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Vi presento una delle mie più grandi passioni musicali di sempre, Gilbert O'Sullivan.
Amo quasi tutte le sue canzoni, in special modo quelle tre-quattro che mi si sono conficcate nell'anima, infiltrate sotto la pelle, come facessero parte di me.
Probabilmente perchè quando ero molto piccolo mi lasciavano spesso a casa di mia nonna e mia zia allora adolescente era "innamorata" di lui.
E quindi tra un disco di Paul McCartney, uno di David Bowie ed un altro di Elton John, non mancavano mai i suoi; ma anche perchè le sue dolcissime melodie hanno cullato alcuni momenti molto belli della mia infanzia: di CLAIR ho un ricordo vivido, quasi fisico e così di OH WAKKA DOO OH WAKKA DAY.
Era la fine del 1972, l'inizio del '73.
il suo vero nome è Raymond Edward O'Sullivan. All'età di 11 anni si sposta dalla contea di Wateford in Irlanda a Swindon in Inghilterra. Dopo il college Raymond parte per Londra alle ricerca di una sua vita che, aveva deciso, doveva essere vissuta nell'ambito della musica.
Per l' intanto trovò un lavoretto part time in un C&A, catena di negozi alimentari.
Un altro ragazzo che lavorava con lui, aveva un contratto con la CBS e un giorno andò con lui portandosi dietro una chitarra e facendosi ascoltare da alcuni funzionari della multinazionale discografica. E siccome a quell'epoca un contratto non lo si rifiutava a nessuno (era il 1967, in piena
swingin' London) Ray firmò per cinque anni con l'impegno di incidere almeno un 45 giri all'anno.
In realtà ne incise solo due, DISAPPEAR e WHAT CAN I DO, poi, dispiaciuto del fatto di non poter mai avere voce in capitolo circa il missaggio e l'arrangiamento dei dischi volle rompere e la CBS non lo trattenne, visto il flop dei singoli sul mercato.
Firmò per un'altra etichetta, la Major Minor e nel 1969 uscì con I WISH I COULD CRY. Non successe niente neanche stavolta ma un disc jockey della BBC lo notò e lo volle in un programma di musica dove ai brani di successo del momento, capitava l'occasione di far ascoltare qualcosa di suo.
E' in questo periodo che Raymond si industria per inventarsi un personaggio: una specie di Charlie Chaplin giovane, con i pantaloni alla zompafosso, cappello che a malapena nasconde il suo taglio di capelli stile orfano vittoriano, giacca di flanella e cravattina da scolaro del Regno Unito. In cerca di un manager, spedì dei demo a Gordon Mills, lo scopritore di Tom Jones e Engelbert Humperdinck.
Intorno a questi due campioni dell'easy listening inglese, costruì un impero di 40 milioni di dollari (del 1970).
Insieme ai nastri incluse delle foto con la sua nuova divisa da lavoro.
Mills individuò subito qualcosa di speciale in quel buffo ragazzo stile anni venti e lo chiamò nel suo ufficio facendogli firmare un contratto come autore. Non senza però avergli fatto cambiare nome in Gilbert O'Sulliavan.
Gilbert & Sullivan (Sir William e Sir Arthur) erano due scrittori di operette britannici durante il regno della regina Vittoria. Chiamandolo così avrebbe accentuato il lato "buffonesco" e retrò del suo stile di abbigliamento. Il primo disco fu registrato nell'ottobre del 1970.
Era NOTHING RHYMED, canzone stupenda, che nel novembre dello stesso anno salì fino alle posizione numero 8 della classifica inglese restando nei primi venti per 12 settimane. Nel gennaio 1971 la canzone, senza tanta promozione da parte dell'autore, arrivò al primo posto in Olanda rimanendo per 5 settimane in vetta.
Anche da noi, ebbe una certa notorietà: la versione del cantante irlandese, anche non entrando in classifica, era molto passata in radio perché i programmatori si erano innamorati di questa dolcissima ballata con un testo intelligente.
La storia di una ragazzo che si arroga il diritto di fare delle scelte in proprio anche se alla fine risulteranno sbagliate.
Niente è in rima (nothing rhymed) ossia non tutte le ciambelle riescono col buco.
In Italia a rovinarla ci pensa la voce sguaiata di Nazzareno dei Profeti, che aveva preso il posto di vocal leader nel gruppo dopo la defezione di Renato Brioschi. Nella loro versione diventa un successo estivo di tutto rispetto.
Anche grazie a quella versione, Raymond o meglio Gilbert, comincia ad essere un
nome anche in Italia.
Little Tony lo vuole nel suo show STASERA LITTLE TONY dove canta per l'appunto NOTHING RHYMED. Il programma viene mandato in onda nel gennaio 1972.
Nel frattempo in Inghilterra e sul mercato estero erano usciti altri 45 giri: UNDERNEATH THE BLANKET GO, WE WILL e NO MATTER HOW I TRY.
Il primo fu un mezzo flop: 40° nella classifica inglese. Che non sarebbe male se il precedente non fosse andato così bene. Incredibilmente arriva al primo posto in Olanda e ci rimane per ben due settimane.
Il secondo singolo (WE WILL)sale sino al 16° posto in Inghilterra, il terzo (che poi in realtà sarebbe il quarto dell'era Mills)fa ancora meglio, piazzandosi al 5° posto.
Il primo album del cantautore irlandese si chiama HIMSELF e contiene alcune hit come la solita NOTHING RHYMED ed anche una canzone molto carina dal titolo MATRIMONY, subito disponibile su singolo. Ma come cantano gli americani, the best is yet to come ossia il meglio deve ancora arrivare.
Il meglio si chiama ALONE AGAIN (NATURALLY). Entra in classifica in Inghilterra a marzo 1972 e negli Usa il 17 di giugno. Il 29 luglio è primo in classifica in America. E per dare al mondo un immagine diversa del cantante da quella finora data, Gordon Mills decide di cancellare il personaggio burlesque inizio secolo. Il nuovo Gilbert ora indossa maglioni in stile campus americano con tanto di G rossa ricamata sul petto. Lo sguardo è ammiccante e sornione da ragazzo della porta accanto, mentre prima doveva sembrare in perpetuo stato di timidezza e di timore tipo ma che ci sto a fare io qua? ALONE AGAIN (NATURALLY) entra in classifica in Italia alla chetichella in aprile, poi esce e ritorna a metà giugno per rimanerci fino al gennaio 1973. Il 14 ottobre raggiunge la sua punta massima arrivando al quarto posto assoluto. Nel frattempo aveva partecipato ad ADESSO MUSICA e al Festivalbar dove aveva fatto attendere il pubblico buoni 8-10 minuti soltanto per trovare la posizione giusta sullo sgabello del pianoforte.
I soliti Profeti incidono una sua canzone dell'anno prima, WE WILL, col titolo di PRIMA NOTTE SENZA LEI e concorrano nella stessa competizione nella quale lui è in gara con ALONE AGAIN (NATURALLY).
Il testo del brano di O'Sullivan è buffo e semitragico nello stesso momento.
Parla di un uomo a cui niente è andato per il verso giusto e alla fine, in ogni occasione, si è sempre ritrovato solo.
La fidanzata lo molla davanti alla chiesa il giorno del suo matrimonio e la sua idea è quella di buttarsi giù da una torre non appena riuscirà a rialzarsi da quest'ultima batosta. Meglio farla finita che spiegare alla gente come ci si sente ad essere stati abbandonati per l'ennesima volta: prima la morte del padre e poi quella della madre. E alla fine della storia lui si ritrovava sempre lì, a piangere. Da solo, naturalmente. Le liriche sono concepite in maniera da sdrammatizzare fatti importanti e dolorosi come quelli accaduti al protagonista, ripetendo rassegnato alla fine di ogni capoverso ma con un sorriso rivolto alla telecamera
alone again, naturally.
L'arrangiamento è assolutamente geniale, con quell'assolo dolcissimo di chitarra acustica che arriva improvvisamente con l'intenzione di spezzare in due tronchi la narrazione dei fatti. La musica è quanto di più delicato si possa immaginare, la voce una carezza.
Solo negli Usa vende due milioni di copie.
Altri dieci nel resto del mondo.
E' un successo di quelli che ti garantiscono una rendita vitalizia.
Quando esce di scena dalle classifiche italiane a gennaio '73, la sua sostituta è già piazzata da due mesi in classifica.
Si chiama CLAIR ed il suo testo oggicome oggi, in piena clima da caccia alla streghe, potrebbe essere scambiato per un inno alla pedofilia, mentre invece è soltanto una dolcissima canzone dedicata alla figlia del suo produttore ed amico Gordon Mills.
"Zio" Ray che l'accompagna a letto, che le dice di fare la brava, che ogni volta che deve lasciarla sente un gran dispiacere e di lei che gli dice "mi aspetti che cresco, così mi sposi?" E la risata argentina della bambina che conclude una delle più soavi canzoni "d'amore non d' amore".
Nel 1973 cambia genere e diventa un pò
boogie (come andava in quel momento) e un pò rock. E lo fa con GET DOWN che in una traduzione gergale significa "nun t'allargà".
E via via tutte le altre per concludere con il suo canto del cigno, A MINUTE OF YOUR TIME del 1982.
Anche Kurtigghiu ama O'Sullivan tanto che si è offerto volontariamente per fare la grafica ancor prima che pensassi al post.
Quindi, ve lo presentiamo più che volentieri in una selezione di alcune delle sue più belle canzoni.
Non ve lo perdete, mi raccomando.
LE MIE CANZONI01 Nothing Rhymed (1970)
02 We Will (1971)
03 No Matter How I Try (1971)
04 Alone Again (Naturally) (1972)
05 Matrimony (1972)
06 Ooh Wakka Doo Wakka Day (1972)
07 Clair (1972)
08 Who Was It (1972)
09 Get Down (1973)
10 Ooh Baby (1973)
11 Why Oh Why Oh Why (1973)
12 Happiness Is Me And You (1974)
13 You Are You (1976)
14To Each His Own (1976)
15 What's In A Kiss (1980)
16 A Minute Of Your Time (1982)
17 (BONUS TRACK) Out Of The Question (1973)
18 (BONUS TRACK) What's In A Kiss (versione differente) (1980)