Prima di lasciarvi al post di Orlando che sicuramente farà felice più di una persona, volevo aggiungere l'ultima (spero) perla del Tg sulla neve, questa volta a Cesenatico. Tale Gianluigi Armaroli del TG5, con fare drammatico, urlando fino allo spasimo al microfono neanche fosse Umberto Nobile al Polo e con espressione corrucciata, ha definito la neve "l'inferno bianco".
Rulli di tamburi. Più che una definizione sembra il titolo di un film di quelli con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. E allora ho pensato: c'è gente che getta in mare i cani come esca per gli squali. L'idea sarebbe di salvare i poveri cani incolpevoli e dare in cambio a queste persone dei giornalisti tirati a sorte quotidianamente tra le varie testate periodiche e le televisioni.In questo modo potrebbero essere finalmente utili per qualcosa. Senza contare la vivisezione.
Ok, vi lascio al post di Orlando e alla grafica di Kurtigghiu.La storia di Vasso (Basilio) Ovale è strettamente legata a quella di suo
padre, polistrumentista e compositore di talento. Originario dell'isola di
Corfù, Achille Ovale aveva studiato al locale conservatorio diplomandosi in
tromba, ma suonava con altrettanta competenza il piano, il violino e la
chitarra. Trasferitosi in Italia alla fine della guerra, si introdusse
facilmente nel mondo della musica e nel giro di alcuni anni debuttò egli
stesso con una propria orchestra. Il primo contratto importante per
l'orchestra Ovale arriva nel 1955, quando per un'intera estate suonò al
«Marinella» di Nervi. Qualche anno dopo, Achille debuttò alla RAI
accompagnando alla prima apparizione televisiva Umberto Bindi, e
partecipando a diverse puntate radiofoniche di
"Varietà
internazionale". Una sua canzone,
La mia donna, fu scelta da
Achille Togliani nel 1960 e a questo successo ne seguirono altri:
Esistere,
Piango,
Vorrei svegliarmi accanto a te. Negli
stessi anni il figlio Vasso, sotto la sua supervisione, partecipava ai
concorsi canori per dilettanti, fino ad arrivare nel 1963 alla Ribalta per
Sanremo, dove finalmente venne notato dalla Pathé e messo sotto contratto.
Del marzo 1963 è il primo disco di Vasso, una cover della famosa
Sherry dei Four Seasons. Si trattava di una canzone banale fatta con
i soliti accordi del
giro di do, ma nella versione originale aveva
spopolato in tutto il mondo soprattutto grazie alle armonie vocali del
gruppo e al falsetto di Frankie Valli, leader del gruppo. Niente di tutto
questo nella versione italiana, dove forse per economizzare
sull'arrangiamento si scelse proprio di eliminarli e di liquidare il tutto
con un banale
overdubbing della voce solista. Questo equivaleva a
farla diventare una canzone uguale a mille altre e in definitiva a
decretarne l'insuccesso commerciale. Sulla facciata B c'era un cha cha cha
del maestro Ovale, un pezzo forse più interessante di
Sherry. In
Esisti tu, questo il titolo, si sente chiaramente l'influenza dello
stile di Peppino di Capri, in quel periodo vendutissimo e imitatissimo, e a
tratti sembra quasi di sentir cantare il giovane Peppino con i suoi primi
Rockers.
In tarda estate l'inaspettato boom arrivò con il secondo 45 giri,
Pietà, regalando al diciottenne Vasso un momento di grande attenzione
e popolarità. Gettonatissimo nei juke box, dove risuonava magnificamente
grazie al giro di basso messo in primo piano dall'arrangiamento di Elvio
Favilla, per anni quando non c'era ancora internet sono rimasto convinto che
si trattasse di una cover di Burt Bacharach e mi sono dannato per cercare
quale fosse il titolo originale del pezzo, fino a scoprire che si trattava
di un inedito firmato da Soffici. Ancora una volta, in facciata B, un brano
di Ovale:
Amami subito, questa volta un twist.
L'onda lunga di
Pietà, che rimase per circa sei mesi nella classifica
di
Sorrisi e Canzoni, ritardò l'uscita del singolo successivo, che
finì per slittare alla primavera 1964.
Non ti cerco più e
Con me
vivrai l'estate, entrambi firmati da Ovale questa volta con Leo Chiosso
come paroliere, erano chiaramente destinati alla diffusione estiva nei juke
box, con arrangiamenti e ritmiche fin troppo somiglianti al precedente
Pietà.
Alla fine del 1964 esce un altro 45 giri con due cover: una di
Here comes
the night ,firmata da Doc Pomus e Mort Shuman e lanciata da Ben E King,
l'altra di
I'm so lost firmata da Ted Cooper e Carl D'Errico e
interpretata da Major Lance. Due belle canzoni anche arrangiate e adattate
bene in italiano (rispettivamente
Piangi se vuoi e
Come te),
ma poco promozionate e pertanto cadute quasi nel vuoto. La seconda occasione
buona sembra arrivare alla fine del 1965 con
Treni navi e aerei,
questa volta davvero di Burt Bacharach, associata a un altro pezzo di papà
Achille,
Più non sbaglierò.
Trains boats and planes era un
brano inedito che Bacharach aveva tentato inutilmente di proporre a Gene
Pitney, ma che questi aveva scartato perché troppo difficile. L'autore lo
incluse allora nel suo album
Hitmaker! in versione orchestrale (ma
con un bel coro femminile che ne canta parte dei versi) e lo fece poi uscire
come singolo in Gran Bretagna dove arrivò al quarto posto in classifica.
Negli USA uscì allora la versione dell'immancabile Dionne Warwick, poi
quella dei Box Tops e a questo punto si scatenarono le cover un po' in tutta
Europa (Inghilterra con Billy Kramer e i Dakotas, Francia con Claude
François, poi Olanda, Germania, Svezia) e in Italia se l'aggiudicò Vasso ma,
malgrado la promozione a
"Settevoci", non ci fu l'atteso successo.
Scaduto il contratto con la Pathé, l'ancora giovanissimo Vasso Ovale tenta
il rilancio con la Ariston, che sceglie di produrgli un pezzo-bomba:
Un
amore grande, brano con una bella chitarra folk in sottofondo come
allora usava, con il quale si presenta al girone B del Cantagiro 1966.
Nonostante si classifichi solo sesto (la vittoria va per la seconda volta
consecutiva a Mariolino Barberis), il disco vende bene e sembra risollevare
le quotazioni del cantante. Per Vasso rappresenta il secondo maggior
successo commerciale dopo
Pietà e prelude a
Prendila come
vuoi, secondo e ultimo 45 giri inciso per l'Ariston, al quale doveva far
seguito un 33 giri che però non vide mai la luce.
Inspiegabilmente infatti, dopo questi due soli dischi ci fu il passaggio ad
altre etichette minori e l'incisione di altri quattro o cinque 45 giri lungo
un periodo che copre tutti gli anni settanta, purtroppo senza nessun
successo. Tutti poi sapete dell'assurda storia che si diffuse negli stessi
anni settanta secondo cui Vasso sarebbe morto in un incidente stradale.
Questa leggenda metropolitana, non immediatamente smentita dall'interessato,
anziché risvegliare l'interesse nei suoi confronti finì forse col nuocergli
determinando la fine di una carriera che pure era partita con ottime
premesse.
Interessante in questa raccolta ascoltare come cambiano gli arrangiamenti e
le sonorità nel corso di un pur breve periodo, dal 1963 al 1967. Come più
volte lo stesso Vampiro ha ribadito, in quegli anni il sound si evolveva di
stagione in stagione e, più che lo stile dell'interpretazione, a datare il
pezzo contribuiva soprattutto il mixaggio e l'arrangiamento, tanto che ad
esempio fra
Sherry e
Un amore grande sembrano passati
vent'anni invece che tre.
Una buona settimana a tutti e a risentirci presto.
Orlando
LE MIE CANZONI
01 Pietà (Piero Soffici)(1963)
02 Sherry (Mogol-B.Gaudio) (1963)
03 Esisti Tu (Monti Arduini-A.Ovale) (1963)
04 Amami Subito (A.Testa-Basili-Ovale)(1963)
05 Non Ti Cerco Più (Leo Chiosso-A.Ovale) (1964)
06 Con Me Vivrai L'Estate (Leo Chiosso-A.Ovale)(1964)
07 Piangi Se Vuoi (Here Comes The Night)(Mogol-Pomus-Shuman-Da Vinci)(1964)
08 Come Te (G.Calabrese-Cooper)(1964)
09 Treni Navi E Aerei (V.Pallavicini-Bacharach-David)(1966)
10 Più Non Sbaglierò (F.Clivio-A.Ovale)(1966)
11 Un Amore Grande (F.Clivio-A.Ovale)(1966)
12 Tutti Hanno Una Ragazza (R.Scala-F.Clivio-A.Ovale)(1966)
13 Amerò Solo Te (R.Scala-F.Clivio-A.Ovale)(1968)
14 Prendila Come Vuoi (R.Scala-F.Clivio-A.Ovale)(1968)