sabato 24 maggio 2008

C'è Un'Orchestra Che Suona: Los Indios Tabajaras - Maria Helena (1963)


Per la serie dedicata alla musica orchestrale e strumentale, è la volta dei Los Indios Tabajaras, due fratelli brasiliani (Natalicio e Antenor Lima) che se si desse per buona la fantasiosa descrizione del retro copertina dell'album, dovremmo credere che facciano parte di una tribù selvaggia e che un giorno trovarono per strada una chitarra lasciata dall'uomo bianco e si misero a suonarla.
Tipica favoletta da comunicato stampa fine anni cinquanta per giornali rosa più che musicali. Anche un pò razzista, se vogliamo.
Mentre invece noi sappiamo che i brasiliani praticamente con la chitarra in mano ci nascono, così come col pallone ai piedi. Vabbè, sarà anche un luogo comune, però questa volta non è poi così lontano dalla realtà.
Iniziano la loro carriera negli anni quaranta e fino agli anni cinquanta girano il sudamerica in lungo e in largo utilizzando una scenografia particolare: un trucco ed un copricapo da indios della foresta amazzonica.
Sicuramente una trovata scenica flokloristica. Nel 1958 dedicano una canzone alla moglie del presidente del Messico, MARIA HELENA, che diventa all'istante un hit in tutto il sudamerica per poi rimbalzare in Usa e in Europa raggiungendo la fama internazionale.
E in Italia il loro primo album è proprio questo che vedete, che si intitola come la loro canzone portafortuna, solo senza l'H: un'italianizzazione del titolo.
Perchè così facendo era più facile che una Maria Elena qualsiasi si sentisse coinvolta dalle languidi note della canzone. E si comprasse il disco.
Altro grande successo del duo è TU SEI SEMPRE NEL MIO CUORE (ALWAYS IN MY HEART). Nell'album di stasera, oltre quest'ultima canzone anche dei grandi successi dell'America Latina come AMOR AMOR AMOR, MARIA LA-O e AMAPOLA.

MARIA ELENA (1963)
01 L'arcobaleno (Over The Rainbow)
02 Maria La-O
03 St. Louis Blues
04 Sunrise Serenade
05 Amor, Amor, Amor
06 Maria Elena
07 Amapola
08 Moonlight And Shadows
09 Polvere Di Stelle (Stardust)
10 Please
11 Marta
12 Tu Sei Sempre Nel Mio Cuor

12 commenti:

Carmelo Pugliatti ha detto...

I ritmi latini in Italia hanno tenuto banco per molti e molti lustri.

Dunque:

Alla fine degli anni 40 c'erano la "Samba" la "Rumba" e la "Raspa" (che era italianissima,e credeteci o no,era stata inventata nel 1949 da Peppino De Filippo),e tutti andavano pazzi per l'orchestra cubana di Xavier Cugat nei film con Esther Williams.

Poi,verso il 1951 cominciò l'era del "Mambo" (cui fu anche dedicato un celebre film con Silvana Mangano).

Nel 1955,Xavier Cugat in persona,con la bellissima moglie Abbe Lane venne in Italia per lanciare un nuovo ballo,il "cha cha cha", dagli schermi televisivi nella trasmissione "casa cugat".

Il regno del Cha cha cha fu lunghissimo.

pensate che il "twist" è durato dall'autunno del 1961 all'autunno del 1963,cioè due anni.

L'"Hully Gully" è stato il ballo del 1963.

Il "Surf" il ballo del 1964.

Lo "Shake" dal 1965 al 1969 circa,cioè quattro anni.

Ebbene il Cha Cha Cha (che ha toccato il picco massimo tra il 58 ed il 61) è stato di moda dal 1955 al 1961.
ben sei anni.

E' profondamente ingiusto che questo importantissimo fenomeno di costume sia oggi quasi ignorato.

Fiammetta ha detto...

Grazie, Vampiro e Buona Domenica

Fiammetta

luimaumik ha detto...

A pochi minuti da una breve vacanza nella capitale inglese, nel salutare tutto il blog, ringrazio ancora una volta il Vampiro per questo post. Questo Lp è stato nelle mie mani quando ero bambino e stranamente mi piaceva molto (anche se non era la Rita!!!)Maria Elena (la canzone)l'ascoltavo in continuazione... Saluti a tutti

Cesare Borr. ha detto...

Carissimo Verdier, mi scuso se sono sempre quello delle puntualizzazioni storiche, ma evidentemente non riesco a guarire da una pignoleria tutta piemontese che praticamente in certe cose possiedo sin dai tempi in cui conoscevo il Piemonte solo tramite le cartine geografiche. Devo sottolineare che questa compilation, preparata dalla RCA Italiana sulla scia del successo riscosso anche da noi da "Maria Elena" tra la primavera e l'estate del 1964, esattamente un anno dopo il solerte rilancio di quel disco uscito nel 1958 e ripescato da un'emittente radiofonica della Grande Mela (Nuova York, per quei pochi che non lo sapessero) per farne una sigla, fu pubblicato nel 1965,anno in cui uscirono altri due LP's del duo chitarristico brasiliano, entrambi incisi con il sistema Dynagroove: "Voglio amarti così" e "L'amore è una cosa meravigliosa". Contemporaneamente a Roma si tentò una sorta di " risposta" affidata ai tre messicani Hermanos Rigual, i quali per una volta lasciarono a riposo le loro caratteristiche voci affidandosi all'abilità nel pizzicare le sei corde e registrarono un intero LP che, prendendo spunto da una trasmissione TV condotta da Arnoldo Foà, intitolarono "Chitarra,amore mio".

Enrico VIII ha detto...

Iniziare la giornata con qualche proposta di “C'è Un'Orchestra Che Suona” sta diventando x me un’abitudine, talvolta anche a sera tardi, quando con il volume non si può eccedere e la mente richiede qualcosa di più soft e rilassante, iniziativa apprezzatissima, Qui ho scoperto x es. Ronnie Aldrich, una delle proposte preferite.

Ora è la volta dei “Los Indios Tabajaras” e di "Maria Elena", del 33 originale dell’ epoca, in giro mi sembra ci siano solo raccolte … ma Qui siamo in casa del “Vampiro”, tutto molto gradevole, pur senza effetto sorpresa, xkè il 45 giri Maria Elena essendomelo trovato all’ epoca in casa è uno di quelli che ho ascoltato di più nella mia infanzia, strano che un bambino fosse attratto da quei suoni, ma ne fui conquistato già allora, c’era qualcosa di magico in quelle melodie … Grazie.

Ector ha detto...

Ottimi interpeti e grandi esecutori. Non son stati, di sicuro, una meteora.
Piacevolissimi.
Saluti. Ector

EnzodaPN ha detto...

Tappa fondamentale per ogni chitarrista principiante(qual'ero io all'epoca)nello studio dello strumento, Maria Elena è un brano che si ascolta molto volentieri anche oggi al di la del suono ovviamente datato.In quegli anni ebbero molto successo anche altri gruppi guitar-oriented.Gruppi come Santo&Johnny,Shadows,Tornados,Spotnicks praticavano frequentemente i nostri mangiadischi(Il 33 era inarrivabile per molte tasche).Per questo ascolterò con molto interesse l'intero album di cui oltre alla Title-Track non conosco nulla.
Grazie.Chris

jacques ha detto...

Infatti mio padre comperò questo 33 per mia madre Elena. Mi piaceva molto questo sound. Jacques

bob_unodeimods ha detto...

Questo 33 giri è stupendo, naturalmente per gli amanti delle chitarre come me. All'epoca ero in rivalità con un altro chitarrista, che suonava molto bene "Maria Elena" ed allora, per non copiarlo, sono stato costretto a fare "Tu sei sempre nel mio cuor", chiaramente -molto bene- anch'io! Suonavo anche Amapola, ma in una versione, molto più aggressiva, quella degli Spotnicks, che consiglio, a tutti gli amanti del genere, di riascoltare . Ciao.

Caustico ha detto...

Eh sì Vampiro davvero una bella sorpresa! Pensa che mi sono innamorato di quella copertina e vedermela sul tuo blog mi ha fatto un enorme piacere...Il disco è bellissimo! Ringrazio Carmelo per la storia dei ritmi latini...certo che paragonati a quelli di adesso nelle balere...

Cesare Borr. ha detto...

Ah,gli Spotnicks,alias gli Shadows del Nord-Europa...

Rockinbavarian ha detto...

Grazie, Christian!