lunedì 8 dicembre 2008

Bee Gees - Lonely Days (1970) & Los Mustang - Molino Al Viento (1967)


Essendo in terribile ritardo sul ruolino di marcia preventivato una decina di giorni fa (colpa del lavoro e di Kurtigghiu che è lento come la morte!) mi ritrovo a dover condividere lo spazio dedicato ai singoli con chi recensisce un disco che dovrebbe vivere di vita propria senza intrusioni di sorta.
In questo caso con Dario Contri (in arte Agny63) che avete conosciuto grazie ai due post sugli Abba. Torna alla carica con un'altra sua grande passione: i Bee Gees.

“Lonely Days”, pubblicato come primo singolo dei Bee Gees su etichetta RSO il 6 novembre 1970 , fu il brano che segnò il grande ritorno del gruppo. Infatti, dopo un periodo di separazione, in cui erano stati pubblicati l’album solo di Robin Gibb “Robin’s Reign” e “Cucumber Castle” dove i Bee Gees erano costituiti solo da Barry & Maurice, nell’ottobre del 1970 i fratelli superarono le incomprensioni e rientrarono in sala d’incisione per l’album “Two years on””. Il primo singolo, che anticipava di tre settimane l’uscita dell’lp fu proprio “Lonely days” che diventò poco dopo il loro primo numero uno in America. Nei progetti originali, il lato A del 45 giri avrebbe dovuto essere “Man for all seasons”, un brano sicuramente valido, con parti solistiche di Barry e Robin ed un refrain incisivo, ma forse troppo legato alla precedente produzione. “Lonely Days”, raccontano Barry e Robin, venne scritta al pianoforte in 10 minuti in un pomeriggio di fine estate ed incisa la notte stessa, insieme a “How can you mend a broken heart”, che sarebbe stata il loro successivo n. 1 negli States.
Il brano non ebbe altrettanto successo in Italia, dove raggiunse solo il 52° posto nelle classifiche di vendita, malgrado il gruppo lo presentò nella loro prima apparizione televisiva italiana, a “Teatro 10”.
La copertina italiana del disco, diversa da tutte le altre pubblicate nel mondo, riporta un’elaborazione grafica della stessa foto che verrà utilizzata per l’album “Two years on”.
Una cover di Lonely days, dal titolo “Il buio viene con te”, venne realizzata da Patty Pravo nel primo album Philips “Di vero in fondo”, con testo di Timallo.



Durante i loro anni di gloria, Los Mustang, dovevano convivere costantemente tra il successo e la polemica. Il successo era quello tributato loro dal pubblico, la polemica quella dei critici che li accusavano di non produrre nulla di proprio ma di campare sui successi altrui, traducendoli per il pubblico spagnolo.
La loro fama andò oltre la Spagna: succedeva che - strano ma vero - alcune loro versioni delle canzoni dei Beatles in certi paesi dell'America Latina avessero più successo degli originali.
Ma le versioni ispaniche degli hit mondiali non si fermavano al repertorio dei Fab Four, anche perchè i Los Mustang hanno incontrato la notorietà prima che i Beatles diventassero famosi in Spagna. Difatti il loro primo disco fu MADISON TWIST accoppiata a QUINIENTAS MILAS che sarebbe poi J'ENTENDS SIFFLER LE TRAIN (E IL TRENO VA di Richard Anthony).
Il gruppo barcellonense incise anche moltissime canzoni italiane in spagnolo tra cui NON HO L'ETA', SABATO SERA, STASERA NO NO NO, QUANDO VEDRAI LA MIA RAGAZZA, SE LA VITA E' COSI', NESSUNO MI PUO' GIUDICARE etc. Praticamente per ogni Festival di Sanremo saccheggiavano almeno 5-6 canzoni (come facevano altri interpreti spagnoli) e ne facevano dei successi personali che andavano ad affiancarsi agli originali.
In questo caso li vediamo cimentarsi con MULINO A VENTO, di Little Tony, canzone presentata al IX° Festival Della Canzone Mediterranea che si teneva a Barcellona, nell'edizione in cui vinse Guy Mardel con LA CHANSON DE BONHEUR.
Sul retro la versione "made in Spain" di SAN FRANCISCO di Scott McKenzie.

BEE GEES
01 Lonely Days (B.,R. & M.Gibb) (1970)
02 Man For All Seasons (B.,R. & M.Gibb) (1970)
LOS MUSTANG
01 San Francisco (Phillips-Lalo-Amart) (1967)
02 Molino Al Viento (G.& M.Capuano-G.Meccia-G.Guardabassi)(1967)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah che bella! Ma è quella di Little Tony.....
Roberto59

Anonimo ha detto...

Ecco, appunto, c'è anche scritto. Stavolta ho sentito prima il brano e poi ho letto il post :-)
Roberto59

Gabriele R. ha detto...

La canzone "San Francisco" per me è sempre un capolavoro, anche in spagnolo.. Non male questo gruppo che la canta..

b13ne ha detto...

Sarà che uno è sempre più legato alla prima versione che ha ascoltato, ma paradossalmente mi pare che 'Il buio vien con te' di Patty Pravo mostri meno i segni del tempo di 'Lonely days', dove le voci intrecciate dei fratelli Gibb creano un suono indissolubilmente primi anni '70, cosa che avverto di meno in 'Man for all seasons', comunque sono due gran bei pezzi, ad averne oggi.

Nei Mustang mi diverte la pronuncia spagnola di 'San Francisco', con la -ci- che diventa quasi -fi-

Verdier il Vampiro ha detto...

Roberto59, come hai fatto a sentire il brano? Non mi dire che hai un compact dei Los Mustang?

margot ha detto...

La versione dei Bee Gees è la versione dei Bee Gees (!!!), e il tempo che passa è passato per tutti, Nik compresa, almeno io la sento così.

Vassovale ha detto...

Concordo con Gabriele: "San Francisco" (con l'esplicito sottotitolo "Be Sure to Wear Flowers in Your Hair"), uno tra i tanti capolavori di "Papa" John Phillips, ha tutta l'essenza (e la magia) della Summer of Love, di cui fu vero e proprio inno.