giovedì 23 giugno 2016

Poker a 45 Giri : Liliana Frigo/Le Voci Blu/Donatello/I Cockers


Si comincia con una proposta tratta da "Un Disco Per l'Estate" del 1969, ovvero Liliana Frigo.
Si diceva, all'epoca: "ma dove vanno a finire le canzoni scartate a Sanremo ?". La risposta era sempre quella: nel calderone - poco omogeneo - del "Disco Per l'Estate".
Fino al 1972 era davvero così. C'era l'appello per la canzone scartata a Sanremo e non era detto che poi venisse presa.  QUANDO LA GIOSTRA GIRAVA era stata "provinata" da Dominga per il Sanremo 1969 e subito scartata. Dominga non aveva ancora un "personaggio", era da sgrezzare completamente e le uniche sue incisioni erano state fatte con un'etichetta di provincia.
Poi, la canzone venne proposta ad una cantante con un nome strano, Liliana Frigo, che fino a poche settimane prima lavorava nella campagna veenta, studiando però canto da uno dei tantissimi maestri che sbancavano il lunario facendo credere ai loro allievi che "sarebbero diventati più famosi di Mina e Gianni Morandi". La Decca, che non aveva una scuderia italiana, si arrabattò a cercare nomi da lanciare senza un  piano dell'opera preciso, dai Flashmen ai Rubi Strubi e fallì in ogni suo tentativo, Forse la direzione artistica non era granchè?
Liliana Frigo, in pochi giorni fu "rimessa a nuovo" dal  punto di vista dell'immagine ma la canzone che cantava era veramente stantia, già dal titolo. E fu un insuccesso annunciato.

Le Voci Blu, invece, non si possono definire anonime. Nascono in seno alla RCA incidendo subito un singolo (IL MURO CADRA'), poi vengono reclutate dalla Mimo, l'etichetta di Morandi e Migliacci che gli fanno incidere un brano dal titolo autobiografico: EMANUELA, GIANNA, LUISELLA (i loro nomi) e vengono presentate a SPECIALE PER VOI nel giugno del '70.
Poi partecipano al docu-film girato in quel di Venezia, mentre si effettuava la Mostra Internazione di Musica Leggera 1970, insieme a Gianni Morandi, Mario Lusini e Donatello: il titolo è SCAPPO PER CANTARE. Nel 1971 incidono quello che sarà poi la loro grande occasione, COSA NON PAGHEREI, scritta per loro da Shel Shapiro. Grande occasione persa e acciuffata invece da Patty Pravo quando - con un testo differente e regalando al brano un'interpretazione degna di una primadonna - si presenta a Venezia '71 con la medesima canzone: NON TI BASTAVO PIU'.
E ne fa una grandissima "cover", poi sfruttata fino all'osso da Loretta Goggi, nelle sue imitazioni.
E le povere Voci Blu rimangono al palo.

Sempre per la Mimo, I Cockers, gruppo musicale che poi cambiò il nome in Grimm. Sono tre fratelli, come i fratelli Gibb ai quali - in qualche modo - assomigliano anche. Ma è una somiglianza puramente causale. I tre napoletani fanno un altro genere di musica, scanzonato, alla Nuovi Angeli.
E questa canzone, lo dimostra. Piacevolissima, un inno all'estate, cantato  purtroppo con voce nasale dal cantante solista.  L'anno prima avevano inciso il brano per il famoso Festival di Napoli che poi non si fece: avrebbero dovuto cantare in coppia con Gianni Nazzaro la canzone ALLERIA.
Nel 1972 si presentano al programma IL SUO NOME, PER FAVORE accompagnati dal padre (che è anche il loro  manager) e cantano dal vivo dei pezzi in lingua inglese. Il gruppo, dopo essersi chiamati Grimm, nel 1981 cambieranno nuovamente nome e diventeranno Plancton.

Di Donatello, cosa dire? Che questa canzone arriva appena dopo il successo sanremese COM'E' DOLCE LA SERA e sulla carta è un disco-bomba. ALICE E' CAMBIATA, con supervisione di Maurizio Vandelli  è senza ombra di dubbio un gran bel brano. Forse lui esagera coi "battimenti" della voce ma d'altronde sono quelli che lo hanno portato al successo e che molti - inutilmente - copieranno. Il suo retro, PRINCIPIO E FINE, è un'allegoria della vita, ben centrata grazie al buon testo, che fa di Donatello il Cat Stevens italiano. La presente anche a CIAO RITA ma il disco, inspiegabilmente, non ha un grosso riscontro commerciale, nonostante l'interprete, insieme a Rosalino, è uno dei preferiti delle teen agers italiane, in quell'estate del 1971.

LILIANA FRIGO - QUANDO LA GIOSTRA GIRAVA (1969)
01 Quando La Giostra Girava (Nisa-Centomani)
02 Gli Innamorati Non Lo Sanno (Nisa-Pallini-Centomani)
prezzo oggettivo: 15 prezzo soggettivo: 5 

LE VOCI BLU - COSA NON PAGHEREI  (1971)
01 Cosa Non Pagherei (Shel Shapiro)
02 Una Vecchia Foto (Shel Shapiro)
prezzo oggettivo: 15 prezzo soggettivo: 15 

I COCKERS - CIAO SOLE, MARE, SPIAGGIA (1972)
01 Ciao Sole, Mare, Spiaggia (Migliacci-Romano)
02 Ora Per Ora (Romano) (9-1972)
prezzo oggettivo: 10 prezzo soggettivo: 15

DONATELLO - ALICE E' CAMBIATA (1971)
01 Alice E Cambiata (Gianco-Pieretti)
02 Principio E Fine (Albertelli-Fabrizio)
prezzo oggettivo: 10 prezzo soggettivo: 20






lunedì 23 maggio 2016

Tris a 45 Giri: Nando Gazzolo/Gruppo 2001/La Nuova Gente



Anni fa esisteva la figura del "fine dicitore", cioè di colui che sapeva interpretare, proclamare e recitare versi con voce calda, profonda e senza alcuna inflessione dialettale. Una figura utilizzata spesso nei documentari, la famosa voce "fuori campo", quella voce limpida e chiara che faceva capire perfettamente ogni singola parola, sebbene parlasse anche velocemente. Nando Gazzolo, attore e doppiatore, può senza ombra di dubbio essere considerato una figura professionale di questo genere. Figlio d'arte, tra gli anni sessanta ed ottanta era "la voce" per antonomasia. Per un certo periodo ha avuto parecchi concorrenti (leggasi Alberto Lupo, Ubaldo Lay così come doppiatori fantastici come Giuseppe Rinaldi ed Emilio Cigoli), poi man mano che la schiera si assottigliava, è rimasto l'unico di una scuola di "grandi". Ora anche lui ci ha abbandonato e non c'è rimasto più nessuno. 
Oddio, qualche bravo doppiatore c'è ancora (non tra le donne, che hanno sempre un accento romano fastidiosissimo), ma non arriveranno mai ai livelli della scuola C.D.C. 
Nel 1970, un discografico è venuto in possesso di una canzone tedesca dal titolo NACHTS cantata da un fantomatico (per noi) Roland W. . Dovenda editarla su disco ha pensato bene: "perchè non farla cantare/recitare da un attore?". In fondo era già successo e con fortuna ad Alberto Lupo. E così chiamò Nando Gazzolo e gli fece incidere la versione italiana che inaspettatamente ebbe un discreto successo, sebbene lui se ne fosse sempre vergognato. E la buona riuscita del brano fece sì che l'anno dopo si presentasse al Disco Per l'Estate. Ma non gli andò altrettanto bene.

NANDO GAZZOLO/ROLAND W. - DI NOTTE/NACHTS (1970)
01 Nando Gazzolo - Di Notte (Phersu-Berlipp) 
02 Roland W. - Nachts (Di Notte) (Berlipp-Tilgert) 
prezzo oggettivo: 5 prezzo soggettivo:3



Uno dei quattro gruppi sardi , abbastanza famosi, che può vantare l'isola.
Cominciano in questo modo, con una canzone molto carina e scanzonata (AVEVO IN MENTE ELISA) e poi proseguiranno fino alla fine del decennio, con alterne fortune, ma strettamente legati al Disco Per l'Estate, al quale parteciperanno spesso sotto l'etichetta KING. 
Due singoli per la Phonogram ed il passaggio con l'etichetta di Lucio Salis nel 1978. MESSAGGIO e l'album che lo seguirà (L'ALBA DI DOMANI) rimangono i loro capisaldo musicali di un certo rilievo. Soprattutto il trentatrè giri, spacciato per progressive, come qualsiasi altro disco di gruppi, tra il 1971 e il 1975, dove ci sia anche solo un assolo o un momento prettamente musicale o ancora più tristemente, un flauto. I commercianti spacciano per "prog" al popolo bue che generalmente non capisce niente, anche alcuni lp di gruppi ultra melodici solo per le motivazioni poc'anzi citate. E anche perchè, quando negli anni novanta i giapponesi scendavano a frotte in Italia per comprare album di genere "progressive", i soliti commercianti, con la scusa del passaggio vagamente pop, gli facevano credere che quello "sì, era un gruppo pop e prog ma che doveva attenersi al melodico per esigenze commerciali". E così, i La Pera, la Bottega Dell'Arte, Il Giardino Dei Semplici e i Cugini di Campagna, per il Giappone e la Corea sono "anche" progressive! Ma le orecchie, i giapponesi ce le hanno o gli servono solo per dividere i lati della testa?

GRUPPO 2001 - AVEVO IN MENTE ELISA (11-1971)
01 Avevo In Mente Elisa (Piero Salis) 
02 Quella Strana Espressione Piero Salis) 
prezzo oggettivo: 20 prezzo soggettivo:30


La Nuova Gente è uno spin-off del Gens che nel 1975 si sciolgono facendo nascere due gruppi: questo e gli Opera. Filiberto Ricciardi e altri passano agli Opera mentre Landro e Cardullo (insieme a Mario Volenti) formano La Nuova Gente che debutta con l'etichetta di Federico Monti Arduini nell'estate del 1975 con il brano adatto alle atmosfere estive dal titolo TU CREDI. 
Il loro genere è il classico pop leggero del 1974/1976 e la loro produzione breve ma interessante da un punto di vista musicale consta di altri due singoli: CHE FAREI, col quale partecipano al Sanremo 1976 e DORMI, forse il pezzo più completo, con un buon arrangiamento e impasto vocale . In quel periodo i gruppi nascevano e si estinguevano in brevissimo tempo, un pò come succedeva dieci anni prima col beat. Ma qui c'era più consapevolezza e mestiere, perchè bene o male, tutti quanti i complessi nati in questo periodo avevano componenti che in passato avevano fatto tante esperienze comprese quelle del beat e del pop (prima maniera, quello del 1969-70). 
Quindi era molto difficile che non fossero preparati. Al limite potevano sciogliersi per mancanza di vendite discografiche. Ma questo è un altro discorso.

LA NUOVA GENTE - TU CREDI (6-1975)
01 Tu Credi (Cardullo-Landro) 
02 E' Inutile (Cardullo-Landro)
prezzo oggettivo: 10 prezzo soggettivo:15

lunedì 9 maggio 2016

Lilian Terry ovvero "come non essere in grado di rieditare un disco" / Don Diego - Yo Tengo Una Muneca (1961)


Su queste colonne se ne parla spesso. Di come improvvisati "industriali del disco" senza arte nè parte, che fino al giorno prima sezionavano bovini sul tavolo del macellaio diventino illuminatissimi artigiani della musica, cioè non legati alla distribuzione classica nazionale. La qual cosa sarebbe anche ammirevole. Se solo ne fossero capaci. Di esempi ce ne sono tanti e chi legge questo blog avrà avuto modo di rendersene conto. E la cialtroneria imperante non tocca SOLO i privati ma anche quel che resta della editoria musicale su cd/vinile; quei poveri cani sciolti che si inventano un lavoro che non hanno più solo per giustificare la presenza di un ufficio in suolo italico, che tanto misericordiosamente gli hanno concesso i nuovi padroni che se stanno tranquilli in Germania o negli Stati Uniti.
Non hanno neanche la fantasia di inventarsi dei titoli per le loro sciape raccolte di successi (?), le stesse che con varie denominazioni girano sul mercato da 25 anni buoni.
Senza neanche cambiare tracklist od aggiungere qualcosa di veramente interessante.
Che so, artisti mai presi in considerazione da quando esiste il formato cd , pubblicare provini, inediti e quant'altro.
No, loro cambiano solo il titolo affidandosi a quelli che il blog - questo, tanto per essere chiari! - si inventa (e lo diciamo con tutta tranquillità: i nostri sono titolo banali ma perlomeno non erano ancora stati utilizzati) per creare raccolte virtuali.
Guardate questo compact disc: è un classico esempio di inefficienza nazionale.
Partiamo dalla copertina? Bene, hanno preso i due singoli di Lilian Terry usciti all'epoca con la stessa copertina e hanno aggiunto la straordinaria scritta "CGD Days Collection"! Che meravigliosi artisti della grafica!  A parte l'inglese maccheronico c'è tutto il provincialismo nazionale che induce i cretini a scrivere in una lingua non nostra  e che il 90% degli italiani neanche conosce (anche se molti si piccano di conoscerla solo perchè quando vanno al'estero si arrangiano nel chiedere "dov'è un ristorante?").
Ma poi, mica è finita qui! La confezione? Come se fosse un 45 giri e senza neanche un libretto.
Ma che dico "libretto"...almeno un foglio dove ci siano scritti gli autori dei brani. Niente!
Degli anni, manco a parlarne. Tanto, per questa gente.. "ma a chi interessano?" si saranno detti.
La selezione? E' stata scelta da 3-4 singoli (del '62-'63, lo dico io perchè provo un pò di pena per questo think-tank di cervelli fumanti). Sul retro si vedono microscopici e in bianco e nero le copertine che sicuramente qualche collezionista avrà fornito e ci sono anche un paio di lp.
Ma dato che la raccolta richiama la CGD, perchè non aggiungere TUTTO il materiale della suddetta casa? Vedo che manca il long playing ABITO DA SERA. Come mai?
Non ce l'aveva il "grande collezionista" che ha fornito i dischi da lavorare? Sì, perchè i brani sono stati - per cosi dire - "rimasterizzati" da qualcuno che neanche sa fare il suo lavoro visto che "click"  e sfrigolii si sentono perfettamente. Quindi, visti i capi d'accusa e quel che ne è venuto fuori da questo lavoro, vi sconsiglio caldamente di acquistare il suddetto cd. Non basta la passione, ci vuole anche la professionalità. Altrimenti le Ferrari le potrebbe progettare anche il mio portiere e non l'ingegnere che  sta a Maranello. Ma non credo sarebbe la stessa cosa


Don Diego (o Don Diego Urbina) è un musicista che alla fine degli anni cinquanta si sposta tra la Francia e l'Italia per sfruttare la moda dei ritmi sudamericani a base di conga, mambo, cha cha cha.
Il suono è tipico delle orchestre cubane e i suoi dischi si vendono molto bene anche senza raggiungere livelli da guinness dei primati. In fondo "replica" quasi sempre brani già editi da orchestre e gruppi notissimi come Los Muchacambos, Harold Nicholas o l'Orchestra Aragon.
I suoi dischi sono molto curati così come le copertine (ma quali copertine, all'epoca, potevano considerarsi brutte?) . Questa, ad esempio,  è notevole per i collezionisti di cinema e di attrici, giacchè ci presenta Brigitte Bardot. E difatti il lato A lo si può ascoltare anche su LA VERITA', un film molto noto diretto da Henri-Georges Clouzot, interpretato dalla stessa Bardot.

DON DIEGO - YO TENGO UNA MUNECA (1961)
01 Yo Tengo Una Muneca (J.Tremble)
02 Guarachero (Don Diego-San Domingo)
prezzo oggettivo: 10 euro prezzo soggettivo: 10 euro

giovedì 21 aprile 2016

Paolo Poli - La Mossa! (1967) / Reunion - Life Is A Rock (1974) & Murray Head - Superstar (1969)



C'era una volta un'industria prospera, dove ognuno aveva il suo angolo per lavorare, dove i professionisti erano davvero tali e talmente bravi da riuscire in cose impossibili.
Dove si facevano esperimenti di mercato (il famoso marketing, tanto per usare un termine infame adottato dalla fine degli anni settanta) e dove male che potesse andare, il prodotto veniva apprezzato da una sostanziosa fetta di acquirenti. Dove chi si presentava aveva le porte aperte ma se non funzionava (per colpa sua) tornava a fare la donna di servizio o il barista.
Dove una Paola Musiani valeva dieci volte una Laura Pausini qualsiasi senza per questo essere considerata una superstar. Questa industria si chiamava discografia. E non proliferava solo in Italia ma ovunque. Poi venne il computer, gli arrangiamenti divennero standardizzati, i professori d'orchestra non servirono più (tanto c'era il computer che faceva tutto! e secondo loro "meglio e sottocosto"), le canzoni divennero brutte, i cantanti inutili fino allo spasimo e piano piano affievolì anche l'interesse dell'acquirente. Internet diede il colpo di grazia. Fino ad arrivare ad oggi, dove personaggi infimi, possono permettersi di arrivare primi in classifica con seimila download (?) grazie a carte ricaricabili Amazon et similia. Ma prima che tutto questo accadesse, c'era l'ingegno umano e il lavoro di migliaia di persone. Che permettevano ad artisti quali Paolo Poli di poter incidere dischi di favole così come album con brani inizi novecento. E tutto questo in piena epoca beat.
Non era certo il solo a sfruttare un filone in maniera filologica e dotta. Era in buonissima compagnia: esempio Milly e Milva, tanto per fare i nomi più commerciali, seppur di nicchia, Ed erano supportati da studiosi del tema. Tutto fauna ormai scomparsa e impensabile anche da concepire.
Al massimo oggi, chi tenta di fare questo mestietre conosce l'autore dei disegni di Atlas Ufo Robot e considerano Luigi Albertelli un grande solo perchè ha fatto le sigle dei cartoni animati (non considerando il suo periodo di autore "vero") senza immaginarsi che lui così come certi altri personaggi, si erano adattati a ciò che gli offriva in quel momento il mercato e se avessero potuto avrebbero continuato a scrivere o cantare per i grandi. E non per un esercito di deficienti innamorati dei manga e dei robot. Detto ciò, non pensiamo alla miseria intellettuale odierna e andiamo avanti immaginando che il passato non sia passato e che in qualche angolo di un'altra dimensione qualcuno stia lavorando per noi. Proviamoci . Non si sa mai.
Grazie ad Emiliano per la grafica.



Il 4 maggio 1975 inizia una trasmissione dal titolo provocatorio: MUSICA IN LIBERTA': ANGELI E CORNACCHIE. Trasmissione interessantissima in tre puntate, con ospiti di riguardo, veri big delle hit parade (Marcella, Drupi, Mia Martini) e cantautori importanti (Lucio Dalla) ed emergenti (Renato Zero e Cico). Insomma, un programma particolare presentato da due grandi del jazz: Franco Cerri e Renato Sellani.  La sigla iniziale era LIFE IS A ROCK ed il suo testo era composto da nomi dello "showbiz" musicale americano e non. Scontato che il gruppo sia fittizio, nato per lanciare un brano e poi sparire per sempre, giacchè dietro questo nome c'erano autori molto esperti in bubblegum music (Levine e i Di Franco). La canzone ricorda alla lontana alcuni pezzi dei defunti OHIO EXPRESS (YUMMY YUMMY YUMMY e CHEWY CHEWY così come 1,2,3 RED LIGHT). 
Da noi non ebbe successo ma era prevedibile. Troppo differente dal nostro il mondo musicale a cui facevano riferimento gli autori. Rimane solo la piacevolezza  legata al suono delle parole dette a mille all'ora. Tanto da non fartici capire nulla se non leggi il testo in copertina. 

Forse ricordate una canzone diventata famosa nel 1985 o giù di lì: ONE NIGHT IN BANGKOK. 
La cantava Murray Head, un cantante britannico che in Italia ebbe una certa risonanza solo nel 1975, quando uscì il suo singolo SAI IT AIN'T SO, JOE. Poi il buio fino alla canzone testè citata.
Ma anni prima ed esattamente nel 1969 fu scritturato per JESUS CHRIST SUPERSTAR, edizione teatrale, insieme ad un altra cantante che ebbe in seguito un buon successo grazie ai Bee Gees e alla colonna sonora de LA FEBBRE DEL SABATO SERA. Stiamo parlando di Yvonne Elliman, la Maddalena di EVERYTHING'S ALRIGHT, anche nella versione cinematografica.
Il posto di Murray Head al cinema fu preso da Carl Anderson ma spetta a Murray Head la palma del primo interprete di SUPERSTAR ovvero il pezzo più caratteristico del musical.
Il singolo italiano non è semplice a trovarsi ed anche un "cercatore di pepite" fa fatica a trovarlo. 
Ma quando lo trova, la sua costanza viene premiata, perchè il disco non costa assolutamente nulla.



PAOLO POLI - LA MOSSA (1967)
prezzo oggettivo: 50 euro prezzo soggettivo: 80

REUNION 
01 Life Is A Rock (But The Radio Rolled Me) (Dolph-Di Franco-Levine) (11-1974)
02 Are Yoy Ready To Believe (Levine-Di Franco-Bellack) (11-1974)
prezzo oggettivo: 5 Euro  prezzo soggettivo 15 euro (stampa italiana)

MURRAY HEAD & THE ANDREW LLOYD WEBBER ORCHESTRA
01 Murray Head - Superstar (Lloyd Webber-Rice) (12-1969)
02 John Nineteen Forty One (Lloyd Webber-Rice) (12-1969)
prezzo oggettivo: 3-5 euro prezzo soggettivo: 15 euro (stampa italiana)


mercoledì 13 aprile 2016

(Re-post) Michele - Il Periodo RIFI 1969-1972 & Memo Remigi (Un Disco Per L'Estate e Festival De La Canciòn Mediterranea 1966)


Seconda parte della discografia su quarantacinque giri di Michele.
In questo secondo volume ci occupiamo del periodo Ri.Fi, Aguamanda e Cgd, dopo i successi in RCA.
Nel 1969, passa alla Ri.Fi ed il suo primo singolo è anche un buon successo, da dividere però con Patrick Samson: SOLI SI MUORE, la bellissima canzone di Tommy James & The Shondells (CRIMSON AND CLOVER) è una di quelle canzoni "trapano" che accompagna le vacanze del 1969. Esce in vinile giallo.
Il secondo singolo è NEGRO, la versione italiana della canzone che ha riportato ai vertici delle classifiche Elvis Presley, IN THE GHETTO. Ma inaspettatamente fa breccia il lato B, ossia IL VALZER DELLE CANDELE, una canzone che dicano porta male ma che a lui pare abbia portato abbastanza bene.
Il suo passaggio alla nuova casa discografica non poteva essere inaugurato in una maniera migliore.
Ma la terza prova è fatale: L'ADDIO, Sanremo 1970. Un flop clamoroso.
Io direi "annunciato", visto la pochezza del brano. Si riprende in primavera-estate proprio al Disco Per l'Estate con una bellissima canzone di Oscar Prudente, firmata "anche" da Mogol dal titolo HO CAMMINATO (guarda caso, edita dalla casa editrice Numero Uno!)
Bella dall'inizio alla fine, come il successivo singolo, sempre di Oscar Prudente affiancato questa volta da Bruno Lauzi: TI GIURO CHE TI AMO. Anche qui la firma "forzata" di Mogol (ed anche qui la Numero Uno).
Si passa al 1971 e al fortunatissimo Disco Per L'Estate SUSAN DEI MARINAI.
Talmente carina tanto che l'anno successivo Fausto Leali prenderà ispirazione proprio da questa canzone per la sua KARANY KARANUE (di cui abbiamo parlato in un post apposito)
Il retro è IL TESTAMENTO DI TITO di De Andrè che troviamo anche nel long playing del '71.
Si continua con le belle canzoni: per l'autunno 1971 è la volta di UN PO' UOMO UN PO' BAMBINO, bel pezzo firmato da Lucio Dalla insieme a Bardotti, Baldazzi e Camillo Castellari . Bello anche se sfortunato il brano che Michele porta a Sanremo nel 1972, FORESTIERO.
La trama ricorda vagamente IL GIGANTE E LA BAMBINA.
Qui non ci sono presunti pedofili ma persone con trascorsi avventurosi. Trascorsi di vita che a gente che non si è mai mossa dal proprio paese fanno invidia e danno fastidio. L'invidia è così grande che alla fine lo uccidono. L'ultimo singolo su Ri.Fi è un'altra bella canzone, UN UOMO SENZA UNA STELLA che purtroppo non ha la fortuna che meriterebbe. C'è da dire che nonostante la mancanza di vendite a tripla  cifra, ogni brano del periodo RiFi , oltre ad essere molto molto (molto di più di quelli in RCA) passano in televisione in programmi forse "convenzionali" come Canzonissima, col risultato di fargli fare un'ottima figura. Poi, se si va avanti bene, altrimenti resta la convizione di aver fatto bene.
Un anno e mezzo sabbatico e passa all'Aguamanda, etichetta di proprietà di Augusto Martelli.
Un grazie va a Kurtigghiu per la grafica


"Un Disco Per L'Estate" del 1966 vede in lizza anche Memo Remigi con una canzone senza infamia e senza lode, MI CREDONO POVERO. Testo banale, arrangiamento stile mariachi, non ottiene successo e viene eliminato. Sul retro, una canzone molto più idonea alla stagione estiva, che sarebbe stata perfetta anche per Fred Bongusto: E TU?  In Spagna, la Belter stampa un ep con altri due brani inediti in Italia: L'UOMO DI PAGLIA e QUANDO UN GIORNO TI INCONTRERO'. Entrambi partecipano al Festival De La Canciòn Mediterranea a Barcellona. L'UOMO DI PAGLIA, un brano dal testo particolare viene eseguito in coppia con Nicola Arigliano mentre QUANDO UN GIORNO TI INCONTRERO', molto più classico e melodico, è "doppiato" da Emanuela Tinti.
Ottimi brani cantati con la consueta eleganza e garbo che contraddistinguono il cantante di Erba.

MEMO REMIGI (STAMPA ITALIANA)
01 Mi Credono Povero (A.Testa-Gnoli-M.Remigi)
02 E Tu? (G.Calabrese-M.Remigi)
prezzo ogg: 10-15 euro prezzo sogg: 20 euro

MEMO REMIGI (EP SPAGNOLO)
01 L'uomo Di Paglia (Zanin-Domboga)
02 Mi Credono Povero (Gnoli-Remigi-Testa)
03 Quando Un Giorno T'incontrerò (Comune-Sforza)
04 E Tu? (G.Calabrese-M.Remigi) (1966)
prezzo ogg: 10 euro prezzo sogg: 15 euro

domenica 10 aprile 2016

Iva Zanicchi - Iva A TEATRO 10 (20 Marzo 1971) / Umberto Bindi - 40 Anni Con La Musica (1993-1999)


Riprendiamo con la musica dopo qualche tempo. Questa volta due stranezze: la prima riguarda Iva Zanicchi e la sua partecipazione a "Teatro 10" del 20 marzo 1971 (data di emissione). Questa sua performance fece sì che successivamente venne chiamata come ospite fissa (insieme a Gilbert Becaud) per la trasmissione "Sai Che Ti Dico" , andata in onda  nei primi mesi del 1972, appena dopo Canzonissima. Con lo stesso vestito con il quale affrontò varie prove canore (in quello stesso anno) , forse per scaramanzia e fregandosene del fatto che "s'era già visto", Iva afferra il microfono con foga e canta a gola spiegata classici recenti della canzone internazionale, dai Beatles a Burt Bacharach.
Bella interpretazione grafica di Emiliano che ha pensato alla confezione per l'eventuale cd singolo.


Alfredo Rossi nel 1999 fa stampare questo cd in 150 copie, da regalare ad amici e colleghi.
E' la ristampa del disco del 1993 nel quale Umberto Bindi duetta con cantanti di prestigio quali Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Fiorella Mannoia, Anna Identici. E con altre di meno prestigio (Celeste) o l'attrice brasiliana molto nota in Italia negli anni ottanta per la sua partecipazione alla telenovela "Dancin' Days" . Purtroppo i suoni sono quelli orrendi della fine degli anni ottanta-inizi novanta che ancora imperano a tutt'oggi. Gli arrangiatori hanno cambiato mestiere e così i professori d'orchestra. Non rende più e nessuno li vuole. Tanto fa tutto il computer. E si sente.
Peccato perchè poteva essere una buonissima occasione di rilancio definitivo per Umberto Bindi se solo si fossero fatte le cose con maggior criterio e lungimiranza. Resta comunque l'importanza dell'evento, che poco c'entra con la riuscita o meno del disco.

martedì 5 aprile 2016

Giorgio Calabrese: "io lo conoscevo bene"

Generalmente le citazioni - quando si tratta di dare un titolo ad un articolo - mi infastidiscono.
Ma penso che questa volta , il riferimento al film di Antonio Pietrangeli, ci sta tutto.
Questo non vuole essere uno scritto apologetico o sferzante. Questo vuole essere un piccolo ricordo dovuto, distante dalle parole vuote e ipocrite che tanti potrebbero dire/pensare/scrivere.
Quando si parla di una persona che non si conosce personalmente la si può giudicare solo per quello che ha fatto. E generalmente - quando non si tratta di politica - si è inclini all'indulgenza.
Giorgio è difficile spiegarlo a parole. Era tutto ed il contario di tutto. Alacre ma pigro, affettuoso e scontroso, di compagnia e "musone". "Vabbè, lo siamo tutti" si potrebbe dire. Ma nel suo caso il bipolarismo era più accentuato. Difetti? Tanti. Ma l'onestà morale non è venuta mai a mancare.
Credo sia forse l'unico che abbia potuto lavorare in Rai (dal 1959 al 2008) senza trovarsi nelle tasche una tessera di partito e senza dover ungere qualcuno. Quando si intravedeva questa possibilità (e le occasioni si sono presentate spesso) cambiava direzione.
Certe volte ha dovuto accettare dei compromessi come il/la figlio/a o l'amante del politico di turno tra gli autori di un programma o vedersi accreditato tra gli autori qualcuno che non aveva scritto un solo rigo ma che era il "figlio del padrone". Ma in questo secondo caso si era all'inizi della carriera.
Come scrivesse, è facile scoprirlo. Basta prendere una qualsiasi canzone , un qualsiasi testo e raffrontarlo con quelli dei parolieri che firmavano dieci brani al giorno (perché oltre che autori erano anche funzionari o dirigenti delle varie casa discografiche o produttori di quel determinato cantante) per accorgersi del dislivello intellettuale e culturale che intercorreva tra loro.
Per un breve periodo ("breve" perchè le responsabilità a lungo termine non erano per lui) è stato direttore artistico della PYE italiana , l'etichetta inglese legata alla RCA e poi alla Ricordi.
Avrebbe potuto firmare qualsiasi brano uscito sotto questo marchio: non l'ha mai fatto, a differenza di altri colleghi, che firmavano anche la lista della spesa.
E forse stato l'unico che - avendo la possibilità di scrivere ogni singola sigla delle sue trasmissioni - non l'ha fatto e ha sempre lasciato a "Cesare quel che è di Cesare", rifiutando di apporre il suo nome - che in quel caso sarebbe stato un falso - sui tabulati SIAE, così come facevano non solo TUTTI gli autori delle trasmissioni ma anche i presentatori stessi.
Ha lavorato con la totalità del mondo dello spettacolo: inutile citare presentatori e cantanti perchè è scontato (da Frank Sinatra all'ultimo dei mohicani, sono tutti passati da quel convento).
Gli è anche toccata in sorte gente come Giorgio Albertazzi, Tino Carraro, Tino Buazzelli, Paolo Stoppa, Amedeo Nazzari, Alida Valli, Sammy Davis Jr., Liza Minnelli, Luciano Pavarotti, Alberto Lionello, Corrado Pani, tanto per citare i primi che vengono in mente.
Capirete che il ritrovarsi con gente come Bianca Guaccero (?) o Mara Venier sia quanto meno un trauma.
E questo è il motivo, l'origine della sua malinconia degli ultimi tempi,  quando si accorse cioè che - come diceva Marcello Marchesi -  "alè, ragazzi! il bello è già alle spalle"e che i suoi punti di riferimento venivano a mancare giorno per giorno.
La perdita recente di alcuni tra i  suoi più cari amici (Armando Trovajoli, Gianni Ferrio, Bruno Lauzi) lo aveva colpito molto più duramente di quanto sarebbe potuto accadere qualche  anno prima.
Al suo ultimo Sanremo, si è ritrovato da solo, tra gente sconosciuta ed improvvisati autori, a "scrivere" - verbo ormai inusuale! - un vero copione, così come si faceva fino a qualche tempo fa (quando il diritto all'improvvisazione lo potevano avere solo in pochissimi) un copione che non veniva mai utilizzato da chi avrebbe dovuto. Si "improvvisava a braccio", ad libitum.
Il ruolo dell'autore veniva così esautorato da una masnada di imbecilli senza talento, che in altri tempi, non avrebbero potuto nemmeno farsi sfiorare dal pensiero di poter lavorare in una certa situazione e in un certo ambiente.
Negli ultimi otto anni riprese a scrivere per il teatro, divertendosi ma anche stancandosi, per via della sua malattia.
L'anno scorso aveva iniziato a mettere mano a quello che sarebbe dovuto essere l'ultimo disco in italiano di Charles Aznavour, che voleva così salutare l'Italia. Non ce l'ha fatta.
"Che ci vuoi fare?" ripeteva sempre da ultimo. Niente, si rispondeva. Tanto aveva già fatto tutto lui.
Chiudi gli occhi, "Geo". E riposa che "domani è un altro giorno". E si vedrà.

* la foto risale al 1952, quando tutto doveva ancora cominciare e il mondo era ancora una palla da conquistare e popolata di buone intenzioni*

sabato 27 febbraio 2016

AA.VV. - Sanremo 1983


E' passato un pò di tempo dall'ultimo post ma eccoci nuovamente qui, sebbene con un commento molto blando e veloce. Cosa dire dei vari Sanremo che non si sia ancora detto? 
Molte notizie sono sul web, altre no. Ma non sarò certo io a parlarne. Preferisco fare una piccola panoramica sul trentatreesimo festival della canzone italiana senza dilungarmi troppo.

 Cominciamo dall'ascolto:  la prima serata ha contato ben 18 milioni e mezzo di telespettatori, la seconda 18 milioni e settecento e la terza ventidue milioni e trecentomila. Cifre astronomiche, non gonfiate come fanno ora quando fingono di aver totalizzato otto-nove-dieci milioni mentre invece sono tre-quattro-cinque per cinque sere. Quest'anno ci sono state due classifiche, quella del Totip e quella vera e propria del Festival. I cantanti erano divisi in due gruppi che designavano i sei finalisti. Nella votazione finale i cantanti sono ripartiti da zero.
La classifica del gruppo A (quella dei giovani e dei semigiovani) vede in testa Tiziana Rivale con 3208 punti. Seconda Donatella Milani con 3002 e terza Fiordaliso con 2650. Nel gruppo B troviamo in cima i Matia Bazar con 2994, secondo Toto Cutugno con 2969 e terza Dori Ghezzi con 2780. Vince il festival (in base ai voti ricevuti) la quasi debuttante Tiziana Rivale che ha già all'attivo un singolo col nome di Tiziana Ciao, seconda la Milani e terza Dori Ghezzi (come detto i voti si azzeravano dopo la votazione finale. Ultimo nel gruppo A è Zucchero Fornaciari, che l'anno prima portò a Sanremo UNA NOTTE CHE VOLA VIA (mentre in questo 33° festival la meno incisiva NUVOLA) ed ultimo nel gruppo B è Pupo. 
Guardiamo invece la classifica del Totip che vede in testa Toto Cutugno , secondo Gianni Morandi e terza Giorgia Fiorio. Ultimo - per il Totip - è Amedeo Minghi che cantava MILLENOVECENTOCINQUANTA. A vendere dischi in tutto il mondo, manco a dirlo, sarà Toto Cutugno, che con L'ITALIANO raggiunge ogni angolo del globo e diventa il nuovo inno nazionale italiano, soprattutto per gli italiani all'estero. Gli altri si accontentano dell'Italia,a parte il successo che travalica i confini nazionali dei Matia Bazar , spesso ospiti nei programmi esteri forse anche grazie al titolo evocativo della loro canzone: VACANZE ROMANE. Un festival interessante, con un cast molto competitivo, che rimane tra i più importanti e piacevoli di tutta la decade.
Un ringraziamento speciale va ad Emiliano che ha lavorato alacramente per confezionare una grafica degna di questo blog.

domenica 17 gennaio 2016

AA.VV - Greatest Hits From Outer Space / Tris a 45 Giri: Caterina Valente/Cutugno/Theodoro


Mentre dalle nostre parti non si ristampa più niente , in tutto il mondo continuano a ristampare il catalogo di chiunque. Tanto, va bene tutto. L'importante è che non superi l'anno 1984. 
La ACE RECORDS, una delle più attive etichette inglesi (e per fortuna ce ne sono tante!) si diverte a catalogare canzoni per genere, argomento e periodo. In questo caso hanno pensato bene di trattare l'universo, la galassia, lo spazio. Da che mondo è mondo, si canta alla luna (e non lo fanno solo i lupi mannari) anche se, da quando è stata conquistata dall'uomo, è molto meno fascinosa. Prima che ci avesse pensato la ACE ci aveva pensato questo blog (e te pareva!) con una raccolta ad hoc. 
Non è la prima volta che questo aratro traccia il solco che altri sfrutteranno: a partire dalla serie LE MIE CANZONI, titolo utilizzato da quei falliti della BMG (a corto di idee e di altro) fino a ONSALEMUSIC che ha copiato pedissequamente ogni uscita del blog. 
O quei poveri giornali da quattro soldi (e lettori) che affrontano argomenti solo dopo esserseli letti qui sopra e copiati (male, per giunta!)
Quindi, considerando che siamo circondati da morti di fame, come si può sperare in qualcosa di interessante fatto in Italia (da altri, s'intende) ? Per fortuna ci pensano etichette come la BBR, la Jasmine Records, la CherryRed o i favolosi giapponesi.  Lontano da questa landa desolata popolata da imbecilli ignoranti, ci alziamo in volo grazie alla navicella spaziale messaci a disposizione dalla ACE e sputiamo in testa a chi ci sta sotto. Ciao 'nvidiosi , utilizzando uno slogan di Proietti del lontano 1983
Accompagnati , però, da un tappeto (volante) di musica che passa da Gene Vincent e arriva sino a David Bowie.







Qualche giorno fa è stato il compleanno della "Grande Caterina", così come la chiamava la stampa ai tempi del suo grande successo internazionale. E non era un'iperbole tipica da "velina" di casa discografica. Caterina Valente, lo sappiamo tutti, era famosissima in ogni angolo del mondo, dagli Stati Uniti al Sud Africa, dall'Inghilterra al Giappone. Cantava in tutte le lingue possibili preferendo però l'italiano, il tedesco, il francese . Ovvero le lingue che sentiva "sue". Agli albori degli anni '70, così come tutti i cantanti che erano passati attraverso due decenni, era un pochino in affanno. Il nome era rimasto, le vendite dei dischi non erano più ai livelli del passato. Continuava errabonda a cantare in ogni dove, tralasciando un pochino il pubblico italiano, che nei suoi confronti s'era raffreddato. Nel 1969 ci fu un ritorno di fiamma con la trasmissione tv BENTORNATA CATERINA in tre puntate dalla quale furono estratti un paio di singoli ed un long playing con lo stesso titolo, che però non andarono molto bene. Nel 1970 passo nuovamente alla DECCA per la quale incise tre singoli e verso la fine dell'estate firmò un breve contratto per la Italdisc, con la quale incise questo singolo. Tutti e due i brani sono di Paolo Conte ma non sembrano all'altezza di restituire a Caterina la popolarità del periodo 1959-1962. Dei due, sicuramente NON PARLERO' è il migliore.

L'abbiamo ripetuto tante volte e lo si ripete ancora: Toto Cutugno, quello che gli ha dato la Francia, non ha ricevuto dall'Italia. Nemo propheta in patria continua ad essere uno dei detti più azzeccati. Questo perchè la Francia non aveva la critica musicale (?) che c'era in Italia in quel periodo. 
Ossia personaggi improbabili messi a lavorare nei quotidiani dai partiti di sinistra per "tirare acqua al proprio mulino". Gente che adesso, più che settantenne ed inutile, ancora trascina il suo corpo sfatto elemosinando qualche euro di qua e di là, con comparsate inutili nelle quali si parla soprattutto delle marchette di Maria De Filippi. La giusta nemesi per chi ha contribuito in grande misura a distruggere la musica italiana sparlando di tutti e coccolando solo una genìa ristretta e asservita al potere. 
SON OF di Toto Cutugno non è mai arrivata in Italia ed è un peccato. Citazione obbligatoria di LOVE ME BABY di Sheila come intro, ma poi il pezzo va da solo. Grande ritmo e discomusic di ottimo livello. In certi momenti si respira aria di El Pasador (avete presente NON STOP?). 
Sul retro, un altro bel pezzo d'atmosfera. Disco da manuale: lentone sul lato B e ballabilissimo sul principale.

Theodoro Re Dei Poeti è un titolo che non ha nè capo nè coda. E' lo pseudonimo del leader dei Cavernicoli, gruppo folk siciliano con radici cabarettistiche. Lui si chiama Rosario Sferrazza ed è uno di quei personaggi, che avendo avuto la fortuna di nascere in un periodo fecondo, ha potuto mantenersi a galla lavorando anonimamente come strumentista e nel frattempo crearsi varie personalità nell'ambiente, "varando" gruppetti da poco (I Saraceni) o come nel caso dei Cavernicoli, di nicchia ma sicuramente più interessanti. Così come cambiano le mode musicali, cambia anche il genere che Rosario mette in pratica,. lavorando però sempre per etichette "sfigate" come la Kansas o la Bentler o ancora peggio, la City. Non esisterà mai il salto di qualità per lui nonostante le indubbie capacità. Ma si sa, in questo campo c'è bisogno di fortuna o come dice Vinicius, la vita è l'arte dell'incontro. I suoi al massimo sono andati verso la famiglia Celentano (quando incise con l'etichetta del fratello con il nome di Diego Pepe). Questo disco reca la data 1974 ma secondo me sono due brani incisi tra il 1971-1972. Troppo demodè per il '74, con quelle sonorità hard rock vecchie di due-tre anni e quel flauto traverso tipico di un determinato periodo. Così come sembra "antico" il brano JUMBO ROCK. La copertina è quanto di più trash possa esserci: brutta la foto, brutta la grafica, brutto tutto. Certo, chi notava il singolo nei negozi, non era certo invogliato all'acquisto.

CATERINA VALENTE
01 Merica Merica Woom Woom (Pallavicini-Conte) (9-1970)
02 Non Parlerò (Pallavicini-Conte) (9-1970)
* prezzo ogg: 20-25 euro prezzo sogg: 40  - magari non ricercatissimo, ma tosto a trovarsi in condizioni perfette anche se generalmente si trova promo*

(TOTO) CUTUGNO
01 Son Of... (S.Cutugno-P.Losito-B.Bergman) (4-1978)
02 Fly (S.Cutugno-B.Bergman) (4-1978)
* prezzo ogg: 5 euro prezzo ogg: 20 - circolato solo in Francia e in Belgio, se lo si conoscesse sarebbe un dancefloor killer in ogni club*

THEODORO RE DEI POETI
01 Jumbo Rock (Serengay-Licrate) (9-1974)
02 Preparati Bambina (Serengay-Pellegrini) (9-1974)
*prezzo ogg: 20-30 prezzo sogg: 5 euro - l'ignoranza che nel campo dei "quotatori" e venditori si taglia col coltello, fa sì che questi rigattieri di paese considerino questo disco prog solo per via del flauto, non capendo assolutamente niente del contesto per il quale un disco possa considerarsi veramente prog. E' un disco fuori tempo massimo, neanche ben inciso, che si valorizza solo a seconda del gusto di chi lo ascolta*

mercoledì 6 gennaio 2016

AA.VV. - Le Canzoni Di Walt Disney (1960)





Il giorno della Befana di qualche anno fa, questo blog pubblicò questo album dedicato ai bambini, cantato da Anna Maria Ripani, una bambina e da un cantante che ancora non era diventato noto ma che in compenso era abbastanza adulto: Tony Del Monaco. In più c'era il coro di Renata Cortiglioni. Si parla di tanto tempo fa e anche alla prova-audio il disco risultava differente rispetto ad oggi.
Le canzoni sono tratte dai film di Walt Disney e sono cantate in italiano, tratte da film come PINOCCHIO, BIANCANEVE, CENERENTOLA etc. Un disco interessantissimo dal punto di vista storico e curioso per il genere che tratta. Ce n'è uno similare fatto dal Quartetto Cetra.
Se si pensa che per far felici i bambini, a quell'epoca andava bene anche questo tipo di intrattenimento, così ingenuo e rassicurante, con quelle vocette da coro di cherubini..
E' di nuovo la Befana, perciò perchè non ritirarlo fuori? Grazie ad Emiliano per la bella grafica.


*prezzo oggettivo: 40 euro  prezzo soggettivo 30*







giovedì 31 dicembre 2015

AA.VV - Hit Inverno - I Successi Dell'Inverno 1980


Prima di Natale incappo in un long playing che non avevo mai visto prima: HIT INVERNO '80 della CGD . Bella copertina, bel taglio grafico ma una tracklist troppo "pilotata". Giustamente, è stata fatta dalla CGD e quindi le canzoni sono tutte le loro, più altre di case distribuite dalle MM.
Naturalmente non erano tutte hit, anzi, il 70% erano brani da lanciare.
L'ho comprato ed ho pensato di postarlo sul blog ma c'era sempre il discorso dei pezzi poco noti e la mia idea era di concentrare in un unico CD quello stesso stile di  grafica e i successi (veri) del momento, così come si faceva tempo fa con le varie retrospettive intitolate "I Successi Di..." aggiungendo un mese ed un anno. Ho girato il tutto ad Emiliano che ha trovato un 'impostazione che andasse bene per l'occasione. HIT INVERNO '80: un lasso di tempo veramente breve.
L'inverno comincia il 21 dicembre ma l'80 finisce dieci giorni dopo. Poi si trasforma in "inverno 1981". Quindi, l'unica data nel calendario per utilizzare questo album inventato da noi, è tra il 21 e il 31 c.m.  Sul front abbiamo i "botti di Capodanno", il brilluccichio della festa di mezzanotte e sul retro i fiocchi di neve che scendono copiosi sulle copertine  e sui titoli delle canzoni. Direi perfetto!  L'autunno-inverno 1980 è stato in realtà avaro di canzoni nuove rispetto alla fine dell'estate.
Difatti a dicembre troviamo ancora in classifica - tra i primi 20 - almeno 10 brani già esistenti ad agosto-settembre, che qui abbiamo volutamente accantonato per canzoni e successi più stagionali. Qualche spiegazione è comunque indispensabile: i Pooh sono in classifica nei 33 giri con  STOP, da cui abbiamo tratto questa CARO ME STESSO IO.
Erano ancora presenti con CANTERO' PER TE così com'era presente Marcella Bella con BACIAMI. E abbiamo scelto il suo retro, funzionale in inverno, dato che racconta l'incontro tra due persone durante una vacanza estiva. Bello e suggestivo e cantato magnificamente dalla bella siciliana.
 I Police sono in classifica con due singoli e un long playing ed è il gruppo dell'anno.
C'è il prepotente ritorno degli ABBA con THE WINNER TAKES IT ALL a cui segue a ruota SUPER TROUPER e la solita salva di sigle tv: LA BALENA che ci riporta un'Orietta Berti nel ruolo di cantante-sigla per i bambini (ce ne saranno altri, di successi legati alle sigle e ai brani per bambini), ANNA DAI CAPELLI ROSSI, sigla del famoso cartone animato televisivo dell'autunno '80 e FLASH di Toto Cutugno che apre la trasmissione-quiz di Mike Bongiorno.
L'outsider Pino D'Angiò - gia famoso in Spagna - che canta la divertente MA QUALE IDEA e l'ultimo (per sempre) disco di John Lennon che accompagna un malinconico e freddo Natale con la bellissima (JUST LIKE) STARTING OVER.
Io ne approfitto per fare i miei/nostri auguri per un buon anno che  - si spera - sia più buono di questo che sta giungendo al termine. Ma ogni anno finisce con questo genere di auguri che si ripetono nei decenni: o siamo noi che siamo incontentabili o gli anni buoni esistono solo per le vendemmie.


giovedì 17 dicembre 2015

AA.VV - Scala Reale Vol.1 / Mal Dei Primitives - Broccato e Jabots (I Singoli 1967-1969)


Era da tanto tempo che si voleva fare questo post. Come ben saprete, le canzoni di SCALA REALE, ovvero la trasmissione abbinata alla Lotteria Italia 1966/67, erano eseguite dai cantanti non con gli arrangiamenti conosciuti attraverso i dischi ma rielaborate dall'orchestra diretta da Mario Migliardi , l'Orchestra di Musica Leggera di Roma . Il rifare le basi delle canzoni per le trasmissioni televisive non era certo una novità, anzi...ma durante CANZONISSIMA o come via via si è andata a chiamare ogni anno, era un classico. E questo fino al 1973. In questa edizione, dove si affrontavano squadre di cantanti composte da quattro elementi ciascuna, è capitato che alcuni brani non sono mai stati incisi su disco. Come ad esempio quella di Mario Testa, il "giovane" della squadra capitanata da Little Tony nella prima puntata, subito esclusa dalla competizione (affrontò la squadra di Domenico Modugno). Però la sua canzone, I RAGAZZI DEL MIO QUARTIERE - da lui scritta - era già stata incisa da Sandro Pavesi due anni prima. In questo caso è stato un bene, perchè la canzone era veramente brutta e lui era quasi surreale (saltava colpendo con la testa una palla inesistente). La stessa Anna Lenzi, "giovane" nella squadra di Gene Pitney, presenta E SE DOMANI che non inciderà.
Qui ci sono tutte e due le "inedite" così come ci sono altre tredici canzoni riarrangiate per la competizione del sabato sera.
Questo è il primo volume: se ne faranno altri? Probabilmente. Come sapete, questo blog ha tempi lunghi ma precisi. Tutte le canzoni elencate sono state prese da master e lavorate.
Così come la grafica, di cui si è occupato Emiliano.




"Broccato e jabots" è il titolo - molto descrittivo - di questa raccolta che raccoglie i singoli di Mal dal 1967 al 1969. Perchè se il "nostro", al suo apparire in  Italia, si paventa abbigliato tra il "mod" e il "beat" è anche vero che il suo personaggio di "bel tenebroso", per tutto il 1968 sarà quello di un Lord inglese della prima metà dell'ottocento. E in quei panni ci sta così bene che colpisce l'immaginario delle ragazzine tra i 12 e i 16 anni che improvvisamente impazziscono per lui.
Eppure già aveva sperimentato il successo con canzoni quali YEEEH! o L'OMBRA DI NESSUNO. E' proprio vero che un'idea giunta al momento giusto può cambiare qualsiasi corso preso dal destino. I Primitives potevano seguire la strada dei Casuals o dei Motowns, cioè continuare a fare dischi di medio successo fino a terminare la loro corsa tra il '69 e il '70 (Lally Stott, però, aveva capito tutto) oppure prendere il più appariscente tra di loro e renderlo il "capo" o comunque il "front man".
E cucirgli delle storie addosso. Mal si presta al gioco e Crocetta - già "creatore" del personaggio Patty Pravo - fa il resto. Il successo è stupefacente: dal nulla nasce un divo e questa figura di Lord Byron anni settanta (del novecento) appare come un'immaginifica visione al Sanremo numero XIX, quando agitando le mani e guardando con occhi concupiscenti la telecamera, si fidanza con tutte le ragazzine d'Italia. Non c'è Morandi che tenga: è nato un divo e per dodici mesi non si parla che di lui.
Essendo costantemente sotto i riflettori, scatena una ridda di sentimenti disparati attorno a sè: dall'amore incondizionato delle sue fan alle invidie dei maschi o semplicemente dei colleghi, nonchè articoli di giornali spesso velenosi.
Dopo il successo di TU SEI BELLA COME SEI arriva il boom di PENSIERO D'AMORE.
Canzone scippata alla grande a Tony Del Monaco (la sua versione si chiamava VOLA VOLA)  tra l'altro già incisa da Gianna Mescoli, che essendo della Polydor aveva più diritti di tutti di cantarla. Perchè? Perchè era la versione italiana di un successo dei Bee Gees (Polydor anch'essi) dal titolo I'VE GOTTA GET A MESSAGE TO YOU. Ma delle volte basta tacitare i più deboli con un congruo compenso oppure far stampigliare sull'etichetta della prima versione italiana la scritta NON IDONEO , timbro Rai. E così nasce un successo sulla pelle degli altri.
"A la guerre comme à la guerre", diceva qualcuno. Come qualcuno diceva che sia YEEEH" che JOHNNY NO non erano assolutamente di Luigi Tenco. Ma uscite dopo l'onda dell'emozione della sua scomparsa, alla RCA faceva gioco inventare paternità che nessuno poteva contestare. Altrimenti perchè ci sarebbe il nome di Bardotti, tra gli autori?
Il terzo grande successo del periodo si chiama OCCHI NERI OCCHI NERI e nasce in un periodo disgraziato per Mal, quello del ricovero in clinica per aborto della sua ragazza dalla quale aspettava un figlio: Patrizia Viotti. Questa storia che sarebbe dovuta rimanere nell'ombra per quanto privata, viene data alla stampa che ci sguazza come è solito fare.
Improvvisamente Mal perde il suo scettro di monarca illuminato e con esso il trono.
L'opinione pubblica lo considera un uomo che non fa il suo dovere e lo guarda con diffidenza.
Stessa cosa che accadrà qualche mese dopo a Massimo Ranieri, che in un impeto di eterosessualità non contenuta, mette incinta una ragazza. Lui giura e spergiura che non è opera sua (e giustamente, l'ambiente gli crede). Poi sappiamo com'è andata a finire. Mal , essendo un bello e per di più algido inglese rubacuori, non beneficia di altrettanta considerazione. Lui è solo un approfittatore di "ragazze perbene". Ma se queste ragazze si fanno trovare nel suo letto, forse la colpa non è solo di Mal.
Comunque sia, al Sanremo '70, per fargli un dispetto, invece che cantare LA SPADA NEL CUORE con Patty Pravo, gli affidano Luciano Tajoli e SOLE PIOGGIA E VENTO.
Entra in classifica ugualmente, ma per forza d'inerzia. Da questo momento in poi, non ha più visibilità. Si sposta in Germania, Olanda e riesce ad avere un certo successo con MIGHTY MIGHTY ROLY POLY e con la versione tedesca di CANTO DI OSANNA dei Delirium, che per cacofonia chiameranno OH SUSANNA. Tornerà al successo solo nel 1975. Ma di questa seconda parte della sua vita ne parleremo in un altro momento.
Intanto vogliamo ringraziare Emiliano per la splendida prova grafica data e Silvia Dionisio, bellissima cover-girl che si accompagna a Mal in queste fotografie.



martedì 1 dicembre 2015

Armando Trovajoli - One Night In Rome / I Cugini Di Campagna - I Cugini Di Campagna (1972)


Dopo un bel pò di tempo , torna Orlando con un post domenicale. Il disco in questione merita di essere recensito, per due motivi: il primo è perchè è molto bello, il secondo perchè quasi nessuno lo conosce o lo ha mai visto "fisicamente". Una peculiarità di questo blog è anche quella di presentare materiale inedito ai più. Il lavoro di grafica è stato fatto da Emiliano, che si conferma un eccellente collaboratore, senza la smania di mettersi in evidenza o in competizione. E non è da tutti.


Il Vampiro mi propone di parlare di Armando Trovajoli per un disco oggi abbastanza raro da trovare, pur avendo venduto un  numero di copie all'epoca relativamente alto (parlo tuttavia di un mercato, quello del "microsolco", ancora tutto da sviluppare) in Italia ma anche e soprattutto all'estero. L'album infatti faceva parte di una serie di due (l'altro era intitolato One night in Naples), che la RCA aveva deciso di lanciare in tutta l'Europa e anche nelle Americhe. Del disco si era già discusso su questo blog nel lontano 2008, ma non mi dispiace la riproposta, anche perché otto anni sembrano pochi, ma Trovajoli era ancora vivente, e nel frattempo Roma ha avuto l'opportunità di costruire un altro ponte sul Tevere (non destinato alla circolazione automobilistica) che è stato appunto intitolato al grande musicista romano.

Le note di copertina ci rimandano a una Roma che non c'è più e che forse ci illudiamo che sia mai esistita: quella descritta, per intenderci, da film tipo Domenica d'agosto, Vacanze romane, Poveri ma belli e faccio a meno di citare Fellini perché la sua era una Roma inventata, o comunque trasfigurata dal suo straordinario talento visionario. La terra del Rinascimento, è vero, negli anni sessanta era ridiventata la meta favorita di tanti turisti americani, ma cinquant'anni dopo purtroppo la situazione non è più la stessa. Non mi interessa fare polemiche in stile Roberto Vecchioni, né dare la colpa a quello o a quell'altro sindaco, ma ogni volta che torno a Roma la trovo sempre più sgangherata e sarebbe ora che tutti i cittadini che vi abitano (romani o non romani, non importa) cominciassero a volere più bene a questa città della quale ancora oggi, nonostante tutto, riscopro angoli bellissimi e sconosciuti che sarebbe giusto valorizzare piuttosto che lasciarli all'iniziativa del turista volenteroso o del casuale viaggiatore.

Tutti conoscono le melodie che lo stesso Trovajoli ha dedicato alla sua città, una su tutte Roma nun fa' la stupida stasera, che in questo album ovviamente manca perché fu composta qualche anno dopo; ma assieme alle canzoni della tradizione romana (da Chitarra romana a Vecchia Roma, dalle canzoni di Renato Rascel che in quegli anni dominava la scena, a quelle di Gorni Kramer scritte con gli stessi Garinei e Giovannini che scriveranno successivamente Rugantino) qui compaiono dei brani inediti, composti da Trovajoli per l'occasione, che potrebbero fare da ideale sottofondo a uno spot turistico sulle mille fontane della città, sulle carrozze che ancora oggi si vedono circolare ad uso dei pochi stranieri che possono permetterselo, e sulle albe e sui tramonti che solo a Roma assumono quel particolare colore, visibile in tutte le stagioni dell'anno ma unico nel mondo.

Buon ponte festivo

Orlando




Tempo fa, questo blog pubblico il secondo long playing dei Cugini di Campagna intitolato ANIMA MIA e uscito parallalamente al successo internazionale del singolo. Molti credono che quello sia il loro primo lavoro a trentatrè giri ma non è così. Il primo è questo simpaticissimo album, già gustoso dalla copertina, con dei giochi d'incastro, così come usava tra il '71 e il '73. Ossia quando la grafica degli album (e non solo) aveva un'enorme importanza. Un disco molto raro a cui davo la caccia da circa 5 o 6 anni e che non riuscivo mai a trovare. Perchè quando si chiede del primo lp dei CdC, tutti o quasi fanno riferimento a quello già citato. Siamo nel 1972 ed il gruppo aveva già all'attivo tre singoli di cui quello estivo dal titolo L'UVA E' NERA, presentato anche alla trasmissione TUTTO E' POP. Sappiamo benissimo che sebbene ben prodotti, i ragazzi dei Cugini di Campagna, faticavano a trovare la via del successo sebbene i loro brani venissero ben promozionati in radio e a differenza del successivo periodo (chiamiamolo "glam") si vedevano sovente in televisione.  La formula naif- goliardica non attecchiva più di tanto. Comunque un lp non gli si poteva certo negare. E difatti eccolo qui, invenduto ma importante (almeno a posteriori) . Grazie ad Emiliano per la parte grafica


martedì 10 novembre 2015

Riccardo Fogli - Che Ne Sai (1979) / Dedicato Ad Elide Suligoj



CHE NE SAI è il primo album di Riccardo Fogli realizzato per la Paradiso, l'etichetta appoggiata alla CGD, creata e gestita da Giancarlo Lucariello, ex produttore dei Pooh.  Ed è anche il primo trentatrè di Fogli pensato appositamente per lui. In toto. A partire anche da cover che lui ha sempre amato come NON MI LASCIARE di Dario Baldan Bembo o a brani scritti dall'amico ed ex collega (nei Pooh) Roby Facchinetti. Ci sono canzoni  un pò particolari per il Fogli del '79 (lo stesso Fogli che durerà fino al 1983, con quello stile e quella produzione) , come FESTA, che già dal titolo sembra un omaggio alla PFM e che a sentirla, forse non si sbaglia, a pensarla in questa maniera. 
O brani squisitamente commerciali come quello che titola l'intero album. O anche un brano natalizio scritto da un team che fa pensare più ad una produzione RCA piuttosto che ad una Messaggerie Musicali. Un disco ondivago, come è normale sia un "capitolo uno" di un progetto a lunga gittata. 
Un progetto che lo farà diventare una star a livello internazionale. Dalla serie "quando le produzioni e i produttori sapevano fare - E BENE - il proprio lavoro". Difficile sbagliare in toto con questi nomi al proprio servizio. Grazie ad Emiliano per la grafica.


Scriveva su questo blog Euterpe che probabilmente noi saremmo stati gli unici a salutare la "momentanea assenza" di Elide Suligoj, amica e non solo, da anni, ormai. Scrisse un bell'articolo su QUESTA E' LA MIA VITA , articolo che abbiamo visto ripreso da tanti altri senza neanche chiedere il permesso (ma tanto è la prassi, ormai, di questo "mondo di ladri" telematici)
Si aveva un discorso aperto per una trasmissione tv che poi non si è più fatta e non per colpa sua o mia ma per ignoranza altrui. Il 5 s'è assentata ed è andata a risiedere a Garda.
La sua vita artistica comincia molti anni fa, lei, di origine giuliano-dalmata, ma nata a Como.
Comincia a frequentare i circoli di artisti milanesi (sia pittori che musicisti) e....ma ne parleremo in un altro post dedicato a lei, dove ci sarà una selezione di brani cantati da lei e scritti per altri. Il suo sodalizio con Luciano Beretta era da definirsi storico e lei era la prima promotrice di ogni iniziativa legata al suo nome. In verità, si era parlato di lei sul mio gruppo Facebook, dove da circa un anno si è spostato il mio interesse rispetto al blog e dove sono libero di poter scrivere/dire/fare quello che mi pare senza le limitazioni del blog (leggasi video, musica e ....ladri).
Tanto siamo "contati" nel vero senso della parola : cioè entra solo chi dico io e chi si è sempre paventato su queste pagine.
Ma questo, Euterpe non lo sa (proprio come ALICE) perchè ancora non s'è iscritto a Facebook e quando lo farà, visto che - GIUSTAMENTE! - lo detesta, userà uno pesudonimo. Facebook va preso con le molle. La pagina personale serve solo per mantebere l'account ed io la utilizzo veramente poco. Troppi imbecilli clonati l'uno all'altro, coi loro "passa parola" del cavolo, i loro "condividi" da poveracci, i loro commenti politicamente corretti e la loro stupida voglia di sentirsi "nel coro" perchè da soli sono il nulla..
Io, neanche da morto. E come me, altri (pochi, ma buoni). Come al solito, divago.


Uno dei primi dischi da cantante di Elide, quando incideva per la Celson. Siamo nel 1961 e il cha-cha-cha è ancora in voga (per poco, ma c'è). La canzone è molto carina, così come può essere carina una canzone ballabile dell'epoca. Sono canzoni, queste, che non hanno personalità. Nel senso che a differenza di  quello che accadrà da lì a poco, quando i brani si cucivano su misura, fino al '62-'63, a farla da padrone erano le edizioni musicali.Un autore era legato ad una casa o ad un'edizione musicale e scriveva un pezzo. Che se diventava noto, lo cantavano anche venti artisti differenti e non solo in Italia.  La sua voce, quella di Elide, ricalca un pò altre interpreti degli anni cinquanta  (da Wilma De Angelis a Flo Sandon's) . Il testo è di un altro amico del blog, che ci ha lasciati nel 2009: Alberto Testa.


La stessa canzone viene incisa da Monica Landi : stesso ritmo a cha-cha-cha: cambia solo l'orchestra e l'arrangiamento che sul disco Celson è di Ezio Leoni mentre qui, come vediamo, è di tale Joe Rosolino. Che potrebbe essere un italo americano come uno pseudonimo. Non si distacca molto dall'incisione della Suligoj ma come detto, è anche normale. A meno che non l'avessero fatta a bolero o a tango, il cha-cha-cha è quello, cioè, non ci si stacca dal ritmo originale.


 Elide Suligoj  nel 1971 era in DURIUM come cantante. Difatti in quel periodo incide LA CHITARRA, che non ebbe alcun successo. Mentre collabora con Luciano Beretta per il suo singolo presentato al Disco per L'Estate, LA TIZIANA, brano molto bello così come poetico è il retro CHI SIAMO. Altro brano - scritto per e con Beretta  - è LA VOGLIA DI FRAGOLA (da qui le edizioni FRAGOLA BLU). C'è lo spazio per dei pezzi scritti per Gianfranco Cajani (cantante atipico e particolare) e le due "favolette" musicali di CICO & BUM, per la Sebino Toys, interpretate da Loretta Goggi.
Volutamente abbiamo voluto citare i brani meno noti. Nella raccolta a lei dedicata, con la grafica di Emiliano, ci sarà spazio per ricordare un pò tutto il suo "songbook".

ELIDE SULIGOJ
01 Quaranta Notti Di Luna Piena (A.Testa-Suligoj) (8-1961)
02 Nadie (A.Testa-Suligoj) (8-1961)
prezzo ogg: 10-15 euro prezzo sogg: 15 euro

MONICA LANDI
01 Quaranta Notti (Di Luna Piena) (A.Testa-Suligoj) (7-1961)
02 E' Quasi L'alba (G.Calabrese-De Ponti) (1961)
prezzo ogg: 10-15 euro  prezzo sogg: 15 euro

LORETTA GOGGI
01 Cico & Bum (L.Beretta-Suligoj) (4-1971)
02 Le Buone Azioni Di Cico & Bum (L.Beretta-Suligoj) (4-1971)
prezzo ogg: 40-60 euro prezzo sogg: 30-35 euro

* I primi due singoli non hanno un gran valore sul mercato, tranne per chi colleziona il periodo 1955-1962. E vedo che ci sono dei venditori al limite della denuncia, che appena adocchiano la preda, la tartassano alzando il prezzo. A nessuno interessa il singolo di Monica Landi, che avrebbe di per sè un costo risibile (non dovrebbe superare i 5 euro) ma per la legge del mercato ossia"io cerco tu vendi", il prezzo si alza a secondo della poca coscienza del venditore. Sono comunque entrambi dischi che hanno venduto pochissimo, quindi non semplici da trovare. Il quarantacinque giri della Goggi è differente: non è stato messo in vendita ma dato in omaggio a chi acquistava i due bambolotti (cane  e pagliaccio) e dentro aveva un booklet. Ormai sfruttato - alla fine degli anni novanta arrivava anche alle duecentomila lire - costa il giusto. Anzi, qualche volta anche meno di quello che vale*

giovedì 22 ottobre 2015

Anna Identici - Apro Gli Occhi Su 'Sta Vita (1972) / Speciale Castrocaro 1968

Allora, sicuramente ci troviamo di fronte ad un capolavoro. Ma non musicale. Bensì di marketing. Talmente sfrontato che diventa patetico. Un passo indietro: Anna Identici è pronta per il Sanremo 1969 dove farà coppia con Brenton Wood, ma per dei fatti personali che tutti conosciamo, dovrà abbandonare il campo e lasciare il posto ad una giovanissima (neanche diciottenne) Rosanna Fratello che farà il suo esordio nel mondo dei "campioni" passando dalla porta principale. 
Anna recupera le forze e incide dei dischi che l'accompagnano fino al Sanremo successivo e poi a quello del '71, ma si accorge che la sua carriera è ad un punto di non ritorno. E con lei i suoi discografici. I dischi non si vendono (a parte TAXI nei primi giorni appena successivi al Festival del '70) ed anche chi gli è vicino le consiglia di cambiare strada. "Per lei stessa" e per la sua carriera. 
Ma sì; buttiamo via tutto, da UN BENE GRANDE COSI' a QUANDO MI INNAMORO, le sue canzoni "biglietto da visita", che hanno venduto moltissimo: la prima ha avuto l'onore di essere stata stampata per ben tre volte con tre copertine differenti e la seconda è diventata un successo internazionale 
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 E cosa si fa? Immaginiamo come ha pensato il discografico e tentiamo di parlare come lui: allora, fatemi pensare...va di moda il folk....lo fa Rosanna Fratello, lo fa Gigliola Cinquetti...lo fa in un'altra maniera la Ferri...ma va di moda anche la politica, e quindi , cosa fare? Bene, capito: una commistione tra folk e canzone di protesta. Ma non come nel '66-'67, ossia la famosa "linea verde" dei beatnik e dei pacifisti (per convenzione, s'intende!, ndr) ma qualcosa di politicizzato, più vicino alla classe operaia, a Giovanna Marini o Ivan Della Mea. Ma senza esagerare...altrimenti si perde una parte di pubblico. 
E poi come si fa ad andare a Canzonissima o a Sanremo se non si mitiga un pò, se non ci si barcamena. In fondo non va di moda anche questo benedetto compromesso storico?
Direte voi (se foste nel '71) : ma Sanremo e Canzonissima sono prodotti deleteri, di basso livello, di masse non ancora educate alla rivoluzione! Sì, ok...ma sono le uniche trasmissioni che raccattano dai 20 ai 30 milioni di spettatori. E l'Ariston è un'azienda, mica un istituto di beneficenza!
Partiamo dal titolo APRO GLI OCCHI DI DONNA SU 'STA VITA e analizziamolo:
"APRO GLI OCCHI" = prendo coscienza di me stessa come persona e mi muovo di conseguenza. "DI DONNA" = e qui ci facciamo amiche le femministe, perchè anche loro vanno di moda e hanno voce in capitolo. E poi quante scrittrici e giornaliste (per non parlare di attrici) hanno abbracciato questa causa?
"SU 'STA VITA": qui il colpo da maestro. Non QUESTA ma 'STA. Cioè, usare una contrazione dell'aggettivo dimostrativo che non vuol significare l'uso di un termine in romanesco ma una sorta di dispregiativo.Un qualcosa che faccia capire che non è "vita piena" ma "vita di sacrifici", di stanchezza, di mortificazione, di dolore. " 'STA", buttata così, rende perfettamente l'idea.
E si identificano immediatamente i colpevoli: il governo, la società, la condizione del proletariato.
Tutte cose che nel 2015 fanno ridere ma che nel 1971-72 erano utilizzate come piedi di porco per scalfire il "sistema" da ogni parte: dalla piazza alla canzone , dalla letteratura alla canzone.
Una sorta di orrendo "soccorso rosso", un think tank" assassino con tanto di attestato benemerito da parte degli intellettuali dell'epoca, ovviamente tutti compatti a sinistra, più per mangiare che per convinzione. Perchè chi non era allineato nelle loro sanguinolente file, erano condannato ad una specie di "morte civile". Chi non ha la tessera...ciccia! Cosa che nonostante sia stata condannata anche da Edoardo Bennato - e in canzonetta - nel 1980, in qualche reparto di retroguardia, vale ancora ai giorni nostri. Provate a proporre qualcosa a Rai 3 o ad Educational: se non hai la loro password, non passi!
Una breve occhiata ai titoli che sono involontariamente comici: da IL TESTAMENTO DELL'IMPIEGATA a SE L'OPERAIA NON VA IN PARADISO. Altro che Woodhouse!
Ed ora un'aneddoto: quando Anna Identici andava nelle fabbriche per promuovere l'album  - ma la casa discografica non parlava di promozione perchè sarebbe stata una cosa troppo capitalista . ma bensì di dare un pò di conforto al lavoro alienante degli operai (neanche fossero stati nei gulag sovietici!) - è successso che delle lavoratrici alla fine dissero al capo reparto "grazie, ma la prossima volta ci mandate Orietta Berti? Almeno è più allegra e ci piace di più". E questa non è una battuta.
Da L'UVA FOGARINA nel 1971 a ERA BELLO IL MIO RAGAZZO nel 1972, A 40 GIORNI DI LIBERTA' nel 1974 fino a LA NUOVA LEGA, sigla televisiva di SI DICE DONNA , nel 1977. Finisce così un periodo da pasionaria che non si sa quanto sia stato veramente voluto da lei rispetto a quanto le abbiano consigliato in un momento difficile della sua vita. Non le ha portato allori, le avrà sicuramente portato il rispetto che probabilmente le mancava dall'apparatjik politiken e di chi le girava intorno, ma credo non basti diventare una "cantante di regime" per essere felice.
Non ce l'abbiamo con lei, che riteniamo una vittima di quell'Italia prevaricatoria e bastarda, ma con chi l'ha consigliata  e le ha fatto perdere anni dietro ad un progetto che a guardare oggi risulta del tutto vano e ridicolo. Un ringraziamento ad Emiliano che ha voluto sottolineare in maniera "ironica" la costrizione musicale ed ideologica, con quel muro di fabbrica in sovrimpressione.


* disco che ha una valenza storica se guardato oggi. Musicalmente lo ritengo valido, liricamente un pò meno perchè è demagogico ad arte e non ci troviamo di fronte ad un Theodorakis o un Solzenicyn ma a P.P.P. che non è la confidente della Callas e l'amica di Laura Betti ma Pier Paolo Preti. Il valore può oscillare dai 4 euro ai mercatini in franchising ai 25-30 delle mostre del disco*


Il 12 ottobre 1968, nel Salone delle Feste delle Terme di Castrocaro, si conclude la dodicesima edizione del concorso che laureò in passato personaggi destinati a diventare famosi. L'organizzatore è come sempre Gianni Ravera. Solitamente Castrocaro invia i vincitori all'imminente Festival di Sanremo ma questa volta non andrà così. Per uno screzio con Ezio Radaelli, patron del Sanremo 1969, "quello che sempre fu", cioè l'invio dei campioncini di Castrocaro, in questa edizione non avvenne. Dispiacere soprattutto per i laureati campioni ossia Paolo Mengoli e Rosalba Archilletti, che avrebbero avuto un lancio coi fiocchi. Se poi non fosse successo nulla, amen. Ma almeno ci avevano provato e il loro nome tra i partecipanti a Sanremo non glielo avrebbe tolto nessuno. Paolo Mengoli si rifarà, Rosalba Archilletti mai.

Il direttore d'orchestra di questa edizione è Augusto Martelli, grande musicista ed arrangiatore, che lancia il suo singolo I SAY A LITTLE PRAYER , il quale viene utilizzato come sigla della ripresa televisiva andata in onda il 25 di ottobre. Sul singolo troviamo la dicitura "serie grandi arrangiatori". Gli arrangiatori che si avvalgano di questa speciale selezione discografica a 45 giri PDU, in realtà sono solo due: Augusto Martelli e Bob Mitchell...cioè uno solo !


 Rosalba Archilletti viene da Frosinone e porta a Castrocaro QUANDO SEI CON ME (canzone cantata da I Satelliti nel '66) e CON UN CIAO, mentre Paolo Mengoli canta PER UN MOMENTO HO PERSO TE e PORTAMI TANTE ROSE. Non sono scelte banali, soprattutto quelle dell'Archilletti. C'è da menzionare tra i partecipanti a questo Castrocaro anche Leo Maucieri  di Siracusa (di cui abbiamo già parlato tempo fa) che ha cantato  AL TELEFONO di Nino Ferrer. Ha una bella voce calda e moderna. Palma Calderoni  invece è di Lugo di Romagna e canta UN'ORA SOLA TI VORREI mentre la sua prima incisione da lì a qualche mese sarà un pezzo di Mino Reitano, QUESTO AMORE, inciso per la sottomarca dell'Ariston, la Victory.
Poi c'è Gaetano Vece che viene da Imola e canta SOLO MOMENTI.
C'è anche un quartetto formato da due fratelli e due sorelle. è il Quartetto Caruso e vengono da Messina. Sono giovanissimi (dagli 11 ai 20 anni) e si chiamano Gilda, Italia, Ferdinando e Carmelo. Il cognome è naturalmente Caruso. Un'altra giovanissima è Manuela Beggi di Pontedera che canta IL BALLO DI SIMONE e ha sedici anni. E poi...basta, altrimenti mi ritrovo tutti i nomi dei partecipanti su Wikipedia senza neanche la citazione (e mi sono rotto di fare da consulente musicale fantasma a riviste, tv e quant'altro).
Rosalba Archilletti viene subito scritturata dalla Ricordi dove incide un bel disco che reca sui due lati altrettante cover: UN PASSO DOPO L'ALTRO ossia THAT KIND OF WOMAN di Merrilee Rush e SOLE DI MEZZANOTTE, l'hit internazionale dei Grassroots, ossia MIDNIGHT CONFESSION .
Paolo Mengoli, l'ex allievo della Scaglione (che fu maestra di canto anche di Gianni Morandi) incide per l'Ariston ARRIVEDERCI e PER UN BACIO D'AMOR. Perchè due brani di circa 10 anni prima? Perchè sono due brani editi dalle edizioni Ariston e il direttore artistico Gianni Guarnieri - lo stesso di cui avrete visto spesso il nome nei "credits" di vari dischi Ariston - decide di fare cassa con un disco senza nessun tipo di spesa aggiuntiva, a parte la stampa.



BOB MITCHELL
01 Aimer La Vie (Skormilk) (9-1968)
02 I Say A Little Player (Burt Bacharach) (9-1968)
prezzo ogg: 10 euro prezzo sogg: 15 euro

ROSALBA ARCHILLETTI
01 Un Passo Dopo L'altro (That Kind Of Woman) (Weiss-Pieretti-Gianco) (11-1968)
02 Sole Di Mezzanotte (Midnight Confession) (Josie-Playboy) (11-1968)
prezzo ogg: 18-30 euro prezzo sogg: 30 euro

PAOLO MENGOLI
01 Per Un Bacio D'Amore (A.Testa-C.Lojacono) (10-1968)
02 Arrivederci (G.Calabrese-U.Bindi) (10-1968)
prezzo ogg: 10-15 euro prezzo sogg: 25

* questa volta trattasi di dischi non semplici, de "la prima volte di" . Sappiamo tutti che a parte alcuni artisti maschi, sono le donne a farla da padrone nel collezionismo, per varie ragioni. Rosalba Archilletti non è tra le più collezionate ma i suoi dischi sono abbastanza difficili, sia su Ricordi che su Mark Tre. Paolo Mengoli è più mainstream anche grazie alle sua partecipazioni al Cantagiro, Disco Per l'Estate e Sanremo. Ma questo così come altri su RIFI o Durium non sono molto facili, anche se si trovano a basso prezzo.*