica poi è eccezionale. Complimenti al grafico...

L ha detto...

How appropriate that he have a song dedicated to Nat King Cole. He's one smooth singer. I prefer his 'straightforward' tunes. Grazie Vampiro.