sabato 29 marzo 2008

I Saluti Di Rito e.... Jimmy Fontana - La Mia Serenata (1967)



Beh, è l'ora dei saluti. Se fossimo a Senza Rete edizione '70 vi canterei CIAO, DEVO ANDARE. In realtà io non devo: io voglio.
Non me l'ha certo ordinato il dottore:c'era in ballo questa cosa da tempo(incontri vari di amici in città diverse) e allora ho detto: perchè no?
Staccare per un pò rigenera sempre, anche se devo ammettere che abbandonare una creatura onnivora come il blog per sette giorni, mi fa un pò effetto.
Le possibilità di collegarmi da lì non mancheranno di certo. Però cercherò di farlo solo mercoledì o giovedì, a casa di un mio amico. E sicuramente ci saranno delle sorprese.
Nel post "Le Persone Inutili" c'è la traduzione in italiano della lettera che Paola ha scritto al blog dove collaborava.
Ci tengo a segnalarvelo perchè credo che abbia subito un'ingiustizia da parte di un coglioncello da due lire e del suo degno compare (che voi conoscete bene) più ladro ed idiota di lui. E sinceramente non se lo meritava.

Forza Paola quindi..e forza Egi! La quale se n'è andata anche lei per solidarietà verso Paola, essendo anch'essa un'altra contributrice di quel blog e mia amica dal tempo in cui i blog ancora non esistevano!
E a voi un caro saluto ed una sicurezza: quella di tornare più agguerrito che mai.



Il secondo lp di Jimmy Fontana su etichetta RCA. Che è anche l'ultimo se non contiamo quello del '78 in condomino con altri cantanti (sigla della trasmissione tv a pupazzi animati SESAMO APRIITI) e quelli dei SuperQuattro nei primi anni '80.
Un disco che riassume tutti i suoi maggiori successi del periodo 1965-1967.
Da IL MONDO a PENSIAMOCI OGNI SERA fino al successo dell'estate '67 LA MIA SERENATA, canzone vincitrice del Disco Per L'Estate di quell'anno.
In più, canzoni uscite già in versione singolo come GUANTANAMERA o NASCE UNA VITA, del Sanremo 1967. Particolarità le si riscontrano sicuramente in L'ULTIMA OCCASIONE, già incisa da Mina e Tom Jones nonchè dal suo autore Tony Del Monaco, che forse ha reinciso per solidarietà verso un conterraneo. O alla sua versione di SOGNANDO LA CALIFORNIA, sicuramente molto più soft ed easy-listening di quella dei Dik Dik.
Una canzone che a me è piaciuta sempre molto è ALLORA SI', già retro de IL MONDO.
Niente di particolare ma nella sua semplicità esalta l'eleganza innata di certi suoni RCA del periodo. E poi la manina felice di Carletto Pes si sente moltissimo.

LA MIA SERENATA (1967)

1 La Mia Serenata (J.Fontana-Mogol-G.Boncompagni)
02 Guantanamera (Marti-P.Seeger-Angulo-G.Boncompagni)
03 Vai Vai Vai (S.Bardotti-J.Fontana)
04 La Mia Stella (G.Boncompagni-J.Fontana-C.Pes)
05 Allora Sì (G.Boncompagni-I.Greco-C.Pes-E.Sbriccoli)
06 Il Mondo (G.Meccia-J.Fontana)
07 Pensiamoci Ogni Sera (G.Boncompagni-J.Fontana-Pes)
08 Sognando La California (Californa Dreamin') (Mogol-J.Phillips)
09 La Notte Che Son Partito (J.Fontana-G.Meccia-C.Pes)
10 Nasce Una Vita (S.Bardotti-J.Fontana)
11 L'Ultima Occasione (T.Del Monaco-J.Fontana-G.Meccia)
12 Per Vivere Insieme (Happy Together) (G.Cassia-Bonner-Gordon)

Mino Reitano - La Fine Di Tutto (It's Over) (1966)


Dischetto tosto: il primo di Mino Reitano su etichetta Ricordi e da solista.
"Tosto" in quanto veramente difficile da trovare (e magari adesso uscirà qualcuno che dirà "ce l'ho....ce l'ho"!)
Due cover di canzoni americane. La prima è IT'S OVER di Roy Orbison, uscita in versione originale in Usa nel 1964. La seconda è THIS PRECIOUS TIME di Barry McGuire(fuoriuscito dai New Christy Minstrels)e che nel 1966 andava parecchio di moda. Aveva lanciato EVE OF DESTRUCTION e una delle due versioni più famose di IO HO IN MENTE TE, YOU WERE ON MY MIND.
Reitano che canta in maniera differente rispetto al Reitano classico che tutti conosciamo mi piace più nel secondo brano, che ha un arrangiamento molto più consono per il 1966.
Sono molto orgoglioso di questo disco. Non perchè sia un disco fenomenale (tutt'altro) ma perchè è uno di quelli che si vedono veramente rare volte.
E perchè - dopo anni di spernacchiamenti e dileggi al povero Mino - ora capisco che in fondo faceva (fa) solo il suo dovere e che di cantanti che valgono meno di lui ce ne sono migliaia. E Sanremo (e non solo)è lì a confermarcelo.

01 La Fine di Tutto (It's Over) (Orbison-Dees-Chiosso) (1966)
02 Il Nostro Tempo (This Precious Time) (Sloan-Barry-Mogol) (1966)

Flo Sandon's - Prima Del Paradiso (Sanremo 1962)


Flo Sandon's, cantante famosissima negli anni quaranta e cinquanta, sposa Natalino Otto nel 1955 ed invece di starsene a casa tranquilla continua ad incidere i dischi nonostante le mode che evolvono e si susseguono l'una dopo l'altra.
La sua voce è sempre bella anche se l'impostazione che stride coi tempi.
Facente parte della "vecchia guardia" nel 1962 si ritrova a Sanremo con due canzoni: PRIMA DEL PARADISO in coppia con Edda Montanari (che viene eliminata) e PASSA IL TEMPO con il debuttante Mario D'Alba. Entrambi le canzoni sono un pò troppo old-times; nessuno avrebbe avuto da ridire se fossero state scritte tra il 1958 e il 1960.
Prendiamoli per quello che sono: due brani tradizionalisti e cantati molto bene.

01 Prima Del Paradiso (Valtellini-Pinchi) (Sanremo 1962)
02 Passa Il Tempo (Bertini-Taccani) (1962)

venerdì 28 marzo 2008

AA.VV - 25° Festival Di Sanremo (1975)



Dai e dai, alla fine poteva mancare su questo blog il Festival Di Sanremo più "squalificato", collezionato e ricercato della storia?
30 canzoni di cui nessuna sarà ricordata.
Grazie all'interesse sorto negli ultimi tempi intorno a questa edizione, le canzoni sono quasi più note ora che alla loro prima uscita.
Ma è un discorso legato al mondo del collezionismo e degli appassionati.
Nessuno, su un treno o ad una fermata dell'autobus, discetterà su chi fosse Franco E Le Piccole Donne o sul quarto posto di Valentina Greco!
Perfino la tv ha interrotto il collegamento prima che si sapesse il nome del brano vincitore della 25° edizioni. Nozze d'oro coi fichi secchi, potremmo dire.
Un Festival a dir poco dimesso, con una sfilza di sconosciuti, promess(ine) non mantenute di qualche anno prima e due primedonne di cui una (Angela Luce) nei giorni del Festival andava vantandosi di essere la cantante donna che vende più dischi e cassette in Italia. Forse se l'Italia fosse iniziata e finita a Soccavo, ci poteva anche stare.
L'altra era Rosanna Fratello, che in quell'occasione era anche a corto di autori (chi sono Graniero e Taddei?).
Nilla Pizzi, invitata, rifiuta di venire al funerale del Festival.
La stragrande maggioranza degli italiani neanche si accorge che il Festival Di Sanremo ancora esiste, in pieno 1975!
Vince Gilda che come malignamente faceva intuire Sorrisi & Canzoni, è piaciuta molto alle giurie e agli assessori. Specie ad uno, Napoleone Cavaliere, assessore al Turismo e principale animatore del Festival.
E un pochino anche a Lardera, assessore ai lavori pubblici.
Pier Giorgio Farina e Johnny Sax si sono divisi il compito di ripetere le canzoni del Festival, l'orchestra è diretta da Enrico Simonetti e Bruno Pallesi è il direttore artistico.
Ma diamo un'occhiata a qualche cantante:
Rosanna Fratello non ha certo bisogno di presentazioni, cosi come Piero Cotto, perchè chi segue il blog ha imparato a conoscerlo. Altri cantanti presenti nel blog sono stati Annagloria che canta LA PAURA DI MORIRE (cantante di Senigallia)e Gabriella Sanna, diciassettenne lucchese, che presenta una canzone molto carina, ADESSO BASTI TU.
Buone le canzoni di Valentina Greco, detentrice di una bella voce, che canta UN GRANDE ADDIO e Paola Musiani, che è al suo secondo festival e che presenta SE NASCO UN'ALTRA VOLTA.
Ma da citare anche Canarini, Lorenzo Pilat, Gabriella Sanna, Annagloria (più per la canzone che per lei)e Piero Cotto.
Tra le peggiori in assoluto c'è Emy Cesaroni, che quando cantava a Settevoci e incideva per la Style aveva dei brani simpatici e la sua voce era legata al suo personaggio sbarazzino: qui presenta un brano inascoltabile dove c'è un giro iniziale che ricorda NIGHTS IN WHITE SATIN mentre il resto è veramente scadente.
Ma anche Paola Folzini non è da meno, con un testo da avanspettacolo anni '40 in stile POLVERE DI STELLE.
E' anche la rivincita degli autori di serie C, perche a parte 3-4, sono degli emeriti sconosciuti (anche loro!).
Resta la curiosità per quest'edizione e per le sue canzoni, che oltre ad essere abbastanza difficili da trovare, i vari "squali" del disco se le fanno pagare anche bene.
I due volumi sono in accordo con la scaletta delle prime due serate.
La grafica è di Sava Savanovic (molto bella, con tutte le immagini dei cantanti sul retro)e la lavorazione - come al solito - è del deforme Warlock.
Di cui oggi cadeva il 354° compleanno. Auguri di altri 354° compleanni così !

25° FESTIVAL DI SANREMO

Vol.1
01 Piero Cotto - Il Telegramma (Donaggio-Pallavicini-Donaggio)
02 Emy Cesaroni - 1975...Amore Mio (Specchia-Prencipe)
03 Antonella Bellan - Lettera (Medin-Scala-Mellier-Greco)
04 Franco & Le Piccole Donne - Come Humphrey Bogart (Raggi-Pallini)
05 Laura - E Poi E Poi (La Mantia)
06 Gianni Migliardi - Sei Stata Tu (Piccioli-Amato-Tessandori)
07 Paola Folzini - Il Ragioniere (Buonocore-Celli)
08 Stefania - L'Incertezza Di Una Vita (Sciannamea-Specchia)
09 G.Men - Oggi (Tino Cavalli)
10 Angela Luce - Ipocrisia (Giordano-Alfieri)
11 Gabriella Sanna - Adesso Basti Tu (Meccia-Zambrini)
12 Le Volpi Blu - Senza Impegno (Delfino-Damele-Motta-Bordoni)
13 Lorenzo Pilat - Madonna D'Amore (Lorenzo Pilat)
14 Paola Musiani - Se Nasco Un'Altra Volta (Testa-Donaggio)
15 Eva 2000 - In Amore Non Si Può Mentire (Cenci-Capello)

Vol.2
01 Eugenio Alberti - Decidi Tu Per Me (Gallo-Ceppani-Montanaro)
02 Daniela - Dolce Abitudine (Rigo-Montanato-Ceppani)
03 La Quinta Faccia - Quattro Stagioni (Pelosi-Caruso)
04 Nico Dei Gabbiani - Io Credo (Turnaturi-Cadam)
05 Gilda - Ragazza Del Sud (Gilda)
06 Ely Neri - Tango Di Casa Mia (Giorno-Ely Neri)
07 Annagloria - La Paura Di Morire (G.Calabrese-Ballotta-Calvi)
08 Goffredo Canarini - Scarafaggi (Goffredo Canarini)
09 Valentina Greco - Un Grande Addio (Capotosti-Limiti-Broglia-Lacamera)
10 Nannarella - Sotto Le Stelle (Romolo Balzani)
11 Kriss & Saratoga - Piccolo Bambino Caro (Specchia-Sciannamea-Fabino)
12 Leila Selli - Sola In Due (Francesio-Roccabruna)
13 Jean François Michael - Innamorarsi (Olivares-Sarti-De Lorenzo)
14 Rosanna Fratello - Va Speranza Va (Graniero-Taddei)
15 Le Nuove Erbe - Topolino Piccolo (Prencipe-Specchia)

Palito Ortega - La Felicità (1967)


Avete presente la canzone incisa nel '68 dalla Zanicchi e da Bruno Filippini?
Beh, la versione originale è di questo signore, Palito Ortega, nato in Argentina e avvicinatosi al mondo della musica molto presto.
Ammiratore di Elvis Presley, alla fine degli anni cinquanta si spostò a Buenos Aires e divenne batterista di un gruppo chiamato Carlinhos Y Su Banda.
Incise due dischi utilizzando due nomi d'arte (Nery Nelson e Tony Varano) e nel 1963 divenne noto col suo stesso nome, essendo parte della "nueva ola" argentina, la generazione yè-yè di Baires (così come la Jovem Guarda in Brasile)
In Italia arriva nel 1967 ed alla fine di quell'anno incide la versione in lingua (lui per primo) con il testo scritto da Pippo Franco, che tra l'altro la inciderà anche lui.
Stessa cosa per il retro, UN RAGAZZO COME ME che in Argentina si chiama UN MUCHACHO COME YO. La base e l'arrangiamento di questa canzone è completamente differente dall'originale, perchè troppo "vecchia" rispetto agli standard italiani dell'epoca.

01 La Felicità (La Felicidad)(P.Franco-P.Ortega) (1967)
02 Un Ragazzo Come Me (Un Muchacho Como Yo) (P.Franco-P.Ortega)(1967)
03 (bonus track) La Felicidad (Ortega)(1967)
04 (bonus track) Un Muchacho Como Yo (Ortega)(1967)

I Preistorici - Chianu Chianu (1964) & Mara Pacini - Quelli Della Mia Età (1963)



Un altro complesso in embrione. Sicuramente lo avete già riconosciuto o perlomeno avete riconosciuto le due cantanti. Che sono Marina Occhiena e Angela Brambati.
La stessa etichetta aveva sotto contratto i Jets (non quelli di Cassano & C.) con dentro Angelo Sotgiu e Franco Gatti, pubblicizzati sul retro di copertina.
Marina avrebbe poi lasciato il gruppo per approdare alla Ricordi con la quale sarebbe stata sotto contratto tra il 1965 e l'inizio del 1966, incidendo un singolo e un Ep a scopo dimostrativo in cui c'erano quattro giovani da lanciare. E partecipò anche alla compilation sanremese del 1966 dove cantò COSI COME VIENE. Il resto, poi, è noto a tutti.
Dall'abbigliamento e dal nome è chiaro che il trio si rifaccia a Gli Antenati (o ai Flinstones), molto in voga all'epoca come personaggi dei cartoni animati.



Mara Pacini invece è una cantante toscana, molto giovane in quel 1963.
Anche se aveva un passato "rock" come Brunetta (etichetta Ricordi-1959-1961).
Se ci pensate un momento, i tempi e le abitudini cambiavano nel volgere di pochissimi anni. Quando Nada quindicenne si presentò a Sanremo'69 sembrava chissà cosa si fossero inventati! La fotografavano a scuola, in tv le regalavano le bambole etc. come fosse una mezza ritardata mentale o una bambinetta.
Agli inizi degli anni sessanta i cantanti bambini erano all'ordine del giorno. Pensiamo a Morandi e alla Pavone! O alla Iannetti, alla Cinquetti, Dino etc.
O tornando ancora indietro nel tempo, pensiamo ad un Paul Anka che esplode a livello mondiale a soli 15 anni con DIANA!!!
Mara ha iniziato la sua carriera prestissimo, ad undici anni, vincendo una gara per bambini. La stessa cosa che capitò a Rita Monico che a dodici anni incideva già i suoi dischi (le cover delle canzoni dello Zecchino).
Qui interpreta con la sua bella voce impostata (più matura dei suoi anni effettivi) TOUS LES GARÇONS di Françoise Hardy e NON AMARMI COSI', canzone già incisa da Steve Lawrence che era anche il detentore della versione originale GO AWAY LITTLE GIRL.

I Preistorici
01 Chianu Chianu (Ruotolo-Giglio)(1964)
02 Fermati Sole (Giglio)(1965)

Mara Pacini
01 Quelli Della Mia Età (Tous Les Garçons Et Les Filles)(Pallavicini-Hardy-Samyn)(4-1963)
02 Non Amarmi Così (Go Away Little Girl)(Gentile-Goffin-King)(4-1963)

giovedì 27 marzo 2008

Gilbert O'Sullivan - Le Mie Canzoni


Vi presento una delle mie più grandi passioni musicali di sempre, Gilbert O'Sullivan.
Amo quasi tutte le sue canzoni, in special modo quelle tre-quattro che mi si sono conficcate nell'anima, infiltrate sotto la pelle, come facessero parte di me.
Probabilmente perchè quando ero molto piccolo mi lasciavano spesso a casa di mia nonna e mia zia allora adolescente era "innamorata" di lui.
E quindi tra un disco di Paul McCartney, uno di David Bowie ed un altro di Elton John, non mancavano mai i suoi; ma anche perchè le sue dolcissime melodie hanno cullato alcuni momenti molto belli della mia infanzia: di CLAIR ho un ricordo vivido, quasi fisico e così di OH WAKKA DOO OH WAKKA DAY.
Era la fine del 1972, l'inizio del '73.

il suo vero nome è Raymond Edward O'Sullivan. All'età di 11 anni si sposta dalla contea di Wateford in Irlanda a Swindon in Inghilterra. Dopo il college Raymond parte per Londra alle ricerca di una sua vita che, aveva deciso, doveva essere vissuta nell'ambito della musica.
Per l' intanto trovò un lavoretto part time in un C&A, catena di negozi alimentari.
Un altro ragazzo che lavorava con lui, aveva un contratto con la CBS e un giorno andò con lui portandosi dietro una chitarra e facendosi ascoltare da alcuni funzionari della multinazionale discografica. E siccome a quell'epoca un contratto non lo si rifiutava a nessuno (era il 1967, in piena swingin' London) Ray firmò per cinque anni con l'impegno di incidere almeno un 45 giri all'anno.
In realtà ne incise solo due, DISAPPEAR e WHAT CAN I DO, poi, dispiaciuto del fatto di non poter mai avere voce in capitolo circa il missaggio e l'arrangiamento dei dischi volle rompere e la CBS non lo trattenne, visto il flop dei singoli sul mercato.
Firmò per un'altra etichetta, la Major Minor e nel 1969 uscì con I WISH I COULD CRY. Non successe niente neanche stavolta ma un disc jockey della BBC lo notò e lo volle in un programma di musica dove ai brani di successo del momento, capitava l'occasione di far ascoltare qualcosa di suo.
E' in questo periodo che Raymond si industria per inventarsi un personaggio: una specie di Charlie Chaplin giovane, con i pantaloni alla zompafosso, cappello che a malapena nasconde il suo taglio di capelli stile orfano vittoriano, giacca di flanella e cravattina da scolaro del Regno Unito. In cerca di un manager, spedì dei demo a Gordon Mills, lo scopritore di Tom Jones e Engelbert Humperdinck.
Intorno a questi due campioni dell'easy listening inglese, costruì un impero di 40 milioni di dollari (del 1970).
Insieme ai nastri incluse delle foto con la sua nuova divisa da lavoro.
Mills individuò subito qualcosa di speciale in quel buffo ragazzo stile anni venti e lo chiamò nel suo ufficio facendogli firmare un contratto come autore. Non senza però avergli fatto cambiare nome in Gilbert O'Sulliavan.
Gilbert & Sullivan (Sir William e Sir Arthur) erano due scrittori di operette britannici durante il regno della regina Vittoria. Chiamandolo così avrebbe accentuato il lato "buffonesco" e retrò del suo stile di abbigliamento. Il primo disco fu registrato nell'ottobre del 1970.
Era NOTHING RHYMED, canzone stupenda, che nel novembre dello stesso anno salì fino alle posizione numero 8 della classifica inglese restando nei primi venti per 12 settimane. Nel gennaio 1971 la canzone, senza tanta promozione da parte dell'autore, arrivò al primo posto in Olanda rimanendo per 5 settimane in vetta.
Anche da noi, ebbe una certa notorietà: la versione del cantante irlandese, anche non entrando in classifica, era molto passata in radio perché i programmatori si erano innamorati di questa dolcissima ballata con un testo intelligente.
La storia di una ragazzo che si arroga il diritto di fare delle scelte in proprio anche se alla fine risulteranno sbagliate.
Niente è in rima (nothing rhymed) ossia non tutte le ciambelle riescono col buco.
In Italia a rovinarla ci pensa la voce sguaiata di Nazzareno dei Profeti, che aveva preso il posto di vocal leader nel gruppo dopo la defezione di Renato Brioschi. Nella loro versione diventa un successo estivo di tutto rispetto.
Anche grazie a quella versione, Raymond o meglio Gilbert, comincia ad essere un nome anche in Italia.
Little Tony lo vuole nel suo show STASERA LITTLE TONY dove canta per l'appunto NOTHING RHYMED. Il programma viene mandato in onda nel gennaio 1972.
Nel frattempo in Inghilterra e sul mercato estero erano usciti altri 45 giri: UNDERNEATH THE BLANKET GO, WE WILL e NO MATTER HOW I TRY.
Il primo fu un mezzo flop: 40° nella classifica inglese. Che non sarebbe male se il precedente non fosse andato così bene. Incredibilmente arriva al primo posto in Olanda e ci rimane per ben due settimane.
Il secondo singolo (WE WILL)sale sino al 16° posto in Inghilterra, il terzo (che poi in realtà sarebbe il quarto dell'era Mills)fa ancora meglio, piazzandosi al 5° posto.
Il primo album del cantautore irlandese si chiama HIMSELF e contiene alcune hit come la solita NOTHING RHYMED ed anche una canzone molto carina dal titolo MATRIMONY, subito disponibile su singolo. Ma come cantano gli americani, the best is yet to come ossia il meglio deve ancora arrivare.
Il meglio si chiama ALONE AGAIN (NATURALLY). Entra in classifica in Inghilterra a marzo 1972 e negli Usa il 17 di giugno. Il 29 luglio è primo in classifica in America. E per dare al mondo un immagine diversa del cantante da quella finora data, Gordon Mills decide di cancellare il personaggio burlesque inizio secolo. Il nuovo Gilbert ora indossa maglioni in stile campus americano con tanto di G rossa ricamata sul petto. Lo sguardo è ammiccante e sornione da ragazzo della porta accanto, mentre prima doveva sembrare in perpetuo stato di timidezza e di timore tipo ma che ci sto a fare io qua? ALONE AGAIN (NATURALLY) entra in classifica in Italia alla chetichella in aprile, poi esce e ritorna a metà giugno per rimanerci fino al gennaio 1973. Il 14 ottobre raggiunge la sua punta massima arrivando al quarto posto assoluto. Nel frattempo aveva partecipato ad ADESSO MUSICA e al Festivalbar dove aveva fatto attendere il pubblico buoni 8-10 minuti soltanto per trovare la posizione giusta sullo sgabello del pianoforte.
I soliti Profeti incidono una sua canzone dell'anno prima, WE WILL, col titolo di PRIMA NOTTE SENZA LEI e concorrano nella stessa competizione nella quale lui è in gara con ALONE AGAIN (NATURALLY).
Il testo del brano di O'Sullivan è buffo e semitragico nello stesso momento.
Parla di un uomo a cui niente è andato per il verso giusto e alla fine, in ogni occasione, si è sempre ritrovato solo.
La fidanzata lo molla davanti alla chiesa il giorno del suo matrimonio e la sua idea è quella di buttarsi giù da una torre non appena riuscirà a rialzarsi da quest'ultima batosta. Meglio farla finita che spiegare alla gente come ci si sente ad essere stati abbandonati per l'ennesima volta: prima la morte del padre e poi quella della madre. E alla fine della storia lui si ritrovava sempre lì, a piangere. Da solo, naturalmente. Le liriche sono concepite in maniera da sdrammatizzare fatti importanti e dolorosi come quelli accaduti al protagonista, ripetendo rassegnato alla fine di ogni capoverso ma con un sorriso rivolto alla telecamera alone again, naturally.
L'arrangiamento è assolutamente geniale, con quell'assolo dolcissimo di chitarra acustica che arriva improvvisamente con l'intenzione di spezzare in due tronchi la narrazione dei fatti. La musica è quanto di più delicato si possa immaginare, la voce una carezza.
Solo negli Usa vende due milioni di copie.
Altri dieci nel resto del mondo.
E' un successo di quelli che ti garantiscono una rendita vitalizia.
Quando esce di scena dalle classifiche italiane a gennaio '73, la sua sostituta è già piazzata da due mesi in classifica.
Si chiama CLAIR ed il suo testo oggicome oggi, in piena clima da caccia alla streghe, potrebbe essere scambiato per un inno alla pedofilia, mentre invece è soltanto una dolcissima canzone dedicata alla figlia del suo produttore ed amico Gordon Mills.
"Zio" Ray che l'accompagna a letto, che le dice di fare la brava, che ogni volta che deve lasciarla sente un gran dispiacere e di lei che gli dice "mi aspetti che cresco, così mi sposi?" E la risata argentina della bambina che conclude una delle più soavi canzoni "d'amore non d' amore".
Nel 1973 cambia genere e diventa un pò boogie (come andava in quel momento) e un pò rock. E lo fa con GET DOWN che in una traduzione gergale significa "nun t'allargà".
E via via tutte le altre per concludere con il suo canto del cigno, A MINUTE OF YOUR TIME del 1982.
Anche Kurtigghiu ama O'Sullivan tanto che si è offerto volontariamente per fare la grafica ancor prima che pensassi al post.
Quindi, ve lo presentiamo più che volentieri in una selezione di alcune delle sue più belle canzoni.
Non ve lo perdete, mi raccomando.

LE MIE CANZONI

01 Nothing Rhymed (1970)
02 We Will (1971)
03 No Matter How I Try (1971)
04 Alone Again (Naturally) (1972)
05 Matrimony (1972)
06 Ooh Wakka Doo Wakka Day (1972)
07 Clair (1972)
08 Who Was It (1972)
09 Get Down (1973)
10 Ooh Baby (1973)
11 Why Oh Why Oh Why (1973)
12 Happiness Is Me And You (1974)
13 You Are You (1976)
14To Each His Own (1976)
15 What's In A Kiss (1980)
16 A Minute Of Your Time (1982)
17 (BONUS TRACK) Out Of The Question (1973)
18 (BONUS TRACK) What's In A Kiss (versione differente) (1980)

C'è Un'Orchestra Che Suona: Herp Alpert - South Of The Borders (1965)



SOUTH OF THE BORDERS è il disco che fece conoscere in tutto il mondo il suono particolare ed indicativo di un'epoca di Herb Alpert.
Il disco raggiunse la sesta posizione in classifica degli album di Billboard ed arrivò in Italia nel 1965 (anche se in realtàera uscito alla fine del 1964).
Due note due sul disco: tutti conoscerete sicuramente la title track, mentre
la canzone ADIOS MI CORAZON è stracopiata da STRADA 'NFOSA di Modugno.
La versione di THE GIRL OF IPANEMA è veramente molto bella e particolare, nonostante l'abbia trattata a cha-cha-cha, completamente desueto nel 1964.
La caratteristica di Herb Alpert e della sua Tijuana Brass Band era il combinare suoni in stile messicano ed adattarli sia a canzoni di successo che ai classici del sudamerica.
In più, c'era il tocco di classe finale: la tromba del losangelino Herb Alpert, che oltre a suonare molto bene ed avere un ottimo gusto in fatto di arrangiamenti aveva dalla sua anche quel viso da playboy americano, da uomo che non deve chiedere mai, che piaceva molto alle donne.
Tutti i suoi dischi erano stampati dalla sua stessa casa discografica, la A&M, ovvero la Alpert & Moss.
Ricco, bello e pieno di talento. Cosa volere di più dalla vita?
Il primo che dice "un amaro lucano" verrà depennato seduta stante!

SOUTH OF THE BORDERS (1965)


01 South Of The Border (Down Mexico Way) (Kennedy-Carr)
02 The Girl From Ipanema (Gimbel-Jobim-De Moraes)
03 Hello Dolly (Jerry Herman)
04 I've Grown Accustomed To Her Face (Lerner-Loew)
05 Up Cherry Street (J.Wetcher)
06 Mexican Shuffle (Lake)
07 El Presidente (Lake)
08 All My Loving (Lennon-McCartney)
09 Angelito (Herrera-Ornellas)
10 Salud Amor Y Dinero (Lake)
11 Numero Cinco (Coleman)
12 Adios Mi Corazon (Lake)

Roberta Kelly - Gettin' The Spirit (1978)


E dopo TROUBLEMAKER e ZODIAC LADY ecco in arrivo GETTIN' THE SPIRIT del 1978.
Un long playing diviso in due medley di canzoni spirituali, da OH HAPPY DAYS a MY SWEET LORD ed altri canti tipici da chiesa o comunque sul genere.
Il 45 giri uscì con OH HAPPY DAYS sulla facciata A e SPEAKING MY MIND TH HIS EAR sull'altra.
Non fu un successo come quello che arrise ai suoi predecessori ma si vendette ugualmente piuttosto bene.
Kurtigghiu, che ha spinto molto per questa riproposta, si è occupato della grafica della copertina in formato cd.

GETTIN' THE SPIRIT (1978)
Lato A
Medley:
01 Oh Happy Day 5.47
02 To My Father's House 6.21
03 My Sweet Lord 4.20

Lato B
Medley:
01 Gettin' The Spirit 4.47
02 Walking In The Shadow Of His Light 5.17
03 Speaking My Mind To His Ear 5.58

Miro - Carly (1977)


Largo alle richieste: CARLY di Miro.
Molti di voi si chiederanno chi è Miro.
E' nato a Macerata anche se ha vissuto a Perugia. Nel 1970 mette su un complesso, i Woo-Doo (niente a che vedere con i Woo-Doo di CHI MI AIUTERA' del 1967) con i quali farà tantissime serate nelle cittadine di provincia.
Nel 1972 una sua canzone diventa sigla della trasmissione tv PICCOLA RIBALTA (CHE SUCCEDE STASERA) e nello stesso anni viene premiato a Capri col Gonfalone D'Oro, uno dei tantissimi premi che si davano ai cantanti semisconosciuti e non per un pò di pubblicità sui giornali, di solito organizzati e pagati dalle stesse case discografiche.
Nel 1973 partecipa al Disco Per L'Estate con TU MI REGALI L'ESTATE e nel 1975 porta alla stessa manifestazione una canzone che io considero oltre che molto carina la più nota del cantante: NELLA MENTE CASA MIA.
CARLY invece è un brano del 1977: come si può catalogarla?
Un pò di rock con una patina "disco". Nell'insieme estremamente piacevole.
Così come il retro, TAKE MY LIFE.

01 Carly (Goldberg-Stage (1977)
02 Take My Life (Goldberg-Miro)(1977)

mercoledì 26 marzo 2008

Quartetto Cetra - Carosello Di Successi Vol.1


Vicino al titolo avrei voluto mettere "volume uno"; perchè in previsione ci sarebbero stati altri due volumi.
Dipende da quale interesse poteva raccogliere una tripla raccolta del Quartetto Cetra in cui vi sono raccolti molti brani mai usciti in cd.
Ma Kurtigghiu mi ha anticipato mettendolo lui, un bel Volume Uno in basso a sinistra!
Ed iniziando una raccolta di questo genere mi sembrava d'obbligo inserire le prime due canzoni incise quando ancora Lucia Mannucci non faceva parte del gruppo, IL VISCONTE DI CASTELFOMBRONE e L'ARCA DI NOE', incise nel novembre 1941, qui in versione rigorosamente originale. Perchè sappiamo che il Quartetto Cetra ha sì registrato migliaia di brani ma la maggior parte sono brani da loro ricantati perlomeno dieci volte con diversi arrangiamenti e diverse etichette.
E poteva mancare la prima versione de NELLA VECCHIA FATTORIA, datata 1949?
Nato come E.G.I.E dalle iniziali dei nomi di battesimo dei suoi fondatori (Enrico Gentilo,Giovanni Giacobetti, Iacopo Iacomelli, Enrico De Angelis) diventa Quartetto Cetra quando ne entrò a far parte Virgilio Savona. Ma andiamo con ordine.
Deluso dai risultati negativi delle prime audizioni radiofoniche Iacomelli lasciò il complesso sostituito dea Virgilio Savona, studente palermitano al Coservatorio di Santa Cecilia in Roma, che col gruppo collaborava in qualità di autore ed arrangiatore.
Nel 1941 il quartetto diventa un punto di riferimento dell'allora Radio Roma e visto che la sigla E.G.I.E non corrispondeva più alla nuova formazione fu deciso di cambiargli nome, prendendo Cetra in onore della casa discografica per la quale incidevano.
Il primo singolo è per l'appunto quello di cui vi parlavo poc'anzi, il cui retro (L'ARCA DI NOE') era scritta da Agenore Incrocci in arte Age (quello di Age e Scarpelli, tandem di sceneggiatori cinematografici e non).
Nel 1942 Felice Chiusano sostituì Gentile che partiva per il militare e nel 1943 lo stesso Age dovette sostituire De Angelis per il medesimo motivo.
De Angelis, tornato dalla parentesi in grigioverde lasciò definitivamente il quartetto nel 1947 dapprima sostituito da Franco Cerri e poi da Lucia Mannucci.
L'esordio con la definitiva formazione avvenne nell'ottobre 1947 al Teatro Delle Arti in Roma.
Questa selezione contiene brani che vanno dal 1941 al 1971, anno di CHISSA' COME FARA', sigla di STASERA SI'. Più canzoni veramente ostiche a trovarsi tipo TRE MINUTI, versione italiana di FEELIN GROOVY di Simon & Garfunkel, incisa dal gruppo principalmente per la motivazione che in quel periodo si trovavano nella stessa casa discografica del duo americano. O come CHA CHA CHA ROMANO, un brano spiritoso, come d'altronde quasi tutti quelli del Cetra.
La bonus track è la celeberrima canzoni LE TUE MANI incisa dalla sola Lucia Mannucci nel 1949.
La grafica è di Kurtigghiu che ha fatto un piccolo errore di numerazione nella tracklist.
Colpa del Vampiro che gli mette sempre fretta!
P.S. Il titolo è volutamente vintage.

CAROSELLO DI SUCCESSI
01 Il Visconte Di Castelfombrone (Malatesta-Nizza-Morbelli) (11-1941)
02 L'Arca Di Noè (Savona-Age) (11-1941)
03 Nella Vecchia Fattoria (Savona-Kramer-Giacobetti) ( 11-1949)
04 Mama Non M'Ama (Kramer-Giacobetti) (3-1949)
05 Ma Un Paese (Roll Me Over) (O'Connor-Giacobetti) (11-1949)
06 Oggi Ho Visto Un Leon (Maja-Giacobetti) (3-1949)
07 Dimmi Un Pò Sinatra (Giacobetti-Savona)(4-1950)
08 Un Napoletano A Parigi (Trovajoli-Giacobetti) (4-1950)
09 Vecchia America (Luttazzi) (6-1951)
10 Alma Llanera (Gutierrez-Coronado) (10-1958)
11 Caccia al Marito (Savona-Giacobetti) (9-1960)
12 Cha Cha Cha Romano (Savona-Giacobetti) (9 -1960)
13 Tre Minuti (Feelin' Groovy) (7-1967)
14 La Ballata Del West (Chiosso-Giacobetti-Savona-Ferrio) (4-1968)
15 Cinderella Rockefella (Giacobetti-Williams) (4-1968)
16 Chissà Come Farà (Chiosso-Palazio-Savona-Bertolazzi) (10-1971)
17 (bonus track) Le Tue Mani (1948)

Les Paul & Mary Ford - The World Is Waiting For The Sunrise


Ed eccoci al secondo post di >FrankDee< che ha elaborato per Pensieri P33.
Come al solito prodigo di notizie ed aneddoti (senza mai risultare noioso)


Les Paul: questo nome, di solito, evoca uno strumento musicale, nella fattispecie una chitarra.
“Questa è una Les Paul, và che bella!” ho sentito spesso dire di fronte alle vetrine dei negozi di chitarre, o alle mostre tipo “Second Hand & New Guitar”, che si tiene a Milano in spazi ogni anno sempre più ristretti.
Ma prima di tutto, Lester Pollfus, nato a Waukesha, Wisconsin, nel 1915, era un musicista.
Un musicista con il piglio dell’inventore: senza di lui, infatti, una schiera di chitarristi che hanno fatto la storia del rock non sarebbe divenuta tale.
Infatti, Les aveva inventato l’amplificazione per la chitarra attraverso i pick-up, il ponte flottante (insomma, il manico in basso che alza il ponte su cui poggiano le corde della chitarra), e tutto questo lo fece da solo, segando una chitarra in suo possesso e lavorandoci sopra.
Ah, scusate: inventò, negli anni ’40, anche la registrazione multitraccia, cosa che divenne indispensabile negli studi di registrazione.
La storia di Les Paul come musicista cominciò nei primi anni ’30, quando cominciò a suonare con svariate orchestre del Midwest.
Nel 1936 formò il trio che portava il suo nome, incidendo parecchio materiale di stampo jazzistico; una decina di anni più tardi incontrò una cantante chiamata Coleen Summer, che sposò, dopo circa due anni di collaborazione in campo musicale, nel 1950.
Nel 1951 arrivò il grande successo per il duo Les Paul e Mary Ford (il nuovo nome d’arte di Coleen Summer) con brani quali “How High The Moon”, “The World Is Waiting For The Sunrise”, “Tiger Rag” e molti altri. Un grande successo che durò, invariato, per 10 anni.

E arriviamo a questo disco: lo trovai per caso in un fornito negozio di dischi usati a Milano, nei tardi anni ‘80.
Sebbene già conoscessi il nome “Les Paul” per quanto riguardava le chitarre, non conoscevo il personaggio-musicista. E poi fui attratto dalla copertina: un signore che impugna una chitarra, che canta insieme a una ragazza che ha le caratteristiche fisiche tipiche della ragazza americana degli anni ’50, con una meravigliosa chitarra in mano E una copertina di cartoncino pesante, come quelle degli anni ’50 e ’60, ma con anno di pubblicazione sconosciuto.
Ad un prezzo da disco usato: l’ho preso.
Ascoltandolo, sentii che si trattava di un programma radiofonico: tuttavia, fui rapito dalla bellezza stessa dei brani, che avevano molte analogie con il suono del rock’n’ roll.
Ma di rock’n’roll, nella sua accezione classica, non si trattava: i brani, scoprii documentandomi, erano datati dal 1951 al 1953, e il rock’n’roll esisteva, ma non con questo nome, sottoforma di rhythm’n’blues; e qui non c’erano fiati, né mi pareva musica nera.
Per una coincidenza, nel 1991 usci un bel cofanetto dedicato a Les Paul, intitolato “The Legend And The Legacy”: 4 CD in cui c’era tutta la sua carriera di pioniere musicale, dagli anni ’40 ai primi anni ’60. Lo presi, sempre nello stesso negozio di dischi usati, a metà prezzo neanche un anno dopo la pubblicazione.
Così scoprii molti dettagli su questo artista: e capii anche che il disco di cui stiamo parlando qui era una “finta” trasmissione radiofonica dal vivo.
Pubblicato sulla fantomatica etichetta Shamrock, con sede a Reseda, in California, questo è un bootleg, registrato, forse, da qualche fan del duo: la fonte, probabilmente, una trasmissione radiofonica, appunto finta. Dico ciò perché le esecuzioni sono quelle dei dischi singoli da studio del duo, ma qui c’è anche uno speaker che presenta i brani e un pubblico che applaude e fischia dopo ogni esecuzione. Inoltre, questo disco non è contemplato in nessuna discografia ufficiale di Les Paul. E ne ho cercate di informazioni su questo disco, credetemi.
Tra l’altro, penso che i brani “Take A Warning”, “Goodbye My Love” e “Fantasy” siano reperibili sui dischi originali degli anni ’50: mai, infatti, li ho visti ripubblicati sulle antologie dedicate a loro (cofanetto compreso).
Sulla qualità di ascolto di queste registrazioni: scusatemi, ho cercato di migliorarle il più possibile senza far perdere loro carattere, ma non sono quel mago del Vampiro in questo senso (o chi per esso).

>Frank<

LES PAUL & MARY FORD – THE WORLD IS WAITING FOR THE SUNRISE

01) Blow The Smoke Away (Adams-Hough-Howard)
02) San Antonio Rose (Bob Wills)
03) Song In Blue (Paul-Ford-Ryland)
04) Mandolino (Les Paul)
05) How High The Moon (Lewis-Hamilton)
06) The World Is Waiting For The Sunrise (Seitz-Lockart)
07) Fantasy (Paul-Ford)
08) Put That Ring On My Finger (Ryan-Skylar)
09) Johnny Is The Boy For Me (Stellman-Roberts-Paul)
10) Take A Warning (Berlant-Ford-Paul)
11) Goodbye My Love, Goodnight (Gordon-Revel)
12) Magic Melody (Les Paul)
13) Running Wild (Gibbs-Grey-Wood)

Michelino - Fidel (1961) & Manuel Portorico - Planetario (1975)



Due proposte che accumuno per la "voglia di sudamerica e di esotico" che traspare
dai nomi delle canzoni o da quello del secondo complesso.
Michelino (Michele Gramazio) è uno di quei
capo-complessi che nell'epoca d'oro dei nights era attivissimo.
Era il momento dei ritmi sudamericani che venivano esportati un tanto al chilo.
Certo, era musica di facciata ma mai quanto quelle schifezze attuali (tipo la bachata etc.) Il suo più grande successo lo ebbe con CHA CHA CHA DELLA SEGRETARIA seguito da BRIGITTE BARDOT.
Qui lo troviamo alle prese con una canzone dedicata a Fidel Castro, ovviamente trattato in maniera dissacrante ed irriverennte
Il retro, MADRID è invece una canzone più romantica (ed originale spagnola) sempre in chiave cha cha cha.



I Manuel Portorico sono invece un duo italiano (o almeno prodotto in Italia) che nell'estate del 1975, anno davvero particolare perchè aperto ad ogni stile musicale, incide questo PLANETARIO, uno strumentale "atipico" perchè la base strumentale è accompagnata da un fischio e poi da un vocalizzo quasi da soprano.
Canzone che sicuramente qualcuno ricorderà anche perchè molto commerciale ed orecchiabile.
Il retro è KALENDA, dove come nella facciata A, appare una chitarra hawaiiana in stile Andy Bono.
Andy Bono che nomino spesso quando parlo di chitarre hawaiiane e che sarebbe quindi il caso di presentarvi una volta o l'altra, almeno con ALOHA.

Michelino & Il Suo Complesso

01 Fidel (Darena-Soffici) (1961)
02 Madrid (Lara)- (1961)

I Manuel Portorico

01 Planetario (Zodiaco-Racimo) (6-1975)
02 Kalenda (Zodiaco-Racimo) (6-1975)

martedì 25 marzo 2008

Loredana Bertè - Extra Bertè


Già sento una parte dell'utenza del blog che ulula "che bello!" mentre sento quell'altra che dice "che palle!". E allora io che dovrei dire??
A parte gli scherzi, che preferisca un mal di denti alla Bertè questa è cosa risaputa, ma bisogna anche saper mediare ed accontentare tutti.
Questa selezione poi, è stata voluta fortemente da Imbro, che a quanto pare è troppo timido da voler scrivere due righe di presentazione alla sua opera, che inizia con una copertina a dir poco inquietante con una Bertè "dipinta" e imparruccata che sembra una pazza ("che sembra"?)
Ci sono versioni alternative, versioni in lingua estera, lati B non stampati su cd ed altre cose di cui potrei anche non essere in grado di spiegare il perchè si trovino qui (tipo i titoli che vanno dalle numero 16 alla 18).
Per qualsiasi cosa, risponde Imbro.
Di certo c'è da dire una cosa: che quando l'argomento gli piace fa dei lavori magnifici, quando invece non lo prende più di tanto....glissons.
Per l'intanto godetevi questa "bertuccia" che credo sia meglio della Bertilation uscita dopo Sanremo (Bertilation mi sembra più un titolo per una raccolta dell'Orietta che della Bertè)

EXTRA BERTE'

01 Non Sono Una Signora(RMX-91 Short Version)
02 Volver Un Amor Tan Grande (Volevi Un Amore Grande)
03 Eres Bellissima (Sei Bellissima)
04 Mejor Ser Libre (Meglio Libera)
05 Anima Vai
06 Dedicating (Dedicato)
07 Radio
08 No Soy Una Señora (Non Sono Una Signora)
09 La Hucha (La Goccia)
10 Jimmy Be Good
11 Lilas
12 Samurai
13 Seduzir
14 Io (Single Version)
15 Stiamo Come Stiamo (Rough Version)
16 Cambio Canale
17 Caro Lucio
18 Luna
19 Non Sono Una Signora (RMX-91 Long Version)

Tanti Auguri, Mina: Spezzone da Pomeriggio Con Mina (11-1971)


Ieri qualcuno mi faceva notare che oggi sarebbe stato il compleanno di Mina.
Come qualcuno saprà, in questi giorni non ho molto tempo per essere estemporaneo, inventarmi post in cinque minuti.
Tutti quelli che vedrete da qui a sabato sono stati programmati.
Ma per questa occasione, sono riuscito a ritagliarmi qualche minuto dal mio poco tempo libero a disposizione e ho pensato di creare qualcosa e di postarlo.
Cosa? La sigla con l'annuncio di Pomeriggio Con Mina, una falsa partenza d'annuncio canzone, un fuorionda e finalmente l'annuncio vero.
E per concludere la sigla finale. Direttamente dai master della trasmissione.
Spero quindi di aver fatto cosa gradita.

Maurizio Vandelli - Era Lei (1969) & Elton John - It's Me That You Need (1969)



Maurizio Vandelli inizia nel 1969 una carriera parallela a quella di leader dell'Equipe 84, la carriera di solista.
Tre sono i singoli su Ricordi che escono a cavallo del '69 e '70: PERDONA BAMBINA, ERA LEI e CAVALIERE.
Tutti e tre molto azzeccati e valorizzati dalla voce di Maurizio, che per me è detentore di una delle più belle voci maschili italiane per armonia e dolcezza.
ERA LEI è la versione italiana di un brano di Elton John, IT'S ME THAT YOU NEED


proprio questo 45 giri che vedete qui sopra.
Se dovessi fare una scelta personale, sceglierei la versione italiana ma mi dispiacerebbe fare un torto ad Elton John che tra il 1969 ed il 1973 è stato sicuramente il più vicino ai Beatles in quanto a capacità descrittive, musicalità e poliedricità di stili.
C'era anche Cat Stevens, che però si avvicinava di più al genere Donovan ed al folk inglese.
Due bellissime interpetazioni per una canzone che purtroppo non è rimasta nel tempo e che avrebbe meritato di più
(ad esempio, più della sopravvalutata CANDLE IN THE WIND che odio anche per il solo fatto che è stata poi associata a Diana Spencer)
Bellissima anche LADY SAMANTHA.

Maurizio Vandelli
01 Era Lei (Elton john-Bernie Taupin-M-Vandelli)
02 Un Giorno Nella Vita (Vandelli-Detto Mariano-Vandelli)

Elton John

01 It's Me That You Need (Elton John-Bernie Taupin) (1969)
02 Lady Samantha (Elton John-Bernie Taupin) (1969)

lunedì 24 marzo 2008

Sonny & Cher - The Italian Side Of Sonny & Cher


Era da molto tempo che ricevevo richieste di ripostare i singoli italiani di Sonny & Cher.
Ma la ripubblicazione di singoli presi come "singoli" e non inseriti in raccolte particolari non mi ha mai trovato molto d'accordo.
Allora ho pensato alla formula più semplice: la raccolta.
Ce n'erano abbastanza, di canzoni, per poter fare una bella compilazione con la grafica così come piace a me. E così è stato.
Ho chiesto aiuto a Kurtigghiu che nel giorno di Pasqua si è adoperato lavorando per il blog affinchè potessi postare il tutto per il giorno successivo.
Ed eccola qui, questa raccolta, dal titolo forse semplice, THE ITALIAN SIDE OF SONNY & CHER, ma sicuramente indicativa.
Raccolta che consta di sei singoli più i retri in inglese (quando sono in inglese) e delle bonus track (versioni originali).
Sicuro - o quasi - di aver fatto un buon lavoro per coloro che l'estate scorsa ancora non conoscevano il blog, vi lascio alla musica della coppia più beat che gli Usa (ed il mondo) ricordino.

THE ITALIAN SIDE OF SONNY & CHER

01 (con Sonny) Il Cammino Di Ogni Speranza (U.Napolitano) (Sanremo 1967)
02 (con Sonny) - L'umanita' (Pallavicini-Ferrari) (2-1967)
03 Ma Piano (Per Non Svegliarmi) (G.Meccia) (Sanremo 1967)
04 Nel Mio Cielo Ci Sei Tu (Magic In The Air) (A.Testa-S.Bono) (1967)
05 Mama (Bono-Dossena) (1967)
06 Bambini Miei (You Better Sit Down Kids) (F.Monti Arduini) (1968)
07 (con Sonny) Caro Cara (Don't Talk To Strangers) (S.Bono-Mogol) (1967)
08 (con Sonny) Fantasie (It's The Little Thing) (S.Bono-Mogol) (1967)
09 (con Sonny) Little Man (Bono)(1967)
10 (con Sonny) So Fine (J.Otis)(1967)
11 The Click Song Number One (Miriam Makeba) (1968)
12 Behind The Door (Graham Gouldman)(1967)
13 (bonus track) Cher - You Better Sit Down, Kids (Bono)(1967)
14 (bonus track) (con Sonny) Little Man (versione originale)(1966)
15 (bonus track) (con Sonny) Petit Homme (versione francese)(1967)

Herve Vilard - Pour Toi Ce N'Etait Rien (1973)


Io vado a fare Pasquetta ai Castelli, ma per chi resta a casa ed ha deciso di non muoversi (cosa che vorrei tanto anch'io!) lascio qualcosa da fare.
Hervè Vilard con POUR TOI CE N'ETAIT RIEN, la versione francese de LA LONTANANZA. Non che sia una grande versione ma comunque è particolare e rara.
Quarantacinque che ho acquistato a dicembre in uno dei negozi più interessanti della Ville Lumière. Per chi dovesse andarci ecco l'indirizzo: 40, rue des Ecoles, 5°.
Disco raro perchè potete girare quanto vi pare ma non la troverete su nessun cd come non troverete la canzone in rete. E specialmente con un trattamento-Warlock.
Di Hervè Vilard, a parte la raccolta fatta da Vampiro tempo fa, non esiste quasi niente (un paio di cd di cui uno con i pezzi ricantati ed un altro dal vivo).
Mi dispiace per quel brutto segno sopra la P del titolo ma quei coglioni dei francesi, quando vendono i dischi, applicano l'adesivo del prezzo sul disco e non sulla busta di plastica. Poverini, non ci arrivano..che volemo fà?
P.S. E se rifacessi un upload della raccolta in italiano di Vilard con copertina fatta da uno dei grafici del blog?
Se ci sono almeno dieci utenti d'accordo (e me lo fanno sapere via email o sul blog) si può fare.

01 Pour Toi Ce N'etait Rien (La Lontananza) (Delanoè-Modugno-Bonaccorti)
02 Je N'aurai Pas Le Coeur (Revaux-Groscolas-Dessca-Ibach)

domenica 23 marzo 2008

Meco - Star Wars and Other Galactic Funk (1977)


Nel campo della discomusic la nuova follia americana si chiama STAR WARS.
La sempre perfetta macchina commerciale americana ha trasformato questa follia in colossale business.
Business che, nonostante siano passati 30 anni è ancora attiva oggi, AD 2008.
George Lucas (il produttore) desiderava per il film era un genere di musica che fosse ad un livello emozionale quasi familiare. Non voleva una musica elettronica o concreta ma piuttosto una dicotomia delle sue fantasie mentali. Dimostrò quindi a Williams (che gli fu presentato da Spielberg ai tempi de LO SQUALO) che la disparità di stili era la via giusta e ciò determinò le scelte di John Williams che si spostarono verso soluzioni tonali ed orchestrali dove tutto è acustico e naturale. Ad un certo punto Lucas parlò di voler integrare la colonna sonora con qualcosa del repertorio classico, così come successe per 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO. Ma Williams non accettò. STAR WARS aveva - secondo lui - bisogno di una stretta unità tematica e si preferì seguire una linea creativa autonoma, al di fuori del copione.
Tante saranno le cover di STAR WARS, che contribuiscono alla ressa delle versioni non originali della soundtrack.
La RCA ci prova con Meco che con STAR WARS AND ANOTHER GALACTIC FUNK, sia in versione 45 che 33, ottiene un grossissimo successo, arrivando al primo posto in classifica. E' una rivisitazione della colonna sonora in chiave disco.
Meco sta per Meco Monardo, grosso producer (Gloria Gaynor, per esempio).
In realtà Meco è solo una copertura dietro la quale si celano una settantina di professionisti della musica. Gente che proviene dal jazz, ricca di gusto e di inventiva. Il risultato è pressoché perfetto. Musica da discoteca di altissimo livello, una di quelle produzioni che solo artisti quali la Biddu Orchestra, Barry White o la band di Philadelphia MFSB sono in grado di generare.
Il singolo tratto dall'album arriva dritto dritto alla posizione numero uno dei singoli più venduti in USA. Mentre la colonna sonora originale del film eseguita dalla London Simphony Orchestra soppianta gli stravenduti Fleetwood Mac e il loro album RUMOURS al primo posto dei 33 nella stessa nazione. Bisogna però citare per onor di cronaca anche le produzioni minori come quelle di David Matthews, i Galaxy 42e gli Electric Moog Orchestra.
La versione più famosa è comunque quella di Meco (oltre che quella della colonna sonora originale).
Meco Monardo è di Johannesburg (Sud Africa). Suo padre faceva il trombonista in un'orchestrina italiana e Meco sceglie di suonare quello strumento a nove anni.
A 18 anni,nel 1957, vince una borsa di studio e si trasferisce a New York, dove incontra altri giovani che come lui diventeranno delle stelle del jazz (Ron Carter e Chuck Mangione). Tanta gavetta come turnista fino al 1974 quando fa il salto di qualità e diventa produttore e arrangiatore. NEVER CAN SAY GOODBYE di Gloria Gaynor è prodotto e arrangiato da Monardo.
Altro brano in cui c'è lo zampino di Meco in entrambi i ruoli: DOCTOR'S ORDERS di Carol Douglas. Nei credit del disco non appare il suo nome proprio per motivi contrattuali, bensì un suo nome di battaglia, Lew Del Gatto. Nel 1977 Meco , appassionato di fantascienza, va a vedere il film campione d'incassi e ne rimane piacevolmente colpito, tanto da tornarci altre undici volte e fu lì, naturalmente, che gli venne l'idea di utilizzare il tema principale in chiave disco. Si rivolse al boss della Casablanca, Neil Bogart, etichetta che per definizione era la discomusic e che la curò fino alla perfezione fino a egemonizzare il genere. Bogart non era d'accordo ma dopo la prima settimana di programmazione del film (sette giorni che bastarono a polverizzare ogni record d'incasso precedente) cambiò improvvisamente idea coinvolgendo la Millenium, consorella con sede a Manhattan.
Monardo incontrò il produttore Tony Bongiovi e l'arrangiatore Harold Wheeler, con i quali aveva già lavorato al tempo di Gloria Gaynor, e in tre settimane incise la title track e le altre canzoni incluse STAR WARS AND OTHER GALACTIC FUNK.
STAR WARS divenne una suite di 15 minuti e 46 secondi ed occupava un'intera facciata del trentatré e per registrarla furono impiegati 75 musicisti.
Il 45 giri è una versione ridotta della long version incisa su lp.
Particolare l'idea di inserire un clarinetto che d'improvviso crea un atmosfera tra il dixieland ed il jazz. Non c'entra nulla nel contesto dei suoni utilizzati nel brano ma proprio per questo risulta molto divertente.
Lo stesso John Williams si dichiarò soddisfatto del lavoro svolto da Meco, ma all'inizio era scettico: come si può ricavare da un tema come THE MARCH FROM STAR WARS un disco ballabile? si chiedeva. Anche Meco fu sorpreso dal risultato del disco di John Williams, ovvero la colonna sonora originale.
Si chiedeva anch'egli come avesse potuto salire così in alto le vette della classifica. La versione di John Williams (eseguita dalla London Symphony Orchestra) entrò facilmente nei top 10, quella di Meco, come sappiamo, arrivò al numero uno in America il primo ottobre e ci rimase per due settimane.
Bando alle chiacchiere e andiamo ai fatti.

STAR WARS AND OTHER GALACTIC FUNK

01 Star Wars Theme
02 Other
03 Galactic
04 Funk

Buona Pasqua A Tutti!


Vabbè, questo primo posto della giornata me lo "sparo" così, facendovi gli auguri.
Ai frequentatori del blog e ai visitatori abituali.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno spedito email e sms di auguri ma essendo tantissimi e non potendo rispondere a tutti singolarmente, i miei auguri di una bella giornata (anche se qui a Roma diluvia, non so da voi...).
Ma per bella giornata intendo qualcosa che esuli dal semplice tempo atmosferico.
Ribadisco - per chi non lo avesse letto o non ci avesse fatto caso - che da domenica 30 fino al 6 aprile questo blog rimarrà chiuso per ferie.
Il Vampiro vola al di là dell'oceano e rimarrà lontano dagli schermi per quel periodo.
Anche se prevedo che darò un cenno di me (e se ce la faccio a preparlarlo prima) verso il 3 aprile, quando sarò a Pittsburgh.
Ci leggiamo nel corso della giornata.
P.S. Ma ci sarà qualcuno, oggi?

sabato 22 marzo 2008

Jimmy Fontana - Jimmy Fontana (1963)


Aspettando il secondo volume di "Jimmy Fontana In Spagnolo" passiamo in rassegna il suo primo lp su etichetta RCA.
E' datato 1963 ed arriva dopo otto singoli con la stessa casa discografica.
Naturalmente non si contano quelli precedenti su Hollywood (un'infinità).
Il disco inizia con quello che sarebbe stato il prossimo successo del cantante, O TE O NESSUNA, che ancora doveva essere edito su singolo.
Questa è una cosa molto atipica per l'epoca; cioè che una canzone diventi singolo solo dopo essere stata inserita su un long playing.
Ma facendo qualche conto prendendo spunto dai numeri di catalogo, parrebbe proprio sia andata così.
Ci sono anche alcuni inediti su quarantacinque giri come UNA SOLA, brano delle Chiffons (ONE FINE DAY) o E' UN FAVORE CHE CHIEDO, scritta da Antonio e Corrado dei Metafisici. O anche LA PRIMA VOLTA che ha un'arrangiamento ed un intro simile a SE MI VUOI LASCIARE.
A proposito di arrangiatori, in questo disco sono tre e sono stati presi in casa: Luis Enriquez, Ennio Morricone e Carlo Pes.
IL POETA PIANSE è EL POETA LLORO e la frase del titolo viene ripetuta in lingua originale da Jimmy Fontana.
Un microsolco piacevolissimo, con ottime canzoni e splendide esecuzioni musicali.
Aspettando, per l'appunto, quel secondo volume.
E probabilmente un A's & B's del periodo RCA.

JIMMY FONTANA (1963)

01 O Te O Nessuna (Migliacci-Meccia)
02 Una Sola (One Fine Day) (Fontana-Goffin-king)
03 E' Un Favore Che Chiedo (Bonicatti-Latessa)
04 Pussy (Migliacci-Enriquez)
05 Piano Piano (Fontana)
06 Tu Puoi Contare Su Di Me (Fontana-Pes)
07 La Prima Volta (Carelli-Enriquez)
08 Quello Che E' Stato E' Stato (Migliacci-Fontana)
09 La Scommessa (Chiosso-Reverberi)
10 Ma Che Ci Faccio (Meccia-Fontana)
11 Il Poeta Pianse (Fontana-Ramas-Dario)
12 Non Te Ne Andare (Meccia-Fontana)

Wanda Osiris - La Wandissima E Le Sue Canzoni (ricostruzione tecnica 1963)


La Wandissima: è così che i suoi fan negli anni quaranta e cinquanta chiamavano la loro "dea".
Wanda Osiris è stata forse la prima icona gay della storia dello spettacolo italiano (o la prima drag queen).
In tutte le platee d'Italia dove recitava nelle varie riviste (dal 1936 circa fino alla fine degli anni cinquanta) era un brulichio di ammiratori che l'adoravano non certo per la sua bellezza (anche perchè non mi pare sia mai stata bella) ma per le sue performance sempre sopra le righe, per questo trionfo di femminilità anche fin troppo ostentata, per la maniera con la quale scendeva le famose scale attorniata dai suoi boys e dai levrieri, per il suo modo di cantare sicuramente molto particolare tanto da sembrare un'imitazione di una vamp hollywoodiana.
E i suoi compagni di lavoro lo sapevano benissimo.
Dove c'era la Wanda, c'erano orgie di soldati e plotoni di omosessuali.
E a quell'epoca, dove andavano gli uni andavano gli altri.
Ho volutamente scambiato i nomi (orgie e plotoni) perchè poi i due aggregamenti si sarebbero ricomposti in maniera non molto omogenea e marziale.
Chi mai poteva permettersi di cantare una canzone che diceva "femmine dalle labbra tumide"?
Quattro canzoni incise alla fine degli anni quaranta e rimasterizzate (!!) nel 1963.

LA WANDISSIMA E LE SUE CANZONI (1963)
01 Ti Parlerò D'amor (Martinelli-Bracchi)
02 I Miei Baci Per Te (Bracchi)
03 Femmine (Bracchi)
04 Wanda (Bertini-Ravasini)

Bruno De Filippi - Twist Del Barbiere (1962) & Springwater - I Will Return (1971)


Due brani strumentali per iniziare le proposte del blog di questa vigilia di Pasqua.
Il primo singolo è italiano: Bruno De Filippi, famoso session man, jazzista, arrangiatore e musicista molto attivo negli anni sessanta.
Ha collaborato per moltissimo tempo con i Campioni ed era il chitarrista che suonava con Domenico Modugno sul palco del Festival Di Sanremo quando Mimmo eseguiva NEL BLU DIPINTO DI BLU. Oltre a prestare la sua opera per Mina, Pino Daniele, Astor Piazzolla, Dalida etc. nel corso dei vari anni.
Il brano che ci presenta è Il Barbiere Di Siviglia reinventato a twist.
Un brano divertente ed allegro con una copertina che potrebbe apparire un pò lugubre a prima vista mentre invece ha un suo stile ben preciso (molto fine anni cinquanta)



I WILL RETURN è stato un brano molto famoso in tutto il mondo e anche da noi ha avuto il suo buon momento di popolarità a cavallo tra il 1971 e il 1972.
SUPERSONIC lo passava moltissime volte e così anche altri programmi radiofonici come POMERIGGIO CON MINA. Una chitarra in stile hawaiiana per un brano molto suggestivo ad ipnotico. Lui è un musicista inglese ed il suo nome è Phil Cordell.
Ex Tuesday's Children (complesso pre-psichedelico) fu molto attivo sulla scena inglese sia come musicista per altri artisti sia come solista.
Dopo l'ottima prova di I WILL RETURN tornò dietro le quinte riservandosi di incidere di tanto in tanto altri album (ristampati dalla casa inglese AngelAir) come BORN AGAIN del 1977.
Phil Cordell è deceduto l'anno scorso, esattamente il 31 marzo 2007.

Bruno De Filippi
01 Twist Del Barbiere (Arr. B.De Filippi) (1962)
02 Arpa Twist (Arr. B.De Filippi) (1962)

Springwater

01 I Will Return (Phil Cordell) (10-1971)
02 Stone Cross (Phil Cordell) (10-1971)

venerdì 21 marzo 2008

AA.VV - 16 Fiocchi Di Neve (1983)


La signorina raffigurata in copertina doveva avere molto caldo nonostante la bianca distesa di neve e la temperatura sicuramente rigida.
SEDICI FIOCCHI DI NEVE è una bella raccolta di successi (e non) uscita nei primi giorni dell'anno nuovo su etichetta CGD.
DER KOMMISSAR è il singolo più venduto del 1982: sebbene sia uscito alla fine dell'estate, presentato durante la serata finale del Festivalbar, è entrato in classifica ad ottobre collezionando ben 11 settimane al primo posto.
Dico una cosa tanto strana se affermo che quella canzone - nonostante la notorietà e la mia verdissima età - proprio non mi piaceva? Così come DON'T GO degli Yazoo.
O STAR VISION dei Rockets, la canzone più inutile del disco (ehm..ci sarebbe anche un certo Adriano che in quanto ad inutilità...)
Pupo canta ANCORA IO: beh, io non l'avevo mai sentita. E se anche l'avessi sentita di sicuro non mi ha colpito affatto nè in bene nè in male dato che non me la ricordo.
Se proprio mi devo far piacere una canzone di Pupo allora scelgo FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA che è veramente un acquarello vivido della città toscana e dell'aria che vi si respira (o meglio, si respirava prima della "calata dei barbari").
MONA LISA di Lio invece me la ricordo bene come mi ricordo perfettamente SOLA di Viola Valentino, che se non erro era la colonna sonora di un film con Tomas Milian (?)
Un flash nel buio: questo è stato riascoltare MAGARI FOSSE NATALE di Gino D'Eliso. Canzone a cui non avrei dato una lira all'epoca ma che a risentirla acquista spessore. Un Garbo un pò più commerciale.
La sigla di Fantastico 3, ovvero BALLO BALLO di Raffaella Carrà ci riporta ai sabato sera di quando non si poteva ancora uscire (parlo per me, ovviamente) e ci si accontentava di guardare la tv, leggere qualche giornaletto, ascoltare qualche disco o rompere i coglioni al fratello piccolo che giocava col Commodore 64.
La simpatia di Loredana Bertè (pari a quella che si prova quando si pesta una cacca di cane per strada) si esalta nella sua interpretazione di PER I TUOI OCCHI così come la canzone di Josy Nowack che non avevo mai sentito e che invece è proprio bella, una canzone di classe, raffinata: poi vado a vedere l'autore e scopro che si tratta di Stelvio Cipriani.
Dionne Warwick canta i Bee Gees di HEARTBREAKER: so di dare un dolore a qualcuno, ma perchè gli arrangiamenti dei pezzi dei Bee Gees erano tutti uguali in quel periodo (che va dal 1980 al 1987 circa)?
Si chiude con un poker di cantanti quali Giorgia Fiorio, Riccardo Fogli, Dario Baldan Bembo ed Amanda Lear, quest'ultima mattatrice di Premiatissima, programma concorrente di Fantastico.
Ed INCREDIBILMENTE DONNA ne era la sigla.
O almeno spero lo fosse! Non mi ricordo più una mazza :-(
Tutto sommato, un buon dischetto che ci fa fare una full immersion tra la fine del 1982 e l'inizio (pre Sanremo) del 1983.
Il Vampiro, in quell'inizio 1983, era già stato cacciato da due scuole !!
E conseguentemente ci aveva preso anche tante botte da mamma Jacula.
Dalla serie: come cominciare in salita (e malconcio) un anno scolastico.

SEDICI FIOCCHI DI NEVE (1983)

01 Viola Valentino - Sola (M.Fabrizio-V.Spampinato)
02 Lio - Mona Lisa (Moulin-Diericks)
03 Pupo - Ancora Io (Ghinazzi)
04 Gino D'eliso - Magari Fosse Natale (D'Eliso)
05 Yazoo - Don't Go (Clarke)
06 Falco - Der Kommissar (Pauger-Falco)
07 Dario Baldan Bembo - Alberi D'inverno (Baldan Bembo)
08 Dionne Warwick - Heartbreaker (M.B.M.Gibb)
09 Raffaella Carrà - Ballo Ballo (Boncompagni-Bracardi)
10 Amanda Lear - Incredibilmente Donna (S.Menegale-Ferrato)
11 Riccardo Fogli - Un'Angelo (Fabrizio-Morra)
12 Giorgia Fiorio - Bimbo (Pareti-Piccoli)
13 Loredana Berte` - Per I Tuoi Occhi (Piccoli)
14 Josy Nowack - Made Of Gold (De Pascale-Cipriani)
15 Adriano Celentano - Conto Su Di Te (Bigazzi)
16 Rockets - Star Vision (Maratrat)

Dionne Warwick - Lì Cominciò Il Nostro Amore (1967)


Titolo italiano dell'album HERE WHERE THERE IS LOVE, uscito nello stesso anno in Usa e Uk. Dieci brani epici, a cominciare dai primi sei scritti dalla coppia
Burt Bacharach e Hal David. Basti citare ALFIE e I JUST DON'T KNOW WHAT TO DO WITH MYSELF per far capire a che livello d'importanza siamo.
Queste due canzoni più TRAINS AND BOATS AND PLANES sono state edite come singoli entrando in classifica in tutto il mondo a cominciare dall'America.
Un incursione nel vecchio continente con la bellissima QUE RESTE-T-IL DE NOS AMOURS, cantata da Charles Trenet nel 1942 e che qui compare col titolo I WISH YOUR LOVE (e che fa rimpiangere un pò l'originale) e un omaggio alla musica contemporanea bianca con BLOWIN' IN THE WIND di Bob Dylan.
La copertina (uguale sia da noi che nel resto del mondo) c'entra poco con la cantante.
L'immagine dei due che si abbracciano fa molto album in stile Percy Faith o Ray Conniff e poco Dionne Warwick.
Ma "you can't judge a book by its cover" come diceva una celebre canzone di Bob Diddley. E difatti..

LI' COMINCIO' IL NOSTRO AMORE (1967)

01 Go With Love (Bacharach-David)
02 What The World Needs Now Is Love (Bacharach-David)
03 I Just Don't Know What To Do With Myself (Bacharach-David)
04 Here Where There Is Love (Bacharach-David)
05 Trains And Boats And Planes (Bacharach-David)
06 Alfie (Bacharach-David)
07 As Long As He Needs Me (Lionel Bart)
08 I Wish You Love (Beach-Trenet-Chauliac)
09 I Never Knew What You Were Up To (Leeman-Druz-Leeman)
10 Blowin'In The Wind (Bob Dylan)

Fausto Cigliano - 'Na Voce 'Na Chitarra (EP Cetra 1956)


Era da tanto tempo che non mi dedicavo all'archeologia musicale.
Complice questa giornata uggiosa ho deciso di tirar fuori dal mucchio questo EP del 1956 di Fausto Cigliano, artista che a me piace moltissimo e che si è saputo rinnovare nel tempo.
Dalle canzoni napoletane dei primi tempi alle bossanove della prima metà degli anni sessanta. Dalla musica leggera di un certo tipo alle villanelle del 1700.
Eclettico e pieno di risorse e di curiosità musicali si è sempre saputo scegliere delle ottime compagnie: Ugo Calise prima e Mario Gangi poi. Due eccellenti chitarristi.
Qui lo troviamo nella prima fase della sua carriera, quella di cantante confidenziale.

'NA VOCE 'NA CHITARRA (1956)
01 Positano e 'Na Canzone (Mangeri-Manlio)
02 A Luna Miezz' e Ffronne (D'Anzi-Manlio)
03 Chella Llà (Bertini-Taccani-Di Paola)
04 Scugnizzo (Romeo)

Sado Music: Sandy Samuel - (I Like) Sado-Music (1980) & Antonello De Sanctis - Esser Puttane (1976)


Come dicevano i Monty Phyton's Circus "And Now for Something Completely Different".
Beh, un disco italiano di sado-maso non è che capiti tutti i giorni. E meno male!
Perchè a parte l'idea di base è uno di quei quarantacinque da vergogna.
Che piacciono a molti (ne sono sicuro) ma che imbarazzano un pò chi li propone.
Una fantomatica Sandy Samuel che a guardarla in foto parrebbe Daniela Poggi che bisbiglia in un inglese improbabile frasi tipo "I like to whip you" o "lick my boots"
Disco che vedo bene sparato a tutto volume in qualche festa "strana".
Vabbè, perlomeno è divertente. Come a dire: in Italia succedeva anche questo nel mondo della musica.


L'altra proposta è più seria. La copertina è veramente al limite della decenza ma la canzone non è male. Io la considero IL POSTO MIO versione anni settanta, riveduta e corretta con un linguaggio più esplicito di quello che poteva essere l'edulcorato originale, scritto per il pubblico di Sanremo.
La canzone è scritta dallo stesso De Sanctis che in quegli anni era molto attivo in RCA: da Mia Martini a Paolo Frescura fino ad arrivare ad ANIMA MIA dei Cugini Di Campagna.
Non siamo certamente ai livelli dei parolieri così come li intendo io ma per fare i soldi ci vogliono anche questi. Eccome se ci vogliono!
A dare una mano ad Antonello ci si mettono anche Mal e Adelmo Musso.
Frase topica: "esser puttane è un'arte antica e per una donna non è fatica"
Alla faccia di tutte le femministe dell'epoca!

Sandy Samuel
01 (I Like) Sado-Music (Part 1) (Piergiovanni)
02(I Like) Sado-Music (Part 2) (Piergiovanni)

Antonello De Sanctis
01 Esser Puttane (De Sanctis-Couling-Musso) ( 1976)
02 La Nostra Idea (De Sanctis-Couling-Musso) (1976)

giovedì 20 marzo 2008

Lucio Battisti - Ese Genio De Mi Amigo - In Spagnolo


C'è bisogno di aggiungere altro? Non credo.
Una lista di canzoni che suggerisco a chiunque nel caso avesse voglia di comprare gli album spagnoli di Lucio.
Per il resto, bravo Kurtigghiu per la splendida copertina.
Ma oramai anche il complimentarsi con te è diventata cosa scontata.

ESE GENIO DE MI AMIGO

01 Todavia Elisa (Ami Ancora Elisa)
02 L' Interprete De Un Film (L'Interprete Di Un Film)
03 Sentir Amor (Amarsi Un Pò)
04 La Cancion Del Sol (La Canzone Del Sole)
05 Una Muchacha Por Amigo (Una Donna Per Amico)
06 Si Viajando (Sì Viaggiare)
07 Respirando (Respirando)
08 La Colina De Las Cerezas (La Collina Dei Ciliegi)
09 Mi Libre Cancion (Il Mio Canto Libero)
10 De Nuevo Tu (Ancora Tu)
11 Un Hombre Que Te Ama (Un Uomo Che Ti Ama)
12 No Doctor (No Dottore)
13 Una Triste Jornada (Una Giornata Uggiosa)
14 Donde Llega Aquella Zarza (Dove Arriva Quel Cespuglio)
15 La Compania (La Compagnia)
16 Ningun Dolor (Nessun Dolore)
17 Yo Te Venderia (Io Ti Venderei)
18 Tengo Un Ano De Mas (Un Anno Di Più)
19 (bonus track) Still I Just Keep Forgotten About You (Eppur Mi Son Scordato Di Te)

Alberto Radius - Carta Straccia (1977)


Nel 1977 (come d'altronde in tutti gli anni settanta) andare controcorrente in campo artistico era da considerare alla stregua di un suicidio programmato.
I pochissimi non allineati al pensiero unico, pensiero dettato da una certa cerchia di soloni dediti al potere e al mantenimento dello stesso (dalle redazioni dei giornali alle università per arrivare ai palazzi della grande editoria e all'ambiente cinematografico) erano destinati a morte civile.
Il potere precostituito era detenuto principalmente dalla DC che aveva nelle sue mani la RAI ed il governo e dal PCI che invece aveva tutto: cinema, canzone, editoria etc.
E cosa indispensabile, aveva in appalto la famosa "intellighenzia" che tutto poteva.
E decideva attribuendo a destra e a manca patenti di moralità e attestati di benemerenza a chi ben si comportava.
La famosa tessera del Fascio trent'anni dopo.

Dichiararsi "di sinistra" (anche quando non lo si era) era quindi un salvacondotto indispensabile per lavorare. E più eri equidistante dal partito comunista stesso (che so, DP, LC, Aut Op) più eri un "figo", uno che aveva capito tutto dalla vita. Uno dei loro, insomma.
La DC aveva il potere di scegliere i ministri, gli altri invece avevano un potere immenso lasciatogli dagli stessi democristiani nel 1948, che non avevano capito all'epoca che lasciargli in delega tutto il "pacchetto cultura" era stato un passo determinante per la formazione culturale italiana che dal '48 in poi divenne totalmente appannaggio della sinistra.
Se nel 1948 per la destra esistevano i vari Longanesi, Montanelli, Guareschi etc. la generazione successiva non avrebbe avuto riferimenti di sorta perchè non s'era ricreato l'humus adatto. La stirpe, il seme, la formazione culturale della destra era andato perso col ricambio generazionale.
E difatti, non un solo filosofo, non un solo scrittore.
Ora è cambiato moltissimo ma all'epoca, tutti allineati e compatti nel loro sporco conformismo, tutti da una parte: la verità assoluta era lì. E chi dissentiva erano cazzi.
E quei pochi coraggiosi se la passavano male.
Montanelli era stato gambizzato, Albertazzi e Zeffirelli per lavorare (nonostante la loro indiscussa capacità)fingevano di essere democristiani, che ironia della sorte, erano i primi ad essere messi sotto accusa dalla propaganda incessante delle sinistra, con la compiacenza della grande stampa che negli anni settanta gettava la maschera e diventava "democratica" ma non cristiana.
Sul Corriere Della Sera tempo fa uscì un libro: L'ESKIMO IN REDAZIONE. Il titolo dice tutto.
Tanto per fare un esempio, Giorgio Bocca (ex fascistone) giurava e spergiurava che le BR erano un'invenzione dello stato e finanziate dagli americani e che la sinistra non c'entrava niente. Nel 1977 qualcuno li chiamò "compagni che sbagliano", dandogli una connotazione politica ben precisa. Ma era ormai troppo tardi.Sappiamo cosa successi un anno dopo.
Ben inteso: non che non esistesse il terrorismo di destra. Eccome se c'era.
E c'erano le spranghe, le pistole, le catene...ma mentre il ragazzo di sinistra che sprangava quello di destra godeva di una certa benevolenza dai media (era uno scavezzacollo e casomai era stato "provocato"), il ragazzo di destra era solo "fascista". E andava subito rinchiuso.
Tutto questo per dire che in quegli anni mai nessuno tra i cantautori si era professato dichiaratamente di destra. Nessuno che fece outing. Eppure è impossibile credere non ce ne fossero stati.
Tutti i votanti del centro e della destra non si vedevano rappresentati in nessuna maniera.
Anche Celentano che nel 1960 prese la tessera della Giovane Italia (affiliata al MSI) nel 1962/63 ebbe la crisi mistica che tutti sappiamo e divenne un fervente democristiano.
Dicevo nessuno. Tranne il coraggioso Bruno Lauzi, ostracizzato da amici e non per essersi permesso, nel 1970, di fare propaganda al PLI. E se non ci fosse stato Battisti e fargli un contratto...
E visto che parliamo del giro Battisti, arriviamo a Radius.
Un'altro che pur non essendo un assatanato politicante, nel suo disco CARTA STRACCIA come la pensa lo dice chiaro e tondo, asfissiato da troppa retorica e bombardamento ideologico.
CELEBRAI è magnifica; testo intelligentissimo (che potrete leggere da voi, visto che è stato scansionato), una delle mie canzoni preferite: "celebrai la Repubblica e la liberazione, celebrai il divorzio come rivoluzione, ululando di allegria ubriaco di socialdemocrazia" oppure "celebrai i morti della strage di Stato, un'innocento scarcerato, monumenti nuovi eroi, forse siamo monumenti anche noi"
O CARTA STRACCIA: "ho ipotecato tutto il sangue e l'allegria la tua rivoluzione che non è mai la mia". Stupenda. Mi ci ritrovo in pieno.
O in QUANDO IL TEMPO SARA' UN PRATO: "io ti amerò quando nell'aria si spegneranno le bandiere della memoria quando il tempo sarà un prato che nessuno ha calpestato quando l'ordine sovrano non avrà il fucile in mano"
O la più rappresentativa NEL GHETTO. Qui ci sarebbe tutto il testo da quotare ma cito solo questo: "l'intellettuale sfrutta come paravento la congiura dell'isolamento. Dice dal Palazzo cos'è male e cos'è bene, io da perdere ho soltanto le catene".
Canzone che sarà ascoltata per buona parte del 1978, almeno fino all'estate.
Un album con testi anche non politici (in fondo la politica è soltanto accennata)
alcuni sulla droga (UN AMORE MALEDETTO) altri sulla cosiddetta (ed oppressiva) civiltà dei consumi.
Suonano, tra gli altri, Tullio De Piscopo, Stefano Pulga, Claudio Pascoli, Roberto Carlotto.
NEL GHETTO la sento come la "mia" canzone. Mai piaciuto essere nel coro, dire le cose che gli altri volevano sentire, mai voluto essere pecora nel gregge.
Opto per una vita da ghettizzato piuttosto che tifare la squadra che vince e che tifano tutti o farmi piacere i personaggi che piacciono ala gente che piace. Mai salito sul carro dei vincitori: preferisco soccorrere chi perde.
Per coerenza verso me stesso e per rispetto verso Stefano M., Virgilio, Sergio, Mikis, Francesco, Stefano R., Alberto. Sempre presenti.

CARTA STRACCIA (1977)
01 Ricette (Pace-Avogadro-Radius)
02 Celebrai (Pace-Avogadro-Radius)
03 Pensami (Pace-Avogadro-Radius)
04 Carta Straccia (Pace-Avogadro-Radius)
05 Stai Con Me, Sto Con Te (Pace-Avogadro-Radius)
06 Nel Ghetto (Pace-Avogadro-Radius)
07 Quando Il Tempo Sarà Un Prato (Pace-Avogadro-Radius
08 Un Amore Maledetto (Pace-Avogadro-Radius)
09 Non Ti Ricorda Il Vento (Pace-Avogadro-Radius)

Gangbusters – Stomp Stomp (1987)


Da questa settimana il blog si arrichisce di un contributo prezioso, quello di
>FrankDee<
Dico "prezioso" perchè Frank si occupa di un argomento (ma potremmo anche definirla materia didattica) che effettivamente mancava al ventaglio di proposte giornaliere del blog: il periodo che va dalla fine degli anni '50 agli inizi dei '60.
O anche del revival degli stessi durante i '70 e gli '80. >FrankDee< questa materia la conosce bene e quindi ho accettato con entusiasmo la sua collaborazione. Ma vi spiega tutto lui.


Grazie per l’ospitalità, Vampiro!
Salve a tutti voi.
Chi frequenta il presente blog normalmente è persona a cui la musica italiana piace: ma si sa anche che a volte si “sfora” per dare spazio ad altre cose, allo stesso modo intriganti.
Sebbene qualcuno abbia già letto i miei interventi nei commenti ai post del Vampiro, mi presento ufficialmente: mi chiamo FrankDee, avevo anche io un blog (“Frank Dee’s Paradise”) ed ero alla prima esperienza di blog: volevo condividere alcune cose che chiamo “tesori” con altri appassionati.
Tuttavia, la mania di molti di scaricare, rimettere sul proprio blog non citando le fonti (ma usare ugualmente copertine studiate dal sottoscritto), e magari offrire downloads previo pagamento di questo materiale “trafugato”, mi ha totalmente scoraggiato, facendomi ritornare un semplice appassionato di musica che continua a comprare i dischi che gli piacciono.
E da questo post parte la mia collaborazione con “Pensieri_p33”, che avrà una cadenza bisettimanale: i miei post avranno un po’ il carattere dei “Vampiro’s Files”, e scriverò annotazioni (e anche di più, se possibile) su tutto quello che andrete ad ascoltare.

Personalmente, mi avvicinai a questo blog perchè mi interessa la musica italiana d’epoca (infatti ho trovato stupendo “Grazie Settembre” di Stella Dizzy, che non conoscevo).
E sono stato testimone di grandi episodi musico-culturali, ma anche, purtroppo, di ignoranza e imbecillità, come gli individui-feccia che danno/hanno dato spettacolo su questo blog; grazie alla loro bambinaggine, molti utenti sono stati esclusi dalla lista.
Chi, essendo estromesso dalla lista, manda comunque e-mail personali chiedendo i links, può anche risparmiarsi lo sforzo di mandarle al sottoscritto, che non le considera più di tanto: se sei estromesso, sei fuori. Quindi, abbi un briciolo di dignità, e lasciami in pace.

Anni fa un amico bolognese mi mandò una cassetta, allegando un bigliettino con sopra scritto “Mi piaceva la copertina: aveva su un contrabbasso. Prova a sentirli, se già non li conosci: forse ti piacciono. Ciao!”.
Ascoltai, e rimasi folgorato: tantopiù che il disco in questione era registrato nel 1985.
Si trattava del primo album di un gruppo olandese, che arrivava dalla zona di Haarlem, chiamato Gangbusters: anni dopo un amico torinese, di stanza ad Amsterdam, mi passò un altro 33 giri dello stesso gruppo, il loro ultimo, che è quello che vado a presentarvi.
Gangbusters: provate a cercare questa parola sui motori di ricerca della rete, e i risultati che ne ricaverete saranno in buona parte legati alle storie di crimine degli anni ’30. “Gang Busters” infatti era il nome di un programma radiofonico americano degli anni ’30 e ’40 che raccontava storie di gangsters ispirate alle fatiche dell’ FBI, programma che ispirò fumetti e addirittura un gioco da tavolo.
Facile, quindi, fare un analogia con tutto ciò, se un gruppo musicale si chiama così: i Gangbusters ebbero vita breve, dalla metà alla fine degli anni ’80, e il loro raggio d’azione fu principalmente il loro Paese d’origine, l’Olanda. Chi li ha visti dal vivo, giura che i loro spettacoli erano eccezionali
L’anima di questo quartetto è un signore (all’epoca ragazzo) che si chiama Gert-Jan Blom, che ha una passione sfrenata per la musica di inizio 20° secolo (infatti ha composto altre bands – e orchestre! – con le quali ha registrato svariati albums: tra i suoi progetti più degni di nota la Boulevard Of Broken Dreams Orchestra, che pubblicò 3 LP tra il 1986 e il 1989).
C’è da dire che, a dispetto del fatto che possano sembrare fenomeni ristretti all’Olanda (chi li ha mai sentiti? Immagino pochi), questo contrabbassista più altri musicisti hanno girato mezzo mondo, riproponendo musiche da (e ispirate da) pellicole di Stanlio e Ollio, oppure tributi al grande Raymond Scott (un musicista pioniere, negli anni ’50, nell’uso degli strumenti elettronici).
Gert è un’artista multiforme: uno dei suoi ultimi dischi è uno “spoken-word”, dove recita poesie di sua composizione in olandese, con musica di sottofondo.
In questa avventura, i Gangbusters, si fece aiutare da Frank Van Metereen alla chitarra e voce, Boris Vanderlek al sax tenore, Peter Kuit Jr. al tip-tap (avete capito bene: il ballo) e alle scope di saggina (quelle che usate per spazzare le foglie in realtà sono strumenti da percussione, non lo sapevate?) e Ton Van Bergejik alla voce e “tipple” (una chitarra mini, molto simile a un “ukulele”).
Amanti di gruppi come i primi Mills Brothers, The Cats & The Fiddle e Spirits Of Rhythm (tutti gruppi attivi tra gli anni ’30 e ’40 che avevano la particolarità di usare le voci per simulare gli strumenti a fiato), essi cercarono di ricreare l’atmosfera musicale che regnava, appunto, nei primi decenni del 20° secolo. Per fare ciò, sembra che questo e il precedente album siano stati registrati completamente “in diretta” in uno studio adeguatamente microfonato.

Da questo disco fu tratto addirittura un 45 giri (“I Heard”/”Roamer”), che aveva la stessa foto di copertina dell’album: c’è anche da dire che questo è l’unico dei due album del gruppo che vide una ristampa in CD (con aggiunta di due canzoni rispetto a questa, che è la tracklist del vinile).
Non meno importante, tutte le canzoni sono reinterpretazioni di canzoni note e meno note degli anni ’30 e ’40, tratte principalmente dal repertorio dei gruppi su citati.
Buon ascolto!

>FrankDee<

STOMP STOMP (1987)

01 Stomp Stomp (Lloyd “Tiny” Grimes)
02 Hush-a-bye love (Margie Gibson & Arvin Garrett)
03 I heard (Don Redman & Irving Mills)
04 I couldn’t stay away from you (Ben Raleigh & Bernie White)
05 I don’t want to set the world on fire (Seiler-Marcus-Benjamin-Durham)
06 One is never too old to swing (Lloyd “Tiny” Grimes)
07 Shouting in the amen corner (Rafaz)
08 Champagne lullaby (Slim Gaillard & Harry Squires)
09 Left with the thought of you (Barksdale)
10 My old man (Mercer-Hanighen)
11 Please don’t leave me now (Austin Powell)
12 Rhythm (Wilbur Daniels)
13 Roamer (Austin Powell)
14 Gone (Ernest Price)

Gidiuli - Sopra I Tetti Azzurri Del Mio Pazzo Amore (Sanremo 1967)


Quando Domenico Modugno sentì Christophe interpretare la sua canzone sanremese fece il diavolo a quattro per mandarlo via. E ci riuscì. Non si capì il vero motivo.
Christophe non era poi male in quella canzone (che di per sè vale molto poco) e certamente non peggio di Gidiuli.
Che forse avrà il pregio (agli occhi di Modugno) di essere pugliese come lui ma che in quanto ad interpretazione non è che sia stato certamente il massimo. E difatti...
Tra l'altro sono stato sempre molto restio nell'occuparmi di questi disco perchè la registrazione è orribile!
Si sente che è stata fatta in cinque minuti (probabilmente proprio a Sanremo, in qualche studio di registrazione improvvisato) e quest'imbarazzo - legato al risultato finale - della casa discografica lo si evince dal fatto che il disco ha avuto una pessima distribuzione cosa che nel 1967 era cosa molto rara, specialmente se facevi parte di un grande gruppo editoriale.
Non dimentichiamoci che è la stessa distribuzione di PIETRE di Antonie e de IL CAMMINO DI OGNI SPERANZA!
Il retro era stato già edito in un 45 giri precedente, cosa che non fa che confermare la velocità usata nell'incidere questo disco: l'impossibilità di trovare un lato B o uno di quei brani che nei cassetti delle case discografiche giacevano a migliaia è sintomatica.

01 Sopra I Tetti Azzurri Del Mio Pazzo Amore (Pallavicini-Modugno) (Sanremo 1967)
02 Grazie (Pallavicini-Breedlove) (1967)

mercoledì 19 marzo 2008

Jimmy Fontana - In Spagnolo Vol.1


Jimmy Fontana è uno dei cantanti italiani di grande successo nei paesi di lingua spagnola negli anni sessanta. Addirittura è riuscito ad avere copertine sui giornali, cosa che da noi gli è stata negata, per la poca avvenenza fisica e per il fatto che un Jimmy Fontana faceva vendere meno di un Gianni Morandi o di una Mina.
Ogni canzone è stata un successo. La sua DALILA alias DELILAH alias LA NOSTRA FAVOLA in alcuni paesi di lingua spagnola ha venduto molto di più che l'originale di Tom Jones.
Cosa che è d'altronde successo anche da noi, ma all'estero assume un'altra rilevanza.
Si tratta di due stranieri di cui uno è l'interprete originale inglese e l'altro il suo replicante italiano.
C'è una canzone, POR UN CARINO che vince in quell'anno (1968) il Festival Di Rio De Janeiro (che non è il Festival Nacional da Canção).
In Italia quasi non lo si viene a sapere.
Pensate se adesso una Laura Pausini qualsiasi vincesse qualche Festival sfigato del Sudamerica: ce lo rinfaccerebbero per un mese.
In quel Festival c'erano personaggi come Petula Clark, Elis Regina, Richard Anthony etc. La canzone viene tradotta da noi col titolo PER UNA DONNA.
Non potevano mancare MI SERENATA e EL MUNDO che tra l'altro incide anche in catalano, a grande richiesta.
Interessante anche SOSPECHAS ovvero SUSPICIOUS MINDS di Elvis Presley che in Italia viene cantata da Gianni Morandi con il titolo CHE COSA DIRO'.
Una bella raccolta per un grandissimo personaggio titolare di una bellissima voce.
Due superlativi meritatissimi.
Il volume numero 2 sarà ancora più ricco per la varietà di brani inediti in Italia, ossia successi di altri cantati riproposti in Spagna e Sudamerica da Jimmy Fontana.
La copertina (così bella che sembra "vera") è di Kurtigghiu.

JIMMY FONTANA IN SPAGNOLO VOL.1
01 Dalila (La Nostra Favola) (1968)
02 Mi Serenata (La Mia Serenata)(1967)
03 Suave Suave (Piano Piano) (1962)
04 Enamorada (Innamorata) (1968)
05 Pensemos En Nosotros (Pensiamoci Ogni Sera) (1966)
06 La Sorpresa (La Sorpresa) (1969)
07 Si Tu Supieras Como Sufro Yo (Se Tu Soffrissi Quanto Soffro Io) (1969)
08 Por Un Carino (Per Una Donna) (1968)
09 El Mundo (Il Mondo) (1965)
10 A Ti (A Te) (1968)
11 No, No Te Vajas (Non Te Ne Andare) (1963)
12 Cielo Rojo (Cielo Rosso) (1968)
13 Nace Una Vida (Nasce Una Vita) (1967)
14 Sospechas (Che Cosa Dirò) (1969)
15 Corre (Corri Corri) (1966)